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02.09.22 - 17:17
Aggiornamento: 17:47

Crisi energetica: ‘Mendrisio spenga le luci notturne’

In una mozione L’Alternativa chiede di mettere in atto un piano d’azione per risparmiare energia elettrica. Coinvolgendo anche i privati

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Si fa appello anche ai privati

L’ultimo spenga la luce. In tempi di austerità energetica i buoni vecchi consigli non si sprecano. Soprattutto se a farne tesoro sono delle città intere. In Svizzera piccoli e grandi agglomerati non hanno perso tempo a mettersi a tavolino e preparare un piano d’azione per il prossimo inverno. Parola d’ordine, risparmiare. Ci sono enti locali che, come Lumino, sono stati tra i primi oltre un anno fa a girare l’interruttore del sistema di illuminazione pubblica. E ve ne sono altri – come Berna e altri centri del Paese – che, nel momento del bisogno e nel solco dell’Unione delle città svizzere stano mettendo in pratica tutta una serie di misure per evitare gli sprechi. Si è pronti anche ad abbassare le luci delle luminarie natalizie, se sarà il caso. E qui nel Mendrisiotto come si sta affrontando la situazione?

Austerità luminosa, occorre ‘agire’

A Mendrisio L’Alternativa si aspetta che la Città faccia la sua parte, come tutte le cittadine e i cittadini. Un modo per usare con parsimonia l’elettricità, del resto, c’è secondo il gruppo di consiglieri comunali; senza trascurare di coinvolgere anche i privati. Una buona ragione per chiedere all’esecutivo di prendere un impegno formale; perché occorre "agire oggi per contrastare la penuria energetica domani". È tutto nella mozione depositata oggi, venerdì, in Cancelleria, prima firmataria Claudia Crivelli Barella. D’altro canto, non si può dimenticare che Mendrisio è pur sempre una ‘Città dell’energia’.

L’esempio di Berna

In questo momento, del resto, vi è la piena consapevolezza che "senza misure di risparmio, nel prossimo inverno anche la Svizzera è a rischio di temporanei blackout e razionamenti energetici". E allora può essere utile seguire le iniziative già attuate da altri Comuni. Gli autori della mozione suggeriscono l’esempio di Berna. La capitale del Paese, infatti, ha "introdotto e implementato le proprie misure a seguito di un processo partecipativo con la popolazione e i diversi partner privati". Risultato: proposte di risparmio anche per la cittadinanza e i commerci, "come lo spegnimento la notte dopo una determinata ora di insegne, vetrine, centri commerciali e giardini". Una scelta che, d’altra parte, va a vantaggio di un minor inquinamento luminoso, sul quale da queste parti si è già intervenuti riducendo i consumi, si ricorda nell’atto parlamentare, del 60 per cento.

Primo, modificare le regole

Il primo passo da compiere agli occhi de L’Alternativa è quindi quello di intervenire sull’illuminazione notturna. La richiesta avanzata al Municipio dal drappello di consiglieri è puntuale: "Modificare i necessari regolamenti comunali o, se lo ritiene più opportuno; adottare un nuovo Regolamento comunale concernente l’illuminazione esterna, la riduzione dello spreco e la prevenzione dell’inquinamento luminoso affinché l’illuminazione pubblica e privata esterna sia ridotta allo stretto necessario".

Nella mozione si sottopone poi una sorta di vademecum per passare dalle buone intenzioni ai fatti. Per centrare l’obiettivo, si fa presente, bisognerà innanzitutto prevedere "lo spegnimento dell’illuminazione pubblica e privata esterna nelle ore notturne ovunque questo sia possibile". Non di meno occorrerà immaginare "l’installazione di sensori di movimento e accensione automatica delle luci, rispettivamente dei temporizzatori, dove per motivi di sicurezza non fosse opportuno" stare al buio.

Occorre allearsi con cittadini e imprese

È indubbio che per riuscire nell’operazione servono alleati, nella cittadinanza e nelle imprese. In tal senso, rilanciano i consiglieri di Sinistra e Verdi, vanno organizzate delle "campagne di sensibilizzazione della popolazione e dei commerci a un uso parsimonioso delle risorse e in particolare dell’energia, laddove un’imposizione non fosse possibile". Strategia comunicativa che, si annota nell’atto parlamentare, va indirizzata altresì verso professionisti, pianificatori, architetti, ingegneri, installatori locali, chiedendo "l’applicazione della norma SIA 491 nell’ambito dell’approvazione di nuovi permessi", e verso i funzionari responsabili, iscrivendoli a seminari e scambi di esperienza a livello nazionale.

‘Vanno valutati gli altri margini di manovra’

Giunti sin lì sarà bene non fermarsi. I firmatari sollecitano, in effetti, a valutare "quali ulteriori margini di risparmio nell’illuminazione pubblica sarebbero immaginabili, tenendo conto che va in ogni caso garantita l’illuminazione nelle zone urbane a rischio (stazioni, sottopassaggi o simili)". Da esaminare, si domanda, è pure "l’attuale situazione riguardo l’illuminazione dei privati, considerato che esistono senza dubbio alcuni margini per limitare l’inquinamento luminoso (nel caso di vistose insegne luminose di industrie o attività commerciali), una criticità che emerge anche dal rapporto di Dark Sky". Adesso non resta che rimboccarsi le maniche.

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