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08.03.21 - 05:50
Aggiornamento: 12:22

In fuga dal Covid: le vacanze all’epoca della pandemia

Le mete più gettonate e le testimonianze di chi, nonostante tutto, è partito. 'Nel contesto attuale si riconosce l'importanza di appoggiarsi a un'agenzia di viaggi'

di Simona Roberti-Maggiore
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Le Maldive (Ti-Press)

Zanzibar, Santo Domingo o Cancùn? A un anno dall’inizio della pandemia, sono pochi i ticinesi che si sono concessi un viaggio in una destinazione lontana. Molti di più quelli che l’hanno sognato a occhi aperti. E qualche grande appassionato che non ha saputo rinunciarci, c’è. Sono Mar Rosso, Maldive, Dubai, Messico, Repubblica Dominicana e Turchia le destinazioni più quotate dai ticinesi nel primo trimestre del 2021. Lo dice il portavoce di Hotelplan Ticino, Davide Nettuno, interpellato dalla ‘Regione’. A livello svizzero alla lista si aggiungono Tanzania e Costa Rica.

Un altro mondo

Su cinque viaggiatori ticinesi da noi contattati, tutti partiti tra gennaio e febbraio, quattro sono volati verso destinazioni che applicano misure Covid meno restrittive rispetto a quelle attualmente in vigore all’interno dei nostri confini: Emirati Arabi, Maldive, Messico e Tanzania. Nei primi due, negozi, bar e ristoranti sono aperti, mentre in Messico lo sono attualmente anche le discoteche. Nel Paese dei tacos e del sombrero, spiega alla ‘Regione’ Lorenzo, rientrato da poco da tre settimane di soggiorno, la principale misura preventiva implementata è l’obbligo di utilizzo della mascherina.

Tra le cinque, la Tanzania è l’unica nazione nella quale non è in vigore alcuna misura anti-Covid. Nell’entroterra tanzaniano come sull’isola di Zanzibar «la vita procede normalmente, nessuna limitazione, tutto aperto, mascherina non obbligatoria. E in strada la gente è tanta. Molto raramente intravedevamo qualcuno che la portava, qualche turista. Nulla, come se non esistesse nessun virus», spiega il giovane Marko, dopo avervi soggiornato insieme a due amici a metà febbraio.

Diverso invece il discorso per quel che riguarda Panama. Davide, da noi raggiunto (col portavoce dell’agenzia ha soltanto il nome in comune), si trova tuttora sul posto, specificatamente nella regione di Bocas del Toro. «Qui le restrizioni variano da provincia a provincia», chiarisce. Le attività commerciali e di ristorazione operano normalmente, nel rispetto delle misure di distanziamento, ma da metà febbraio è in vigore un coprifuoco su scala nazionale tra le 22 e le 4 del mattino.

Tamponi e quarantene

Nessuno degli intervistati ha scelto paesi che richiedevano una quarantena all’entrata o al rientro. Maldive, Emirati Arabi e Panama impongono un tampone nelle 48 ore precedenti alla partenza, mentre Lorenzo ha dovuto sottoporvisi per rispettare le direttive del suo volo: «Me l’hanno imposto non le autorità messicane ma la compagnia aerea, la KLM. Se avessi scelto invece di volare con Swiss o Edelweiss non mi sarei dovuto sottoporre al test». Nessun tampone richiesto invece per andare e venire dalla Tanzania: «Noi l’abbiamo fatto comunque al rientro, per sicurezza», puntualizza Marko.

Il ritorno alle agenzie

Viaggiare di questi tempi può rivelarsi però piuttosto complicato. Molta l’incertezza a fronte dei continui cambiamenti relativi alle quarantene e alle restrizioni Covid, e non sempre è facile districarsi tra le disposizioni imposte da paesi e compagnie aeree. «Notiamo che ci sono clienti che ora vengono da noi, che da tanto tempo non lo facevano più. Nel contesto attuale, si riconosce il valore aggiunto dell’appoggiarsi a un’agenzia di viaggio», riprende Davide Nettuno di Hotelplan. Un valore aggiunto che Elisa, trentacinquenne del Luganese, ha riconosciuto nella pianificazione del suo viaggio alle Maldive: «Di solito mi piace organizzarmi da sola, ma visto che c’era il discorso Covid ho preferito essere un po’ più tutelata in caso ci fossero problemi». Ed effettivamente, al momento di fare il tampone, richiesto dalle autorità maldiviane per accedere all’arcipelago, qualche problema c’è stato. «Dovevamo partire a inizio gennaio, ma siamo state costrette ad annullare perché la mia amica, che aveva contratto il virus diversi mesi prima, risultava ancora positiva. Abbiamo dunque annullato tutto e fatto una nuova prenotazione a fine mese». Una ripianificazione che non ha portato però a nessun costo supplementare. «Non ci ho rimesso niente perché tramite l’agenzia avevo stipulato un’assicurazione che in casi come questo copriva tutto», sottolinea Elisa.

Destinazioni da sogno: il virus in cifre

Secondo i dati raccolti dal Coronavirus Resource Center della John Hopkins University di Baltimora, a gennaio 2021 gli Emirati Arabi Uniti, il Messico e la Repubblica Dominicana hanno registrato, da inizio pandemia, il picco record di contagi mensili. Le Maldive hanno invece rilevato il più alto numero di casi settimanale di sempre intorno a metà febbraio. Il Messico si classifica poi al terzo posto nella classifica dei paesi per numero di persone decedute a causa del virus, con cifre vicine ai 190mila morti. La Tanzania costituisce invece un caso a sé stante. Nonostante le continue intimazioni da parte della World Health Organization, il Paese dell’Est Africano non effettua test e non riporta nessun dato relativo ai contagi da maggio 2020. Il presidente John Magufuli ha infatti a lungo sostenuto che il Paese fosse completamente Covid-free dopo i tre giorni di preghiera nazionali imposti da lui stesso ad aprile dell’anno scorso. In seguito alla morte del vicepresidente della semi-autonoma isola di Zanzibar Seif Sharif Hamad, deceduto all’ospedale di Dar es Salaam il 17 febbraio, e la dichiarazione dei familiari della sua positività al virus, Magufuli ha annunciato che il governo non proibisce l’uso di mascherine e che chi lo desidera è libero di utilizzarle. Non si è però ancora parlato in nessuna forma di misure preventive obbligatorie. Magufuli non ha del resto nemmeno nominato il Covid, citando piuttosto possibili non meglio specificate “malattie respiratorie”.

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