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25.11.22 - 19:55

Boffalora: al posto della villetta arrivano due palazzine

Altro cantiere residenziale in vista alla porta nord di Chiasso. L’operazione annuncia un investimento di oltre 6 milioni di franchi

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Ti-Press/Elia Bianchi
Vista da via Dante

Capita che una città cambi sotto gli occhi dei suoi abitanti, senza che neppure essi stessi (quasi) se ne accorgano. Succede così che, da un giorno all’altro, le ruspe se ne portino via un pezzo. Di recente una squadra di demolizione è entrata in azione al civico 102 di Corso San Gottardo a Chiasso, lì nel quartiere alla porta nord del Comune. A finire in calcinacci una vecchia magione, a un occhio non esperto vagamente liberty, conosciuta ai chiassesi non più giovanissimi come villa Valsangiacomo.

L’edificio, va detto subito, non era iscritto in nessuna lista, neppure quella dei beni degni di una protezione locale. Ma di per sé rappresentava un pezzo della memoria collettiva della cittadina, cancellata (qui come altrove) dal tempo che passa, dai passaggi di mano delle proprietà e dai cambiamenti urbanistici. Al suo posto, come dichiarano ora la modinatura dell’area e l’incarto appena depositato all’Ufficio tecnico comunale, si progetta di costruire due palazzine, collegate da un blocco intermedio. L’una affaccerà su Corso San Gottardo, l’altra su via Dante; sfruttando, quindi, i due livelli del terreno, peraltro di forma stretta e allungata. La domanda, presentata da un imprenditore della regione ben presente sul mercato immobiliare chiassese, sarà in pubblicazione fino al 9 dicembre prossimo.

Il quartiere ha mutato volto

Il cantiere che verrà, del resto, non è che l’ultimo notato nel comparto di Boffalora, che in questi anni ha modificato non poco la sua fisionomia. Soprattutto se si pensa all’intervento nel quadrilatero occupato, in passato, dalle cantine Valsangiacomo e oggi espressione di un complesso residenziale, o all’edificio quasi dirimpetto il migliaio di metri quadrati oggetto del nuovo dossier sottoposto al vaglio del Municipio chiassese, sorto dove prima c’era il bar Ciresa, uno dei ritrovi storici dei chiassesi d’altri tempi.

Quest’ultima operazione immobiliare, in ogni caso, ha aggiunto un altro tassello al tentativo di ridisegnare il profilo della città, che molto si sta trasformando pure all’ingresso sud, dove stando prendendo forma dei nuovi poli d’interesse aziendale (come nel caso dell’ex Fernet Branca, cantiere ormai ultimato, o l’ex Trecor quasi del tutto demolita in vista delle gru). Qui a Boffalora l’operazione prelude a un investimento complessivo di oltre 6 milioni e 100mila franchi a fronte di una volumetria totale di più di 10mila metri cubi da tradurre in una realtà per lo più residenziale, con uno spazio commerciale al piano terra, sul lato della via principale.

Due palazzine su due lati

Per portare a tetto, relazione tecnica alla mano, "due corpi di fabbrica" con altrettanti accessi - uno sul Corso, uno retrostante su via Dante - sono previsti 15 mesi di lavoro. Le palazzine, del resto, si alzeranno per cinque piani e una ventina di metri. In quel punto a livello pianificatorio ci si muove in due aree distinte, in un caso si ricade sotto una zona particolareggiata centro cittadino, nell’altro in un settore RI6. Entrando nei dettagli, la palazzina che darà sul Corso principale avrà, come detto, al piano terra la presenza di un commercio, e al suo interno otto appartamenti disposti sui cinque piani prefigurati. Mentre l’immobile su via Dante sarà composto da cinque alloggi, destinati in toto, si fa sapere, ad abitazione. Completeranno l’immobile i locali tecnici, il vano scale e l’ascensore (privo di barriere architettoniche) e, all’esterno, 20 posteggi, oltre a un’area verde e un angolo di un centinaio di metri quadri con dei giochi per i bambini. Inoltre, il complesso sarà riscaldato grazie a una termopompa, ma si avvarrà altresì di alcuni pannelli solari.

Appartamenti formato famiglia

Definita, altresì, la strategia abitativa dello stabile. Gli appartamenti ricavati nella costruzione saranno, in effetti, commisurati alle esigenze di una famiglia. Gli alloggi proposti saranno, infatti, per una metà circa di tre locali e mezzo e per l’altra metà di quattro locali e mezzo. Quindi non delle mini-dimore, ma case di una certa metratura. Come risponderà il mercato? Qui la domanda resta aperta a fronte dei tanti cantieri che si sono susseguiti sul territorio del Distretto.

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