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07.05.22 - 09:17
Aggiornamento: 12.05.22 - 16:59

Ecocentro a Morbio Inferiore, è l’ora della verità

Cittadini alle urne domenica 15 maggio dopo il Referendum di Morbio 2030. I pareri di Alain Gentizon (favorevole) e Alessandro Ticozzi (contrario)

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L’area di via Lischée oggetto del voto

Morbio Inferiore costruirà l’ecocentro comunale in via Lischée? Per rispondere a questa domanda bisognerà aspettare domenica 15 maggio, quando i cittadini metteranno il sigillo finale al credito d’investimento di 2’260’000 franchi proposto dal Municipio e votato dalla maggioranza del Consiglio comunale nel dicembre scorso. Contro la decisione, il gruppo Morbio 2030 ha promosso un Referendum, corredato da 741 firme valide (quorum 410). Insieme al credito è stata accettata anche la convenzione con il Beneficio parrocchiale della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, proprietaria del terreno, per la costituzione di un diritto di superficie. Il progetto, come si legge nel materiale di voto recapitato ai cittadini, prevede la realizzazione di un edificio con gli spazi per i locali di servizio, i contenitori di piccole dimensioni e un mercatino dell’usato e di una tettoia dove troveranno posto le benne per carta, vetro e rifiuti ingombranti. Presso le benne potranno sostare fino a nove veicoli, mentre altri otto potranno eventualmente attendere lungo la corsia di accesso senza intralciare il traffico su via Lischée. Non è la prima volta che i cittadini di Morbio Inferiore saranno chiamati a esprimersi alle urne sui rifiuti. Nel 1997 e nel 2005 due referendum, entrambi riusciti, bloccarono l’introduzione della tassa sul sacco.

Tornando al presente, la discussione politica che sta accompagnando il voto del 15 maggio vede contrapposte due parti: da un lato i promotori del referendum per i quali "l’ecocentro non è indispensabile" e "non è nemmeno l’unica soluzione possibile" perché "le alternative ci sono". Dall’altro i gruppi Ppd e Indipendenti per Morbio, Plr e Lega-Udc che ritengono la struttura un "progetto a favore dell’ambiente e contro lo spreco" che permetterà a Morbio Inferiore di "finalmente dotarsi di un moderno ecocentro che favorirà la riduzione della produzione dei rifiuti". Nel Comune la discussione continua: a sostegno delle rispettive tesi sono nati due gruppi, con altrettanti siti internet e volantini recapitati a tutti i fuochi. In vista della votazione abbiamo incontrato Alain Gentizon, membro del gruppo di sostegno (www.ecocentro-si.ch) e Alessandro Ticozzi, primo firmatario del referendum e membro del gruppo contrario (www.noecocentromorbio.ch) per parlare con loro dei principali punti che dividono le loro visioni.

A Morbio Inferiore si parla da anni della volontà di creare un ecocentro. Perché la soluzione di via Lischée è o non è, per dirla con le parole del Municipio, "l’unica soluzione possibile"?

Alain Gentizon: Se ne parla da troppi anni. "L’unica soluzione possibile" è dettata dal fatto che a Morbio non ci sono a Piano regolatore altri terreni dove si possa edificare un ecocentro. La prima soluzione di erigerlo in zona Polenta, ha ricevuto il parere negativo dal Consiglio di Stato. Il terreno in via Lischée si trova in zona artigianale, quindi la sola sul territorio comunale che possa ospitare tale attività.

Alessandro Ticozzi: A detta del Municipio già la prima ipotesi di creazione di un ecocentro in zona Pozzo Polenta era stata presentata come unica soluzione possibile. Già allora avevamo esternato le nostre perplessità e la posizione contraria a quella soluzione, che venne poi esclusa in sede di approvazione della variante per il comparto Serfontana Bisio. Invece di approfondire altre soluzioni (miglioramento degli attuali punti di raccolta con la posa di interrati, collaborazione intercomunale) è stata cercata un’ubicazione alternativa, che rimane a nostro avviso inadatta come la precedente.

Come descrive l’attuale offerta di raccolta e smaltimento dei rifiuti?

Gentizon: Non si può descrivere soddisfacente. Se si pensa che nel solo 2021 sono state comminate multe per 17’000 franchi, si può ben capire che vi sono delle evidenti lacune che devono essere corrette e l’ecocentro permetterebbe di risolvere parte di queste lacune mantenendo comunque la possibilità di raccolta di prossimità con 6 delle attuali piazze rifiuti. Il fatto di dover fare una raccolta di ingombranti solo 4 volte all’anno è un altro motivo di necessità di avere un ecocentro. Inoltre è in fase di definizione un progetto di riqualifica di tutto il comparto della scuola elementare, così come del piazzale attiguo alla palestra, dove oggi si svolgono le 4 raccolte che al momento impediscono la realizzazione della riqualifica.

