laRegione
29.11.22 - 08:30
Aggiornamento: 15:31

Il Museo dei fossili di Meride spegne dieci candeline

Tra esperienze multimediali e una nuova teca terrestre, il direttore Luca Zulliger si prepara per le porte aperte d’anniversario

di Carlo Canonica
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Museo dei fossili del Monte San Giorgio
Un museo al passo coi tempi
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Ticinosuchus, Serpianosaurus, Ceresiosaurus. Questi sono solo alcuni degli animali che sono stati scoperti negli anni sul Monte San Giorgio, il migliore esempio al mondo di quella che fu la vita marina nel periodo Triassico medio (247-237 milioni di anni fa). Dietro a queste scoperte c’è un lavoro spesso poco notato, ma grazie al Museo dei fossili di Meride è diventato un po’ meno difficile da comprendere e negli ultimi anni anche in modo interattivo e all’aperto.

Il Museo, che quest’anno compie dieci anni, ha come direttore Luca Zulliger, il quale come tanti ragazzi ha una passione per la paleontologia che si porta dietro fin da piccolo. «Mio nonno era un amante di fossili e minerali e quando andavo da lui ero circondato da questo mondo – si racconta a ‘laRegione’ –. Poi durante i miei studi in geografia ho seguito dei corsi complementari in geologia e paleontologia, lì ho riscoperto questa passione che avevo lasciato un po’ in disparte». Tornato in Ticino, ha collaborato con il Museo cantonale di storia naturale e successivamente, nel 2015, è diventato direttore del Museo dei fossili di Meride. «Qui ho potuto focalizzarmi non solo sull’aspetto scientifico, ma anche su quello divulgativo per il pubblico, soprattutto per le scuole e i più giovani in particolare».

Gli obiettivi del Museo in questa decade

Dalla nascita del nuovo Museo, nel 2012, gli obiettivi sono sempre state chiari: divulgare e sensibilizzare la popolazione riguardo il valore universale eccezionale del Monte San Giorgio, che dal 2003 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Da quando Zulliger è arrivato a Meride, dopo aver continuato il lavoro iniziale dell’esposizione permanente, l’attenzione si è focalizzata sulla divulgazione e l’aggiunta di attrazioni multimediali. Come ci spiega il direttore, «fin dall’inizio si è cercato di coinvolgere più persone con l’intento di aumentare il numero di visitatori rivolgendosi anche a un pubblico sempre più giovane. Dati i risultati che abbiamo ottenuto ci siamo riusciti: siamo passati da una media di 8-10mila visitatori all’anno, ai 21mila del 2021». Il coinvolgimento delle scuole e dei ragazzi in generale «è stato di grande importanza – continua Zulliger –, ora i visitatori al di sotto dei sedici anni rappresentano più della metà dei nostri ospiti».

La realtà virtuale come attrazione

I fossili esposti, grandi anche due metri, restano sempre l’attrazione principale, ma «quello che coinvolge di più – ribadisce il direttore – sono le esperienze multimediali che offriamo, come per esempio i cortometraggi, i video e la realtà virtuale e aumentata che riportano in vita questi animali», questo ha appunto permesso di attirare un pubblico sempre più giovane. Come precisa Zulliger «potersi immergere nel mare di 240milioni di anni fa e nuotare con i rettili e i pesci di allora, permette ai visitatori di apprezzare al meglio i fossili esposti nel Museo». Alcuni visitatori vengono attirati al Museo solo per queste esperienze che fungono da calamita. Purtroppo però alcuni "ninnoli di queste strane creature" (cit. Tracy Chevalier) spesso vengono osservati meno, «un riccio di mare grande pochi centimetri – sottolinea Zulliger –, nell’esposizione si perde un po’ in mezzo ai grandi rettili. Anche i piccoli esemplari però hanno delle particolarità molto interessanti sia da un punto di vista scientifico che estetico».

Il presente e il futuro nel Museo

L’obiettivo della Fondazione e del Museo dei fossili del Monte San Giorgio è anche quello di uscire dalle quattro mura museali e mettere in valore il territorio e tutta la regione. Tre anni fa, a pochi passi dal museo, è stata inaugurata la Terrazza panoramica della Val Mara, dove si può ammirare l’imponente parete rocciosa sopra il torrente Gaggiolo, e quest’anno è stata realizzata la postazione denominata ‘Aula didattica di Carpanée’ nei pressi dello scavo paleontologico di ‘Acqua del Ghiffo’, a soli trenta minuti a piedi da Meride, dove è presente anche un’area pic-nic. «Questa nuova aula immersa nel bosco è fruibile tutto l’anno e mostra i fossili e gli animali che popolavano il mare di allora», ci illustra il direttore. Sabato 26 novembre è stata inaugurata, invece,una nuova teca chiamata ’vetrina terrario’ che, come ci spiega Zulliger, «è la ricostruzione dell’habitat terrestre e al suo interno è presente una ricostruzione tridimensionale di Macrocnemus, uno dei pochi rettili terrestri trovati nelle rocce del Monte San Giorgio». Nel futuro è in programma anche «un progetto di un percorso esperienziale tra Arzo, Tremona, Meride e Serpiano con otto postazioni non solo dedicate alla paleontologia, ma anche alla cultura e alla storia con un forte legame al territorio».

Porte aperte il 3 e 4 dicembre

Giunti sin qui, il direttore Luca Zulliger invita tutta la popolazione a festeggiare il decimo anniversario del Museo dei fossili di Meride: «Sarà possibile entrare gratuitamente al Museo e farsi accompagnare dalle nostre guide, oppure usufruire delle audio guide sia per i bambini, pensate per aiutarli a seguire la visita con un linguaggio più semplice, che per gli adulti». Le porte si apriranno il 3 e 4 dicembre, dalle 9 alle 17. Un’occasione in più per scoprire la vita di un passato lontano nel tempo, ma molto vicina a noi territorialmente.

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