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28.07.22 - 19:04
Aggiornamento: 19:30

Si trivella per la condotta a lago. E cede la strada

A Capolago si è aperta una voragine, riparata in poche ore. Il Consorzio Arm analizzerà quanto accaduto

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Una voragine di dimensioni ragguardevoli si è aperta, nel pomeriggio di mercoledì, sotto gli occhi stralunati degli operai intenti a lavorare, lì a Capolago, sul cantiere dell’Acquedotto regionale del Mendrisiotto (Arm). All’improvviso verso le 15.30 il fondo stradale all’incrocio tra via Famiglia Carlo Scacchi e via Laveggio, all’altezza del parcheggio, ha ceduto, proprio nel mezzo. La sorte ha voluto che in quel momento non transitasse alcun veicolo. Di che tirare un sospiro di sollievo anche per il Consorzio Arm che in quel punto da giugno sta procedendo a delle perforazioni in profondità per la posa della condotta destinata ad allacciarsi nel prossimo futuro alla tanto agognata stazione di potabilizzazione a lago a Riva San Vitale, giusto dall’altra parte del Ceresio. Alla fine, infatti, gli unici veri disagi li ha patiti il ​​traffico dei pendolari che, al rientro a casa, nel tardo pomeriggio ha dovuto prendere strade alternative, guidati dagli agenti di sicurezza. Il tratto è stato chiuso al transito – e riaperto in serata, verso le 19.30 – e un paio di fermate dell’Autopostale hanno dovuto essere soppresse.

La situazione viene monitorata

Il giorno dopo tanto al Consorzio e che tra gli addetti ai lavori resiste lo stupore. Ancora non si capisce come sia potuto succedere. La buca ormai non c’è più: è stata subito coperta e il fondo stradale risistemato, seppur con una pavimentazione provvisoria. Lo strato definitivo d’asfalto sarà steso entro la settimana prossima. Non prima, comunque, di aver verificato la stabilità dell’asse stradale. L’intenzione, come ci confermano al Centro manutenzione stradale di Mendrisio – intervenuto in supporto di direzione lavori e impresa –, è quella di tenere monitorata la situazione anche nei prossimi giorni.

‘Non c’era stato nessun segnale’

Ci vuole vedere chiaro, del resto, anche il Consorzio Arm. «Ciò che è capitato è strano – commenta Marco Maffi, segretario consortile, che giovedì in mattinata ha effettuato un sopralluogo –. Giusto l’altro giorno ci dicevamo di essere soddisfatti di come è proceduto il cantiere, in questa fase quasi in dirittura d’arrivo. In effetti, questo cedimento ci ha colto di sorpresa. Sinora non c’erano stati segnali della presenza di un problema. Nel procedere delle trivellazioni il terreno è apparso sempre compatto. In caso contrario avremmo pianificato verifiche ulteriori».

Rassicura il fatto che il cedimento sia stato superficiale e che i lavori non hanno subito alcuna conseguenza. «Di sicuro effettueremo delle analisi per comprendere meglio i motivi di quanto accaduto – assicura ancora Maffi –. Anche perché le nostre trivellazioni orizzontali – si tratta di uno scavo teleguidato – avvengono in quel tratto a una profondità di sei metri». Al momento, quindi, non si può che restare nel campo delle ipotesi. «Una delle possibilità – accenna Maffi – è che vi fosse una cavità preesistente al di sotto della strada e che le vibrazioni non siano state che l’ultima goccia che ha fatto cedere la struttura».

Cantieri al centro di una interrogazione

L’accavallarsi dei cantieri – l’Arm, l’allacciamento del gasdotto e la messa in sicurezza del capolinea degli autobus –, in realtà, qualche preoccupazione nel Quartiere di Capolago (Mendrisio) l’aveva suscitata. Tant’è che il giugno scorso una interrogazione firmata da Giovanni Poloni (Plr) e Simona Rossini (Lega-Udc-Udf) – e in attesa di risposta – aveva sollevato un paio di questioni pratiche, come la mancanza di posteggi – occupati in parte dai lavori, come nel caso dell’intervento consortile – e la durata delle opere. Adesso si aggiunge anche il cedimento stradale di mercoledì pomeriggio.

I lavori non si fermano. Obiettivo il 2026

Il cantiere, in ogni caso, non si ferma. La posta in gioco per il Consorzio è alta. E il programma delle opere prevede di mettere in esercizio la stazione di potabilizzazione a lago nel 2026. I prossimi passi saranno la presentazione del messaggio consortile, con la richiesta di credito di realizzazione, e la pubblicazione della domanda di costruzione. Quanto alle scadenze, l’ottobre prossimo sarà attivato il sistema del trasporto dell’acqua da Stabio a Coldrerio. «Questo – fa presente il segretario del Consorzio – ci permetterà di gestire crisi idriche come quella che stiamo vivendo. Insomma, siamo sulla strada giusta: gli obiettivi sono chiari, le tempistiche definite. Tra quattro anni dovremmo essere a posto sul fronte dell’approvvigionamento di acqua nel Distretto». E stiamo parlando di una regione chiamata ad assicurare il fabbisogno idrico di circa 50mila abitanti.

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