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21.09.22 - 19:30
Aggiornamento: 21:37

Mendrisiotto, ‘Insubriparks’ ha dato i suoi frutti

Obiettivi raggiunti per la cooperazione tra i cinque parchi tra Italia e Svizzera, volti a promuovere la bellezza naturale e culturale dell’Insubria

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Ti-Press/Archivio
La giovane esploratrice Morsetta

L’unione fa la forza, e così è stato per i cinque parchi insubrici che hanno cooperato per valorizzare e promuovere la bellezza naturale e culturale del territorio transfrontaliero dei due parchi svizzeri delle Gole della Breggia e del Penz e di quelli italiani di Spina Verde (capo fila), Campo dei Fiori e Pineta. Una partenariato, quello di ‘Insubriparks’, che ha dato i suoi frutti.

Per i parchi sottocenerini è già stata creata, a cura della Supsi, una ricostruzione in 3D delle Gole della Breggia e dei sistemi di monitoraggio delle affluenze. In fase di ultimazione, invece, l’applicazione in cui saranno inseriti gli attrattori della Regione del Mendrisiotto e delle esperienze di visita dei due territori protetti, di cui ambasciatrice è ‘Morsetta’, l’esploratrice-cartone che accompagna già i visitatori sul sito ‘La Regione da scoprire’ promossa dall’Organizzazione turistica regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio (Otr).

‘Cinque parchi tutti per te’

È questo il nome del progetto ‘Insubriparks’ il cui obiettivo è quello di creare sinergie e collaborazioni affinché i parchi insubrici vengano mostrati anche per quanto concerne la ricettività eco-turistica e culturale, il tutto tra la regione del Lago di Como e del Mendrisiotto. Nell’ambito di questo progetto collaborativo tra Svizzera e Italia sono stati creati sei itinerari tematici, che permettono di conoscere punti di interesse, bellezze naturali, geologiche, storiche e architettoniche. Le sei tematiche proposte sono ‘strati di terra e di cielo’, ‘genio umano’, ‘mulini’, ‘biodiversità un tesoro multiforme’, ‘fortificazioni e segni di confine’ e ‘abitare nella storia’. Ma non è tutto.

Alle Gole della Breggia

Il direttore del parco, Andrea Stella, in occasione della conferenza stampa di ieri, si è soffermato sul programma gestionale per i parchi sviluppato a cura di Supsi, che permette un valido aiuto nella gestione di appuntamenti ed eventi, come anche per l’affitto delle infrastrutture presenti nella zona. «Un altro dei risultati raggiunti – ha spiegato Stella – è quello del sistema di monitoraggio tramite sensori che permette di monitorare la frequentazione e l’utilizzo delle vie d’accesso e di comunicazione del Parco. In questo modo potremo capire dove c’è maggiore affluenza e intervenire per eventuali valorizzazioni».

Lo stesso progetto prevede la possibilità di permettere a utenti e visitatori dei parchi di annunciare eventuali problematiche, con il supporto di foto e della geo-localizzazione. «Sarà creato un pulsante esterno in cui il visitatore può segnalare qualsiasi tipo di problema, dopodiché interverrà l’operatore di riferimento e a chi ha effettuato la segnalazione arriverà una e-mail per confermare che il problema è stato risolto». Altro obiettivo raggiunto è quello della ricostruzione storica in 3D della zona che è stata occupata dall’industria di produzione del cemento, la Saceba, e che sarà utilizzata per la realizzazione dei contenuti dell’applicazione ‘La Regione da scoprire’. Il tutto, ci ha comunicato Nadia Fontana Lupi, direttrice di Otr, «sarà ultimato entro la fine dell’anno».

Nuovo logo per il Penz

«Anche il Penz – ha comunicato il direttore Gionata Cavadini – usufruisce del programma gestionale Supsi che ci permetterà di registrare eventuali problematiche all’interno del parco. Inoltre, abbiamo installato il sistema di monitoraggio dell’affluenza e abbiamo creato un logo rappresentativo. Infine, è stata creata la ricostruzione 3D dell’oratorio di Santo Stefano che verrà anch’essa utilizzata per la realizzazione dei contenuti dell’applicazione ‘La Regione da scoprire’».

I risultati oltreconfine

Al Parco Spina Verde, ha spiegato il direttore Vittorio Terza, «è stato realizzato un nuovo percorso lungo il fiume Seveso, chiamato ‘Porta Sud’, che è compreso nell’itinerario tematico transfrontaliero ‘abitare nella storia’, che raggiunge quindi con il Parco del Penz. C’è stato poi il recupero dei tratti di trincea della Prima guerra mondiale inseriti nel percorso culturale, ed è stato realizzato un nuovo centro documentale confinale, il polo etnografico transfrontaliero della Valmulini. Inoltre, in fase di realizzazione c’è anche un ecomuseo a Drezzo».

Al Parco Pineta sempre in seno al progetto ‘Insubriparks’ è stato creato un nuovo eco-planetario. «Lo abbiamo nominato così perché si è deciso di dedicarlo non solo ai classici programmi di esplorazione dell’universo ma anche alla scoperta delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale», ha raccontato il direttore del parco Gabriele Pozzi. E infine, al Parco Campo dei Fiori, come ha illustrato il direttore Giancarlo Bernasconi, sono stati effettuati potenziamenti a scopi turistici-culturali della ‘casa del sole’, della ‘baita del fondista’ e del nuovo Biolab al Villaggio Cagnola e infine dell’integrazione della cartellonistica didattica, direzionale ed esplicativa dei geo-siti all’interno del parco. Maggiori informazioni su: www.insubriparkturismo.eu.

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