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Le mantelline azzurre
Ticino
26.04.19 - 12:490
Aggiornamento : 17:31

Protestando sotto la pioggia per 96 ore

Finito il sit-in dei giovani dello 'sciopero per il clima' a Palazzo delle Orseline con la consegna dell'ultima lettera al Consiglio di Stato

Inamovibili. Sul posto e nelle loro convinzioni. Nonostante la pioggia che li ha accompagnati durante la loro permanenza davanti a Palazzo delle Orseline, i giovani dello 'sciopero per il clima' hanno portato a termine il loro programma di protesta: 96 ore di sit-in per consegnare a ciascun consigliere di Stato una lettera con delle proposte concrete a favore dell'ambiente. Oggi è stato il turno dell'ultima missiva indirizzata al Dipartimento delle istituzioni di Norman Gobbi.

'Non l'abbiamo fatto solo per noi' 

«Qui non c'erano soltanto 35 ragazzi – ha affermato Siro Pedrozzi del Coordinamento cantonale, aggrappato al cancello di Palazzo in un discorso improvvisato di fronte a una quarantina di persone (tra manifestanti e cittadini che si sono avvicinati rispondendo all'appello dei giovani) –.  Qui ci sono degli ideali che tutti noi abbiamo deciso di portare avanti. Abbiamo trascorso 96 ore davanti al Governo con la speranza di essere ascoltati e con la speranza che chi non ci sostiene capisca che questo lo stiamo facendo anche per loro». La voce del ragazzo è suonata forte e chiara: «Che il Ticino faccia anche la sua parte. La nostra paura è che il governo voglia fare solo la bella figura e che quando arriverà il momento di prendere una posizione concreta, questa non sia soddisfacente. Ma non possiamo puntare il dito solo su di loro, ma dobbiamo puntarlo anche e soprattutto su di noi. La politica da sola non è in grado di cambiare la situazione del mondo, il governo ha soltanto il compito di renderci più accessibile uno stile di vita che rispetti la Terra. I nostri diritti finiscono dove iniziano quelli del pianeta». 

'Una gran lezione di etica'

«La curva dell'aumento della temperatura va in parallelo a quella del Co2 e salirà se non si fa niente – ha spiegato Giovanni Kappenberger, ghiacciologo di professione ed ex granconsigliere Ps –. I cambiamenti in atto sono impressionanti e non possiamo lasciarli perdere. I ghiacciai sono ancora lì ma in realtà non dovrebbero già più essere». Per Kappenberger questi giovani sono un vero esempio per tutti: «Mentre voi siete qui sotto la pioggia, senza sedie e senza cartelloni (perché la legge non lo permette, ndr), pochi giorni fa Il presidente della Confederazione non ha sottoscritto la partecipazione della Svizzera a una coalizione di 22 paesi per aumentare i costi delle emissioni di Co2 e così raggiungere la loro diminuzione. Lui è un irresponsabile. Voi invece ci state dando una gran lezione di etica». 

Prossimo appuntamento per il clima: venerdi 24 maggio

Per Rudi Alves, membro del Coordinamento cantonale, l'obiettivo principale del sit-in è stato raggiunto: «il nostro sforzo di rimanere qui giorno e notte è valso la pena. Siamo riusciti a consegnare le nostre lettere. Ora aspettiamo che il governo si rimbocchi le maniche e traduca il loro contenuto in messaggi all'attenzione del Gran Consiglio». E se ciò non succedesse? «Noi rimarremo attenti. L'emergenza climatica c'è, quindi le cose si devono muovere in fretta». E quali saranno i vostri prossimi passi? «Siamo in attesa dell'audizione con la commissione parlamentare per la nostra petizione 'Ticino fai la tua parte per salvare il clima'. Mentre Il 24 maggio avrà luogo lo sciopero mondiale per l'ambiente e noi chiaramente parteciperemo». il 24 maggio è venerdì, dunque un giorno di scuola: «Bisognerà tornare a discutere con il Decs. In ogni caso qualora non ci fossero lo stesse condizioni accordate per il 15 marzo, noi sciopereremo comunque». 

 

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