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20.06.22 - 23:25
Aggiornamento: 21.06.22 - 03:01

Operatore di prossimità: Mendrisio sceglie di fare da sé

La Città ‘divorzia’ dal Servizio regionale. Scelta convinta del Consiglio comunale. ‘Le criticità sono venute al pettine’

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All’epoca del furgone rosso, nel 2018

Mendrisio farà da sé. E ci guadagnerà: il Consiglio comunale di Mendrisio non ha avuto dubbi. Giusto il tempo di pubblicare il bando di concorso e la Città dal 2023 attiverà sul territorio comunale un ‘suo’ operatore di prossimità. Questa sera, lunedì, il legislativo ha quindi seguito la linea tracciata dal Municipio: tra il Comune e il Servizio regionale si è consumato, insomma, un ‘divorzio’ definitivo. La proposta era stata tradotta nei mesi scorsi in un messaggio municipale, che ha trovato il consenso e il supporto convinto dell’aula consiliare. Mendrisio di fatto dimostra così di voler far suoi modelli già praticati a Lugano e Bellinzona, senza venire meno alla disponibilità, dichiarata, di collaborare con il territorio.

Prima di arrivare sin qui, del resto, a dare luce verde alla decisione di non più rinnovare la convenzione e quindi di non aderire alla fase "a tempo indeterminato" del progetto è stata, a inizio giugno, anche la Commissione delle petizioni. Tutti sono consapevoli che si tratta di un passo importante, che vale un reale "cambio di strategia", peraltro già comunicato al direttore e al presidente della Fondazione ’Il Gabbiano’, che dal 2019 gestisce il Servizio.

All’origine della scelta di Mendrisio ci sono, d’altro canto, delle criticità già manifestate dai commissari in fase di esame del dossier. Il nodo gordiano della questione? Il Servizio di prossimità, come si legge nel rapporto delle Petizioni, dispone di "personale limitato, che purtroppo non gli consente di operare su tutto il territorio del Mendrisiotto". Di conseguenza è arduo dare seguito a tutte le necessità espresse dalla Città, in particolare nel corso del fine settimana; tanto da dover far capo agli operatori del Centro giovani in talune circostanze (si legga gli assembramenti alle scuole Canavée). Vista dai banchi dell’AlternativA, sono venuti al pettine nodi che si erano già palesati nel 2019, come ha fatto memoria Andrea Stephani. Il consigliere ha riconosciuto «il coraggio, la trasparenza, l’ascolto e l’umiltà del dicastero Politiche sociali di presentare una proposta che dà forza al servizio e al controllo democratico e della spesa, che è fondamentale».

Certo, ha richiamato dal canto suo la municipale responsabile Françoise Gehring, si tratta di una «sfida importante. Da parte nostra - ha tenuto a precisare -, non chiudiamo la porta in faccia a nessuno: siamo pronti a continuare a collaborare anche con lo stesso Servizio regionale e a incontrare la Fondazione». Se si è arrivati sino a qui, d’altra parte, è al termine di «un accurato processo di valutazione e su più anni e da parte di persone competenti, con la convinzione da andare a rafforzare le politiche giovanili con una figura che dedicherà al settore 20 ore di lavoro».

Una realtà dal 2015

Progetto a valenza distrettuale, il Servizio è figlio di un lungo e non facile percorso iniziato diversi anni fa e che ha modificato, di fatto, l’approccio alla tematica giovanile. In molti a livello istituzionale ricordano il varo dell’iniziativa, pilota per i primi due anni, nel settembre del 2015. All’epoca in forze c’erano quattro operatori, il bacino di riferimento i giovani tra i 12 e i 30 anni. Adesso proseguirà il cammino senza Mendrisio.

Consuntivi 2021

Commissionato uno studio sul tessuto economico

Il Municipio ha fatto i compiti. Il disavanzo si è ristretto (e di parecchio rispetto alle previsioni). E il legislativo lo ha riconosciuto a una voce, promuovendo - nel solco della Commissione della gestione - quasi a pieni voti i Consuntivi 2021 della Città. In ogni caso, in particolare da cento destra, non si sono risparmiati appunti e critiche all’indirizzo del Municipio. Se da un lato (Lega-Udc-Udf con Massimiliano Robbiani) si è fatto memoria sull’imperativo di non ritoccare (verso l’alto) il moltiplicatore (oggi al 75%), dall’altro si è invocata la necessità (da parte in particolare di Luca Pestelacci, Plr) di avere una visione e una strategia sullo sviluppo economico futuro, che deve passare anche dalla pianificazione (si legga il Piano direttore comunale, Pdc).

Di fatto, il capoluogo non può avere un unico sguardo. «A fronte di un tessuto economico che si è andato consolidando - ha ricordato il sindaco Samuele Cavadini -, servirà una strategia territoriale capace di contemplare in maniera olistica tutte le esigenze della cittadinanza. Va detto poi che il territorio di Mendrisio non è inesauribile: ciò che c’è va preservato al meglio». E comunque, l’esecutivo, si è fatto capire, non sta a guardare. «In effetti - ha annunciato il capo dicastero Finanze Daniele Caverzasio -, è stato assegnato un mandato per elaborare una radiografia del tessuto economico della città: senza demonizzare la crescita economica, sarà importante attirare aziende che hanno attenzione e attaccamento al territorio». Aspetto non trascurabile, ha richiamato ancora, «per non trovarsi con delle bolle di sapone». E qu i riferimento è a quelle imprese che hanno avuto un peso sulle casse comunali, ma sono state altresì delle presenze «fugaci». Lo studio, ha precisato Francesca Luisoni, a capo del dicastero Economia, sarà utile dunque per «capire come posizionarci» con la giusta cura verso le aziende.

Senza dimenticare, ha rilanciato ancora il sindaco, che l’esercizio del Pdc sta permettendo di mettere mano al «disordine territoriale che stiamo cercando di sistemare. L’intento? Ripartire dal territorio per capire che città vogliamo». Magari aiutandosi, ha suggerito Nicola Rezzonico del Plr (al quale si è unito Maurizio Agustoni, Ppd), con un po’ di ottimismo e del marketing territoriale.

La Capolago Arena sarà riasfaltata

A denunciare i problemi di impraticabilità della pista, l’aprile scorso, era stato lo stesso Ihc Capolago Flyers. Al varo della stagione i ragazzi del sodalizio si erano ritrovati infatti a pattinare (su rotelle) su una superficie che aveva tutta l’aria di essere una lastra di ghiaccio. Tutta colpa, si lamentava all’epoca, della pavimentazione scelta per sostituire il vecchio fondo in asfalto. Una situazione su cui di recente ha acceso i riflettori anche l’interpellanza del consigliere comunale Plr Marco Tela. La conclusione? La struttura, ha confermato il capo dicastero Paolo Danielli, sarà asfaltata di nuovo: si torna al vecchio.

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