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27.05.20 - 16:32
Aggiornamento: 17:28

Crediti Covid-19, in Ticino superati 1,2 miliardi di franchi

A livello nazionale è stato utilizzato solo poco più di un terzo dei 40 miliardi messi a disposizione dal sistema bancario

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Il settore turistico è uno dei più colpiti (Ti-Press)

I crediti Covid-19 finora concessi dalle banche in Ticino sono 9'774 per un totale di 1'203,8 milioni di franchi. Dopo la forte crescita registrata nelle prime settimane di lockdown, la richiesta di finanziamenti da parte delle piccole e medie imprese si è stabilizzata. Lo rende noto l'Associazione bancaria ticinese (Abt). Nel dettaglio - si spiega in una nota - i crediti fino a 500mila franchi, garantiti al 100% dalla Confederazione, sono 9'701 per un totale di 1'034,3 milioni, con un limite medio di 106mila franchi per impresa. Quelli superiori a 500mila franchi sono 73 per un totale di 169,5 milioni, con un limite medio di 2,3 milioni di franchi.
I dati a livello svizzero, appena pubblicati dalla Seco, sono pari a circa 125mila crediti per un totale di quasi 15 miliardi di franchi. Tenuto conto della quota sul Pil nazionale, il Ticino è il Cantone con la più alta percentuale di crediti concessi (7,9%).

I settori che hanno ricorso maggiormente ai crediti Covid-19 sono il commercio (22%), l’edilizia (17%), l’artigianato (13%), il turismo (11%) e le attività amministrative (11%). La stragrande maggioranza delle richieste di credito proviene da imprese con meno di 10 dipendenti e i limiti concessi sono solo parzialmente utilizzati, segno che molti operatori hanno chiesto liquidità per costituire una riserva da utilizzare in caso di persistenza della crisi economica.

Complessivamente, a livello nazionale, sono stati erogati circa 14,9 miliardi di franchi e - secondo la Seco - le maggiori fornitrici in volume di crediti (39%) sono state le due grandi banche Ubs e Credit Suisse con le banche cantonali (31,5%). Sempre a livello svizzero, circa un quarto del volume totale dei crediti (24,6%) è stato richiesto da commercio e riparazioni auto e motocicli, seguiti dalle attività manifatturiere (14,8%), costruzioni (13,3%) e servizio di alloggio e di ristorazione (9,6%).

Il termine ultimo per il ricevimento delle domande è il 31 luglio. Le imprese interessate possono richiedere alla loro banca prestiti ponte fino al 10% del loro fatturato annuo, per un importo massimo di 20 milioni di franchi svizzeri.

Per farlo, devono soddisfare determinati criteri minimi, tra cui la dichiarazione di aver subito una sostanziale perdita di fatturato a causa della pandemia di coronavirus.

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