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15.01.21 - 20:36
Aggiornamento: 25.01.22 - 19:12

La scuola a distanza solo in ultima ratio

Intanto Bertoli auspica un intervento della Confederazione per limitare l’occupazione sui mezzi pubblici

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Giro di vite da lunedì. Le restrizioni aumentano. E la scuola? Per il momento gli istituti non sono toccati dai provvedimenti emanati mercoledì dal Consiglio federale, ma non per questo non se ne sta parlando. Il Consiglio federale ha chiesto alla Cdpe (Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione) di valutare quali misure ulteriori potrebbero essere considerate in ambito di educazione. La questione però non si ferma ai confini della scuola. Sotto la lente d’ingrandimento dall’inizio della pandemia anche i mezzi di trasporto pubblici, che nelle ore di punta sono spesso affollati dagli studenti e per i quali il Decs auspica un intervento da parte della Confederazione.

In materia di possibili misure per la scuola, il direttore del Decs (Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport) Manuele Bertoli ha partecipato questa mattina all’incontro con la Conferenza rammentando l’intenzione del Cantone di mantenere nel limite del possibile la scuola in presenza. Dello stesso avviso anche gli altri Cantoni. «La Cdpe continua a difendere la necessità della scuola in presenza per garantire il diritto formativo degli allievi», dice Bertoli. «Sono già in atto misure accresciute che sono state adeguate e rafforzate man mano che la situazione lo richiedeva, facendo attenzione alla proporzionalità. Si pensi ad esempio all’estensione progressiva dell’obbligo della mascherina agli allievi o alla limitazione di alcune attività nell’ambito di materie speciali quali l’educazione fisica».

Quali sono i provvedimenti che suggerisce il Decs per limitare i contagi da Coronavirus? «Ogni Cantone ha già elaborato prima dell’inizio dell’anno scolastico i vari scenari», spiega Bertoli, facendo riferimento allo scenario 1 (scuola in presenza), scenario 2 (scuola ibrida) e scenario 3 (scuola a distanza). «Ma rimaniamo irremovibili sul principio della scuola in presenza, finché ragionevolmente possibile, considerando sempre l’evoluzione della situazione pandemica».

Riguardo ai docenti più vulnerabili (la Confederazione ha stilato un elenco preciso delle patologie considerate) gli istituti scolastici hanno ricevuto ieri dal Decs le direttive: «Gli insegnanti in questione si possono annunciare alla direzione della propria sede, che illustrerà loro la procedura da adottare» – spiega Bertoli. Per garantire ai docenti cantonali a rischio una maggiore protezione e permetter loro di continuare a lavorare in sicurezza, il Cantone metterà loro a disposizione gratuitamente delle mascherine Ffp2, modelli che proteggono particolarmente chi le indossa. Ma quanti potrebbero essere questi docenti? «Difficile fare previsioni sul loro numero, trattandosi di informazioni personali non forzatamente note al datore di lavoro. Capiremo esattamente di quante persone stiamo parlando settimana prossima».

Riguardo agli assembramenti di studenti sui mezzi pubblici, che non sono di competenza del Decs, il consigliere Bertoli auspica un intervento della Confederazione per limitare a livello federale l’occupazione dei mezzi pubblici all’80 percento. «Il nostro Dipartimento non può fare altro che sollecitare chi è tenuto a prendere misure per risolvere la situazione, in questo caso la Confederazione, che detta le regole valide in tutta la Svizzera sull’occupazione di bus e treni», conclude Bertoli.

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