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Nel Distretto c’è un patrimonio in tetti fotovoltaici
20.05.22 - 18:59
Aggiornamento: 19:16

‘Mettete il fotovoltaico sui tetti delle vostre imprese’

Il Cantone chiama a raccolta il mondo economico del Distretto per dare un’accelerata alla svolta energetica

Lui, il Sole, questa mattina, venerdì, a Mezzana c’era, eccome. Batteva sul Centro professionale del verde quasi a fornire la prova del nove che sulle teste (e i tetti) del Mendrisiotto c’è la soluzione ad almeno una parte dei problemi energetici. Che tra il gas russo usato come arma di ricatto – sullo sfondo la guerra in Ucraina –, e la bolletta della luce che pare destinata a rincarare (e di parecchio) nel 2023 – la previsione è dell’Aes, l’Associazione delle aziende elettriche svizzere –, si è alla disperata ricerca di una via d’uscita rinnovabile. Il primo a voler dare una scossa al mercato del fotovoltaico è il Dipartimento del territorio (Dt), che ha scelto la Scuola agraria cantonale per chiamare a raccolta le imprese del Distretto. Alleata in questa operazione di ‘convinzione di massa’, la Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino.

Zali: ‘Non sono un imbonitore, ma i vantaggi ci sono’

In questi ultimi dieci anni la conversione al pannello fotovoltaico ha fatto decisi passi avanti, ma adesso ci si aspetta il vero salto di qualità. Anzi, il direttore del Dt Claudio Zali non lo nasconde di certo: «Il compito oggi è quello di accelerare la fase di transizione verso il solare». Ecco, però, che per centrare l’obiettivo servono i grandi edifici commerciali e industriali. E la platea che si è trovato di fronte il consigliere di Stato è apparsa ricettiva. «Questa – ha sottolineato Zali senza tanti giri di parole – non è una televendita e io non sono un imbonitore. Certo l’intento è quello di cercare di convincere i titolari delle grandi superfici – che sono anche grandi consumatori di energia – a dedicarsi al fotovoltaico. Cambiare ora è razionale e conveniente in termini economici».

Fatti due conti

Come dire che qualora se ne facesse una questione di soldi, il pannello fotovoltaico oggi ha la sua resa e, per chi ci investe, lo si ammortizza in una decina di anni. E poi c’è sempre la possibilità di appoggiarsi alle Aziende elettriche comunali, pronte ad affittare tetti e a garantire tariffe agevolate. A dare una mano, poi, come ha fatto presente Fabrizio Noembrini, direttore dell’Associazione TicinoEnergia, c’è l’evoluzione dei prezzi registrata nel tempo. In sette anni, ha spiegato, sono diminuiti del 70 per cento. In media ora il costo oscilla tra i 2mila e i 3mila franchi al kW (che corrisponde a una superficie di 5 metri quadri). Ce ne sarebbe a sufficienza per non arrivare a imporre una scelta alle industrie locali. Anche se a Stabio la Sinistra questa proposta l’ha messa nero su bianco e ha raccolto pure 486 sottoscrizioni, consegnate al Comune nel marzo del 2020.

Gli esempi sul territorio

In ogni caso, vorrà pur dire qualcosa se da Mendrisio a Monteceneri un imprenditore come Silvio Tarchini – il gran patron del FoxTown per intenderci – ha disseminato di impianti i tetti dei suoi complessi (stabili residenziali inclusi), assicurandosi la quasi autosufficienza energetica (si parla di circa il 99 per cento) del centro commerciale a Mendrisio, producendo globalmente oltre 4,2 milioni di kW e rivendendo ad alcuni suoi inquilini i chilowatt a 16 centesimi l’uno. Un altro esempio virtuoso giunge da una realtà come Sintetica, che ha il suo quartier generale nella Città ma è leader in Svizzera nel suo settore farmaceutico. Questa azienda ha svoltato a tutto tondo verso il modello della sostenibilità.

Tarchini: ‘Fatelo anche voi’

«Posso testimoniare che è una esperienza positiva – Tarchini ci ha messo la firma –. Il Dipartimento ci ha accompagnato nel nostro percorso e le procedure sono snelle. Insomma, la raccomando anche alle altre imprese». Scegliere il fotovoltaico (e non solo), gli ha fatto eco il Ceo di Sintetica Nicola Caronzolo, porta a «un ritorno economico sul medio-lungo periodo e rappresenta un valore percepito dell’azienda». In altre parole, l’immagine ci guadagna. Gli argomenti, quindi, non mancano. «Se anche una sola impresa se ne persuade, ne sarò felice», ha ammesso Zali.

Gehri: ‘Solare, risposta duplice’

La posta in gioco, d’altro canto, è alta (al di là delle mere questioni di bilancio). Basta quel punto esclamativo nel titolo dell’incontro – ‘Solare? Ora!’ – a dire quanto sia urgente oggi una politica energetica capace di svincolarsi dalle vecchie fonti fossili. Andrea Gehri, presidente della Camera di commercio e dell’industria, rivendica al mondo economico la capacità di avere una sensibilità per il rispetto e la tutela dell’ambiente (così come del personale, delle pari opportunità e dei rapporti con la comunità). In effetti, ha rilanciato, «il solare non è solo una risposta alla crisi climatica, ma anche alla dipendenza da certe dinamiche del mercato globale, che ci rende vulnerabili e in balia di Stati terzi». Senza trascurare, ha richiamato ancora, il fattore della competitività, «che è essenziale».

Bernasconi: ‘Adesso occorre cambiare ritmo’

Le imprese, d’altra parte, sanno di non essere sole. Dalla Confederazione ai Comuni, passando per il Cantone, gli incentivi per coloro che passano al fotovoltaico sono garantiti, consapevoli come è l’ente pubblico del potenziale presente sul territorio. Anche quando (dal primo aprile scorso) a livello federale si sono ridotti i contributi, a compensare la differenza, ha fatto memoria Giovanni Bernasconi, a capo della Sezione protezione aria, acqua e suolo, ci hanno pensato le autorità cantonale e comunali.

I risultati di questa politica, d’altra parte, in questi anni si sono visti. Nel 2021, ha illustrato Bernasconi, si sono installati più di mille impianti, per un totale che supera i 7mila. Ciò si traduce in una copertura del consumo di elettricità cantonale del 4,2 per cento. Si è fatto meglio a Mendrisio, come ha confermato il sindaco Samuele Cavadini, che con 362 infrastrutture funzionanti si è toccato il 4,6 per cento del fabbisogno comunale.

Un patrimonio in tetti nel Distretto

«Adesso – ha detto a chiare lettere il caposezione – è il momento di cambiare ritmo, concentrandoci sulle grandi superfici. E qui il ruolo delle imprese – ha ribadito – è fondamentale». Restando nel Mendrisiotto e andando a misurare i tetti di più di 500 metri quadrati, ci si rende conto che costituiscono il 33 per cento del potenziale totale. Al momento, infatti, ci si concentra sulle coperture, laddove è possibile sulle facciate degli edifici in zona artigianale-industriale. Quanto ai terreni aperti?, ha chiesto qualcuno in sala. Per ora, ha risposto lo stesso Zali, non se ne parla.

L’importante, come detto, è cambiare passo, e gli strumenti, anche legislativi, per farlo in fondo non mancano. Se poi si pensa che il programma di legislatura 2019-2023 del Cantone "prevede di perseguire l’obiettivo di procedere verso una società rinnovabile al 100 per cento", si capisce bene che occorre rimboccarsi le maniche, tutti assieme.

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