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Keystone
Ticino
08.04.21 - 19:090

Coi ristoranti chiusi aumentano i rifiuti

Gli imballaggi dei take away vengono abitualmente gettati nei cestini pubblici, spesso stracolmi. Okkio: ‘Viene a mancare il principio chi più inquina più paga’

Cestini che strabordano, confezioni di cibo take away in bilico, sacchetti coi rifiuti del pranzo sistemati alla bell’e meglio vicino ai cassonetti. Scene che in questo periodo si vedono spesso nelle città ticinesi. A giocare un ruolo importante sono le temperature primaverili, che spingono maggiormente le persone a stare all’aria aperta, e la pandemia che ha portato alla chiusura dei ristoranti, autorizzati unicamente a servire cibo e bevande d’asporto. Al riguardo l’Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti Okkio, lancia un appello ai politici: “È ora d'intervenire alla fonte”.

«I rifiuti che non entrano più nei cassonetti vanno a finire nell’ambiente, un pericolo per quest’ultimo», afferma Daniele Polli co–coordinatore e segretario di Okkio. «Aumentare i cestini pubblici o la frequenza degli svuotamenti è una soluzione momentanea, ma il problema va risolto all'origine». In che modo? «Un buon esempio è quello di fruire dei servizi della start up svizzera reCIRCLE che mette a disposizione imballaggi lavabili e riutilizzabili. I clienti dei take away e dei negozi possono poi riportare le confezioni presso qualsiasi punto vendita convenzionato. Purtroppo in Ticino sono solo dodici, mentre la rete conta già più di 1'300 ristoranti e punti vendita in Svizzera».

Le soluzioni per produrre meno scarti ci sono, ma per quale motivo non attecchiscono nel nostro cantone? «È una questione di abitudine – prosegue Polli –. Fa comodo continuare col vecchio sistema. Una situazione analoga l'abbiamo vissuta con le feste campestri. Per anni si è continuato a fornire pasti e bibite in contenitori usa e getta, finché noi di Okkio abbiamo dimostrato che ci sono delle alternative che non costano di più. In Ticino c’è chi offre il servizio di lavaggio di queste stoviglie».

Abitudini che in altri Paesi stanno cambiando. “In Germania è appena stata approvata una legge (Verpackungsgesetz) che obbliga i take away ad abbandonare già quest’anno i contenitori in sagex, materiale che da noi è il più usato, e dal 2022 a offrire, a un costo adeguato e non superiore all’usa e getta, il servizio con contenitori multiuso”, si legge nel comunicato dell’Osservatorio.

Oltre alla questione ambientale, per quale motivo la maggiore mole di rifiuti gettati nei cestini pubblici crea problemi? «Viene a mancare il principio di causalità ‘chi più inquina più paga’ – ci spiega Polli –. Quello che succede è che i rifiuti provocati da un’azienda o dai privati diventano rifiuti pubblici. Il sovrappiù di spazzatura che viene raccolto nei cestini viene pagato dai cittadini con le imposte comunali».

Per Okkio il problema va risolto alla fonte: «Non diciamo che deve essere una tassa, una coercizione. Ci sono altre soluzioni come appunto il multiuso. Adesso tocca ai politici mettersi in moto per proporre delle soluzioni e trovare collaborazioni per cambiare rotta», dice Polli. L’Osservatorio afferma che in materia di produzione di rifiuti, la Svizzera è fra le peggiori nazioni al mondo. In particolare per ciò che concerne la plastica. “Ed è sempre almeno un passo in ritardo rispetto a paesi più eco–evoluti – si legge nel comunicato –. Per esempio, il Ruanda ha introdotto il divieto dei sacchetti di plastica già nel 2006, mentre da noi si è tergiversato fino a due anni fa”.

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