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03.09.18 - 13:510
Aggiornamento 17:20

Capanne ticinesi col 'tutto esaurito'

Un'estate da incorniciare, e c'è ancora settembre... Molti svizzeri tedeschi in Valle Verzasca, i ticinesi preferiscono la Valle di Blenio e la Leventina

Una stagione tutta in salita, ma senza metafora. Nel senso che questa estate sono davvero tanti quelli che, zaino in spalla, hanno preso la strada della montagna e raggiunto una capanna. «Siamo davvero soddisfatti per come sta andando – ci dice Giorgio Matasci, presidente della Federazione alpinistica ticinese (Fat) – e siamo certi che anche settembre, tempo permettendo, si chiuderà con numeri alti». Proprio in questi giorni si è concluso il trekking del giro del Cervino; una settimana organizzata dalla Fat che ha visto la partecipazione di sedici soci affiliati alle società alpinistiche del cantone. Un’escursione “fuori porta”, se ci passate il termine, nell’ambito delle manifestazioni promosse dalla federazione cantonale. Che certo, divagazioni a parte, ha a cuore soprattutto le vette alpine ticinesi. Tanti escursionisti (il bilancio finale, come detto, si farà a fine settembre) e un nuovo clima generale che ha portato vantaggi anche in alta quota. «In effetti – commenta Matasci – abbiamo constatato rispetto al passato un maggior interesse dei vari enti promozionali per le capanne alpine [una settantina, in Ticino, ndr] che oggi, finalmente, vengono considerate a pieno titolo opportunità e attrazioni turistiche come altre strutture». Nel Locarnese, ad esempio, quest’anno si sono visti molti svizzerotedeschi affrontare la ‘Via Alta’ della Val Verzasca. Meno ticinesi «che preferiscono la Valle di Blenio e la Leventina». Un salto di qualità, quello promozionale, che permette di elevare (si può ben dirlo) l’offerta estiva a tutti coloro che giungono in Ticino. C’era anche prima, ma restava un po’, come dire, “nascosta”. Poi, certo, si tratta di trovare un equilibrio perché l’habitat alpino è realtà tanto preziosa quanto delicata. «La conservazione del territorio è naturalmente molto importante e la si fa anche con la cura dei sentieri» annota Matasci. Perché abitua gli escursionisti a rispettare le indicazioni, divieti compresi. L’impegno, a questo proposito, ha coinvolto la Sat come molti altri partner istituzionali e i risultati si vedono. Tutto bene, quindi? «Beh, magari si dovrebbe fare più attenzione, a volte, nella selezione dei guardiani di capanna perché figure fondamentali per la riuscita della stagione. Molto dipende da loro».

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