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Palazzo delle Orsoline (Ti-Press)
Ticino
15.05.18 - 18:440
Aggiornamento 22:08

'Ristorni all'Italia solo se usati per opere transfrontaliere'

A sorpresa la maggioranza della Commissione della Gestione accetta la mozione di Agustoni e Fonio. Quadranti (minoranza): 'Attendo la decisione del governo'

Ppd, Lega, Verdi e Udc. È con questa maggioranza che oggi la Commisione  parlamentare della Gestione ha detto sì alla mozione con cui i popolari democratici Maurizio Agustoni e Giorgio Fonio chiedono al Consiglio di Stato di avviare trattative con l’Italia affinché i ristorni derivanti dall’imposta alla fonte dei frontalieri "vengano utilizzati anche per il finanziamento di servizi e infrastrutture in favore della mobilità transfrontaliera".

In altre parole, l’Italia investa in opere come park & rail e park & ride quanto riceve dalla Svizzera in virtù del vigente Accordo del 1974 fra i due Paesi concernente l’imposizione dei lavoratori frontalieri e la compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine. La parola passa ora al plenum del Gran Consiglio, sotto la cui lente – nella seduta che si aprirà lunedì 28 – ci saranno due rapporti. Quello redatto da Fiorenzo Dadò (Ppd), favorevole alla mozione. E quello, di minoranza, stilato dal liberale radicale Matteo Quadranti, che invita il plenum a considerare già evasa la richiesta formulata da Agustoni e Fonio nell’ottobre 2015. 

Il rapporto di Quadranti non è stato tuttavia ancora firmato. «Mi riservo di completarlo alla luce dell’eventuale decisione del governo sulla proposta di Zali e delle risposte del Consiglio di Stato alle mie domande», dice alla 'Regione' il deputato del Plr. Il quale ha posto all'esecutivo, tramite lettera della commissione, quattro quesiti. Quadranti chiede se abbiano avuto luogo "gli incontri annuali previsti dall’Accordo tra Svizzera e Italia", se le autorità italiane abbiano giustificato "l’impiego dei ristorni così come previsto dall’Accordo", se il Consiglio di Stato si sia ritenuto "soddisfatto oppure no di queste informazioni" e se "nel caso di un mancato rispetto" il governo abbia preso "misure nei confronti della Confederazione affinché richiamasse l’Italia al rispetto dell’Accordo".

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