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03.03.21 - 19:52
Aggiornamento: 22:20

'Poveri in casa propria, per loro prestito vitalizio ipotecario'

La proposta del Ps. Durisch: parliamo soprattutto di anziani che non hanno diritto alle prestazioni complementari, quanto chiediamo è già adottato da altri Paesi

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Pensionati in condizioni finanziarie modeste, ma proprietari della casa in cui vivono da anni e che hanno pagato con non pochi sacrifici. Anziani in serie difficoltà economiche, senza però avere il diritto a un pubblico sostegno. Perché per quanto concerne il riconoscimento delle prestazioni complementari Avs/Ai, ricorda il Partito socialista, “il valore locativo della propria abitazione e parte della sostanza netta vengono computate al reddito disponibile residuale sulla cui base si ha diritto o meno agli aiuti: ne risulta che il possesso di un’abitazione primaria priva di ipoteca rischia di precludere alla persona anziana l’accesso alle prestazioni complementari pur avendo un reddito molto modesto”. Con un’interrogazione al Consiglio di Stato il gruppo parlamentare socialista propone, guardando fuori dei confini svizzeri, una soluzione: il “prestito vitalizio ipotecario" per coloro che hanno "più di 60 anni". Si tratta, spiega l’atto parlamentare di cui è primo firmatario Ivo Durisch, di “una particolare tipologia di finanziamento a lungo termine (detto anche ’mutuo inverso’), molto diffuso nel mondo anglosassone, grazie al quale chi possiede una casa può darla in garanzia alle banche ottenendo un prestito o una rendita vitalizia con il diritto di abitazione vita natural durante”. A differenza di un prestito o di una linea di credito, con il mutuo inverso “non è necessario avere un reddito per qualificarsi e non si è tenuti a effettuare alcun pagamento di prestito mentre si occupa la casa come residenza principale”.

'Permette di vivere con dignità in vecchiaia'

L’obiettivo, scrive il Ps, è di consentire “a persone anziane con una casa di proprietà, ma con poca liquidità ed entrate insufficienti per arrivare alla fine del mese, di far fronte alle spese quotidiane senza essere costretti a scegliere tra vendere la casa o vivere in povertà". La formula del prestito vitalizio ipotecario avrebbe “due vantaggi rispetto alla vendita della casa: da una parte permette alla persona anziana di completare le sue rendite senza lasciare l’abitazione, dall’altra permette agli eredi di riscattare l’abitazione di famiglia allo scadere del prestito”. Non solo. Lo strumento proposto “si rende ancor più necessario dal fatto che spesso alle persone anziane viene rifiutata un’ipoteca sulla casa senza la garanzia dei figli, cosa che non tutti possono avere". E ancora: "La necessità di integrare il proprio reddito di vecchiaia", ovvero di avere "immediate" disponibilità economiche, deriva anche "dall’aumento imponente del costo dei beni primari quali ad esempio l’assicurazione cassa malati". La forma di finanziamento suggerita "è un’alternativa concreta ai canali tradizionali con lo scopo di permettere alle persone anziane proprietarie di un’abitazione di vivere con dignità in vecchiaia”.

Il capogruppo: la riduzione del valore locativo non risolve il problema

Non è la prima volta che il tema finisce sotto la lente di un partito: da quasi tre anni è pendente un’iniziativa parlamentare del democentrista Paolo Pamini. «Ma secondo noi non è diminuendo il valore locativo della propria abitazione in base ai parametri indicati da Pamini che si risolve il problema - afferma il capogruppo socialista da noi interpellato -. Le persone interessate - aggiunge Durisch - risparmierebbero cinquecento franchi all’anno: è qualcosa, d’accordo, tuttavia non è davvero abbastanza per chi vive in una casa di sua proprietà ma fatica ad arrivare alla fine del mese, non potendo beneficiare delle complementari. La proposta dell’Udc, ispirata al modello grigionese, introdurrebbe inoltre una disparità di trattamento nei confronti di altre categorie di cittadini. Dal nostro punto di vista, uno strumento efficace per aiutare persone con una proprietà ma senza liquidità, o con una rendita pensionistica insufficiente a farle uscire dal bisogno, è il prestito vitalizio ipotecario, che altri Paesi hanno già attuato». Per Durisch, «BancaStato, in virtù del suo mandato pubblico, potrebbe erogare crediti a condizioni molto vantaggiose per questa forma di prestito, assumendosi nel contempo una parte di rischio come responsabilità sociale verso la popolazione». Al Consiglio di Stato il Ps chiede infatti, tra l’altro, se ritenga possibile “attivare con BancaStato una convenzione in modo da istituire tramite la stessa la possibilità di un prestito vitalizio ipotecario a partire dai 60 anni di età".

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