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19.09.22 - 18:45
Aggiornamento: 20.09.22 - 15:23

È l’ora di Valera. E la Città di Mendrisio spera passi il Puc

Per il sindaco Samuele Cavadini un rinvio o una bocciatura del dossier ‘non sarebbero compresi’

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Gran Consiglio, alla prova del voto

Nel Mendrisiotto c’è già chi fa gli scongiuri. Tra poche ore, infatti, nell’aula del Gran Consiglio a Bellinzona si deciderà del futuro del comparto di Valera. Nel primo pomeriggio di domani, martedì, il parlamento dirà alfine la sua sul Puc, il Piano di utilizzazione cantonale. Per il Mendrisiotto delle istituzioni e dei cittadini questo momento sa un po’ di ora della verità. Sono anni, del resto, che si aspetta di dare una svolta verde a questo triangolo di territorio di oltre 160mila metri quadrati ritagliati tra Rancate, Genestrerio e Ligornetto (oggi Quartieri di Mendrisio). Anche a Palazzo civico l’attesa sale.

L’auspicio di Mendrisio

«Il mio auspicio? Che il Puc venga approvato – ci dice, da noi interpellato, il sindaco della Città Samuele Cavadini –. Spero che finalmente si giunga al voto, come richiesto da una regione intera. In effetti, un rinvio o una bocciatura del messaggio non sarebbero compresi». Oggi più di ieri in gioco c’è il recupero del territorio a favore dell’agricoltura, della natura e dello svago di prossimità in un Distretto divenuto ormai insofferente a opere e interventi che vanno a incidere sull’ambiente e la qualità di vita della comunità, come si è visto sabato a Melano alla manifestazione contro il potenziamento dell’autostrada tra Lugano e Mendrisio.

La stessa Città, come ci fa memoria il sindaco, «sostiene il Puc unitamente a molti altri gruppi di interesse. Non dimentichiamo che questo Distretto è già confrontato con i problemi del traffico e del disordine territoriale. Quindi ora che vi è modo di fare un atto concreto a suo favore, la speranza è che la pianificazione, peraltro ancorata al Piano direttore cantonale, vada a buon fine. Tanto più dopo un iter molto lungo». Sullo sfondo, una petizione, quella lanciata da ‘Cittadini per il territorio’ e mondo agricolo, che a suo tempo aveva raccolto 6’850 firme. La volontà è chiara, conclude Cavadini, «si vuole riguadagnare un territorio più a misura d’uomo».

Tra lettere ed emendamenti

L’obiettivo corale dovrà, però, fare i conti con le pressioni esercitate in questi giorni sugli stessi granconsiglieri. Prima è stata recapitata una lettera firmata da uno dei due maggiori proprietari della zona, poi è stato depositato un emendamento – sottoscritto da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini del gruppo Più Donne – che sposta, di nuovo, l’attenzione sulle attività economiche. Proprio a cominciare dall’impresa per la lavorazione di inerti al centro dell’azione di lobbying e di una recente sentenza del Tribunale federale.

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