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30.10.22 - 17:18

Mendrisio rende omaggio al concittadino Carlo Pasta

Nel bicentenario della nascita la Città lo ricorda con una conferenza e il restauro del suo monumento posto al cimitero

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Mendrisio ritrova un suo "diletto figlio" nel bicentenario della sua nascita. Il Comune si accinge, infatti, a rendere omaggio alla memoria di Carlo Pasta (1822-1893) nella giornata di sabato 5 novembre – giorno della nascita e della morte – con due momenti, una conferenza e una cerimonia ufficiale. La prima è in programma alle 10.30 a LaFilanda con incontro sul tema "Carlo Pasta, intraprendente imprenditore" a cura di Stefania Bianchi; la seconda è prevista alle 14 al cimitero di Mendrisio con il saluto del Municipio, l’intervento di Pierre Jaccard e la presenza della Civica filarmonica.

È infatti con spirito di riconoscenza che la Città ha promosso il restauro della scultura a figura intera in marmo di Carrara deposta nel cimitero cittadino. Una "buona pratica", quella di salvaguardare i monumenti dedicati ai propri concittadini illustri già realizzata con il restauro della tomba Vela a Ligornetto. Il monumento, fa sapere il Municipio in una nota, è "opera pregevole dei fratelli Antonio e Giuseppe Chiattone, zii dell’architetto Mario Chiattone, al quale Mendrisio deve due importanti costruzioni: il Mercato coperto e la Cantina sociale". Pur mantenuto in buone condizioni dagli eredi, il monumento al Pasta è stato riportato al suo originale candore grazie al restauro conservativo di Pierre Jaccard.

Chi era Carlo Pasta

Si tratta di "una figura capitale nella storia della città". Come evoca anche Giuseppe Martinola, "medico, uomo politico poi imprenditore, il Pasta fu persona ingegnosa che promosse il turismo sul Monte Generoso, facendo costruire il primo albergo montano per villeggianti, un colosso da 60 camere da letto, quasi una follia per un monte senza strade. Ma il Pasta vide lungo e non si accontentò di tracciare la carrozzabile e la mulattiera da percorrere con calessino, cavalcatura o portantine. Ideò la ferrovia a cremagliera per collegare il piano alla vetta, progetto che portò a compimento con tenacia e caparbietà. Attingendo alle scoperte più aggiornate dell’epoca, egli fu insomma il precursore di un modo di vivere e di godere del paesaggio, che diverrà consuetudine e regola solo nei decenni successivi".

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