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29.04.18 - 13:350
Aggiornamento : 22:17

Cicero, Unia: ‘Patto di Paese? Con 193 voti di scarto no’

Una maggioranza risicata di cittadini (50.1 per cento) ha accolto la riforma che prevede sgravi fiscali per i grossi patrimoni. Ha votato solo il 32.4 per cento

La riforma fiscale, che prevede sgravi agli alti redditi e alle grandi aziende, piace alla maggioranza dei ticinesi che oggi l'ha accolta con il 50,1 per cento di voti favorevoli, contro il 49,9 per cento dei contrari. Un voto tiratissimo, come nella previsioni, che “sdogana” l'intero pacchetto fisco-sociale, ovvero anche le misure varate dal Gran Consiglio che prevedono il rafforzamento degli asili nido e delle infrastrutture sociali per le famiglie. Molto bassa la partecipazione al voto: 32,4 per cento, che rappresenta 72.410 votanti su 223.485 aventi diritto.

"Alla faccia del patto di Paese!", esclama Vincenzo Cicero, co-segretario di Unia. "Questa votazione nelle intenzioni sarebbe dovuta passare come una lettera alla posta, e invece è stata decisa da 193 voti di scarto. Considerando che eravamo una piccola minoranza, anche se abbiamo perso siamo soddisfatti del risultato raggiunto. C'è mancato davvero poco", chiosa Cicero.

Igor Righini, presidente del Partito socialista, rileva dal canto suo che "questa riforma è stata respinta dalla maggioranza dei comuni, soprattutto quelli che hanno da perdere con queste misure. E non sono pochi. Invece – continua Righini – è stata approvata in posti dove Lugano e Mendrisio, ovvero dove è molto presente un'economia speculativa e che fa largo uso di importazione di un modo di fare economia a basso valore aggiunto e che non porta nulla di buono".

“Un risultato che evidentemente ci fa piacere, perché sapevamo ‘tirato’, e ci conferma che in questi casi serve un equilibrio fra le misure fiscali e quelle sociali” commenta il voto Christian Vitta, direttore del Dipartimento finanze ed economia. E aggiunge: “Naturalmente non possiamo ignorare chi si è opposto, restiamo senz'altro aperti al confronto. Posso aggiungere che preoccupa la bassa partecipazione al voto, forse dovuta alla complessità del tema in votazione”.

Il Consiglio di Stato "prende atto con soddisfazione dei risultati della votazione cantonale odierna che permettono l’entrata in vigore della Riforma fiscale e sociale". Grazie alla sua approvazione il Ticino, nota il governo in una nota, "potrà compiere un concreto passo avanti per migliorare l’attrattiva del sistema tributario ticinese e, al contempo, rafforzare le politiche sociali del Cantone, in particolare per quanto riguarda la conciliabilità tra famiglia e lavoro"

Il governo saluta quindi "positivamente"il voto odierno, "che conferma le modifiche alla Legge tributaria approvate dal Gran Consiglio ticinese il 12 dicembre 2017 e, di riflesso, il 7 novembre 2017. Sarà dunque possibile procedere a riduzioni mirate dell’onere fiscale a carico di aziende e cittadini, e introdurre una serie di incentivi a favore delle giovani aziende innovative (start-up). Nel contempo, il Cantone potrà adottare un pacchetto di misure sociali, interamente finanziato dalle aziende, che favorirà una migliore conciliabilità fra attività lavorativa e vita familiare. A beneficiare dei provvedimenti saranno in particolare le famiglie, grazie all’introduzione di un assegno parentale e di diverse forme di sostegno alla custodia dei figli".

Il Consiglio di Stato si dice in conclusione "convinto che la decisione odierna consenta al Cantone Ticino di compiere un primo importante passo in direzione del rinnovamento della fiscalità e del rafforzamento della socialità".

Nel frattempo ha preso posizione anche il Ppd, che pure si dichiara "particolarmente soddisfatto" per l’approvazione da parte dei ticinesi della Riforma fiscale e sociale: "Si tratta da un lato del riconoscimento del lavoro svolto in Gran Consiglio e dall’altro di un prezioso aiuto alle famiglie del Cantone". Famiglie che, "grazie alle misure sociali proposte da Paolo Beltraminelli e dal Dss, potranno ad esempio contare sulla riduzione delle rette degli asili nido e su strutture d’accoglienza extra-famigliari potenziate". Un’altra misura "di grande valore" che riguarda i neo genitori, conclude il Ppd, "è lo stanziamento di un assegno parentale di 3'000 franchi. Una somma non indifferente che, a fronte dell’aumento incontrollato dei costi della salute, equivale a 3 anni di cassa malati gratis. Tutto questo, oggi, è finalmente realtà! Anche le persone più vulnerabili, anziani e malati, beneficeranno del risultato positivo odierno. Ai loro famigliari curanti verrà infatti garantita la continuità dell’aiuto finanziario". In conclusione si legge che "nelle prossime settimane il Ppd farà nuove proposte per aiutare i ticinesi in difficoltà".

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