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05.05.22 - 05:30
Aggiornamento: 17:29

Il Covid cambia genitori e bimbi, e con loro le Famiglie diurne

L’Associazione ha modulato la propria attività sui bisogni mutati dalla pandemia. E le iscrizioni volano

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In totale gli iscritti sono stati oltre duemila

La pandemia da Covid-19 è ormai quasi alle nostre spalle. I suoi effetti, le sue ricadute e persino le sue controindicazioni – come la paura e la sfiducia – non ancora del tutto. La crisi sanitaria, del resto, ha cambiato le persone e la quotidianità dei nuclei familiari; modificando abitudini ed esigenze. Anche l’Associazione famiglie diurne del Mendrisiotto, sul terreno da più di trent’anni, ci ha dovuto fare i conti, tra quarantene e telelavoro; e ne è uscita però rafforzata.

A premiare la sua capacità di resilienza e di modellare il servizio sui bisogni, anche nuovi, di genitori e bambini c’è il seguito raccolto dalle sue attività. Solo nel 2021 i piccoli utenti sono stati oltre duemila. Tanto i centri extrascolastici – otto in tutto quelli aperti nel territorio – quanto i nidi hanno visto, infatti, aumentare le presenze e in taluni casi segnalando il ‘tutto esaurito’. Importanti altresì i numeri registrati dalle mense degli ‘Scoiattoli’. E il fatto di poter condividere in sempre più sedi gli spazi scolastici ha di sicuro aiutato.

Al di là dei dati, in ogni caso, a balzare agli occhi tra le righe del resoconto annuale vergato dall’Associazione è la voglia dei più piccoli non solo di tornare a stare insieme ma anche di vivere all’aria aperta, in tutta risposta alle restrizioni dettate nell’arco di due anni dall’emergenza Covid.

‘Educhiamo alla gentilezza’

In tempi di incertezze, comunque, le Famiglie diurne hanno un rimedio salvifico da proporre, la gentilezza. "Educare alla gentilezza – scrive la coordinatrice Simona Sandrinelli – dovrebbe essere il nuovo scopo dei pedagogisti e degli educatori del nostro tempo". Anche perché, annota ancora, "i bambini ci guardano, ci ascoltano e imparano dal nostro esempio". E allora l’Associazione ha deciso di prendere l’impegno di diffondere questo "fondamento della socialità" tra bambini e adulti, così da "insegnare e allenare l’empatia". D’altro canto, nel secondo anno segnato dalla pandemia si è dovuto apprendere a gestire necessità mutevoli ed emozioni.

Il telelavoro ha mutato gli affidi diurni

Prendiamo, ad esempio, il lavoro a distanza. L’obbligo sancito per un lungo periodo dalla Confederazione ha, di fatto, "rimodulato le esigenze di affidamento delle famiglie", più frammentate nell’arco della settimana a fronte delle oltre 67mila ore di affidamento assicurate dalle 39 mamme diurne attive sul territorio del Distretto, accogliendo in tutto 255 bambini. In effetti, si fa notare dall’Associazione presieduta da Claudio Currenti, flessibilità e disponibilità unite a un servizio differenziato hanno permesso di "rispondere alle richieste dei genitori e li hanno supportati in questa nuova e difficile fase di conciliabilità casa-lavoro".

Centri e mense molto gettonati

Anche nei centri extrascolastici, ribattezzati Scoiattoli, persino in quelli messi più a dura prova dal Covid, le squadre educative, si tiene a far sapere, non si sono demoralizzate, raccogliendo semmai le istanze dei bambini. Come a Coldrerio, dove "si è sentita sempre più forte l’esigenza dei bambini di giocare all’aria aperta e di stare in movimento", portando a moltiplicare le occasioni da condividere all’esterno delle aule. Allo stesso tempo si è osservato come la pandemia abbia avuto delle ripercussioni sul piacere di stare a tavola insieme, andato "sempre più scemando". A Chiasso si è notato come "l’adulto non presenzia più in modo costante e questo influenza sia il comportamento e sia il linguaggio del gruppo di bambini presenti". Di converso, in diverse sedi si è registrata una crescita dei piccoli commensali alla mensa, oltre che in generale. Per esemplificare: a Stabio durante il pranzo i bambini hanno raggiunto "il numero massimo consentito dal Cantone in quasi quattro mense su cinque".

Le attività extrascolastiche piacciono

Significativa altresì la partecipazione agli innumerevoli progetti messi in campo dalle educatrici o l’adesione alle proposte estive, che a Chiasso erano al completo, o ancora l’apprezzamento (pure crescente) riscontrato con le richieste di accompagnamento alle attività sportive extrascolastiche, "come ad esempio il calcio, la ginnastica e il basket e i trasporti per i bambini che frequentano la scuola dell’Infanzia o la scuola elementare presso il comune di Ligornetto". Sollecitati sono stati, però, pure i nidi dell’Associazione, presenti a Coldrerio, Stabio e Novazzano, così come i servizi di mensa e doposcuola ad Arogno, Breggia, Chiasso, Rovio, Melide e Melano, i quali raccolgono il gradimento di istituzioni e comunità locali. D’altro canto, attenta in modo particolare alla formazione del personale, l’Associazione riesce a fare breccia con iniziative di sicuro interesse per i genitori. Per citarne una, il progetto di transizione nido-scuola dell’infanzia introdotto nel 2019 al nido di Coldrerio.

Bambini ucraini

Una cena di solidarietà

Le Famiglie diurne non si sono tirate indietro neppure di fronte all’emergenza dei profughi ucraini. «L’Associazione ha da sempre accolto presso le proprie strutture bambini rifugiati per sostenerli nel processo d’integrazione e socializzazione come pure nell’apprendimento della lingua italiana – annota il presidente Claudio Currenti –. Quest’anno la sfida sarà ancora più importante e probabilmente nelle nostre strutture saranno ospitati anche dei minori provenienti dall’Ucraina. Il nostro obiettivo è far vivere loro dei momenti di svago e spensieratezza».

Ed è qui che la solidarietà della popolazione può dare una mano. «Non sempre – spiega Currenti – gli uffici cantonali, che qui ringrazio per il loro lavoro e la loro disponibilità, riescono a coprire integralmente le spese da noi sostenute per questi progetti d’integrazione. L’aiuto, quindi, della cittadinanza è per noi prioritario e fondamentale. Gli ultimi due anni non ci hanno inoltre permesso di organizzare la tombola di Santo Stefano e la nostra bellissima pesca sportiva alla Fiera di San Martino, due momenti importanti per la raccolta di fondi a sostegno di questi progetti d’integrazione».

In questa occasione sarà organizzata una cena di solidarietà a favore dei bambini ucraini sabato 28 maggio (appuntamento alle 19.30 al ristorante Conca Bella a Vacallo). Chi desidera dare il suo supporto, partecipando all’evento, può annunciarsi entro il 16 maggio tramite e-mail scrivendo a afdm@bluewin.ch oppure telefonando allo 091 682 14 19. Per saperne di più e sostenere l’Associazione andare sul sito www.famigliediurne.ch (sezione Mendrisiotto).

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