Ticozzi: L’attuale offerta in materia è a nostro avviso buona e abbastanza funzionale. Sono sicuramente auspicabili miglioramenti con l’adozione di contenitori interrati nelle attuali piazze di raccolta e con costi inferiori a quelli proposti dal messaggio municipale, oltre alle collaborazioni intercomunali.

Vi preoccupa l’ubicazione scelta, a ridosso del centro scolastico e del centro sportivo?

Ticozzi: Senza dubbio preoccupa l’ubicazione scelta che invece di privilegiare la mobilità dolce e la sicurezza di chi transita sulla strada di accesso porterà ulteriore traffico veicolare, in particolare degli automezzi pesanti per lo sgombero dei contenitori. In tutto il comparto delle scuole e impianti sportivi le strade sono di dimensioni ridotte e a velocità limitata (30 km/h) e frequentate, oltre che da scolari (asilo, elementari e medie) anche da molte persone e famiglie.

Gentizon: No! Non mi preoccupa per diversi motivi. Il tratto di strada da e per l’ecocentro è ad andatura limitata con un camminamento in sicurezza per i pedoni già esistente e che verrà migliorato e ulteriormente assicurato con il progetto Müfeta già approvato dal legislativo. Chi si reca al centro sportivo, al centro tennis oppure agli orti non passa da via Lischée ma nella stragrande maggioranza dei casi dalla via Maestri Comacini e da via Giuseppe Zoppi dove vi sono anche i parcheggi pubblici. Chi passa dalla parte opposta utilizza il camminamento già menzionato oppure il marciapiede che da via Franscini porta al centro sportivo. Come già detto più volte invece il problema per il centro scolastico è stato esasperato in quanto l’ecocentro rimarrebbe aperto negli orari dove gli alunni sono in classe oppure quando non sono a scuola (mercoledì pomeriggio fino alle 19 e il sabato mattina).

I referendisti propongono di trovare una soluzione di ecocentro condiviso con i comuni vicini. Perché questa soluzione non è percorribile?

Gentizon: Non dico che non sia una soluzione percorribile ma è molto più onerosa rispetto al progetto ecocentro ubicato a Morbio Inferiore. Se si pensa che per portare i soli rifiuti ingombranti a Chiasso il costo per il comune sarebbe di 105’000 franchi all’anno (non è un calcolo fatto dal comitato pro ecocentro ma dal dicastero Ambiente di Morbio Inferiore) si può ben capire che sull’arco dei 40 anni si arriva a 4,2 milioni di franchi ossia 2 milioni di franchi in più rispetto al progetto ecocentro e senza risolvere gli altri attuali problemi. Se ci dovesse essere in futuro un’aggregazione comunque servirebbe un ecocentro in quanto non tutti i Comuni coinvolti ne sono dotati e gli attuali non sarebbero in grado di gestire i rifiuti dell’eventuale futuro polo. Portando i rifiuti in altri comuni sarebbe ecologicamente sostenibile? Si parla sovente di apertura verso gli altri, però si vogliono i rifiuti via da Morbio. Semplice parlare di aggregazioni ma i problemi teniamoli fuori dal "nostro orticello".

La vostra proposta di collaborare con i Comuni vicini per un ecocentro condiviso non porterebbe a un aumento del traffico sulle strade?

Ticozzi: Ipotizzando una collaborazione con Chiasso i fautori del ‘sì’ parlano di 300 viaggi al mese, ossia 10 al giorno. Non sono necessariamente 10 percorsi in più, perché si può approfittare di viaggi che già si devono fare (per il medico, le compere ecc.) e aggiungere una fermata all’ecocentro. Per contro, con l’ecocentro in via Lischée, durante le 15 ore d’apertura, il traffico risulterà ben altrimenti incentivato, in quanto porterà 70 veicoli all’ora in una zona che ha tutt’altra vocazione (vedi risposte 3 e 4). Val la pena di precisare che la votazione non sarà una scelta tra due alternative, ma verte solo sull’ecocentro, che presenta numerose criticità; gli interrati e la collaborazione intercomunale sono una proposta alternativa, che però non sarà toccata dalla votazione.

Cosa cambierà a Morbio Inferiore se l’ecocentro non dovesse venire accettato?

Gentizon: Non cambierebbe nulla e rimarrebbe una situazione insoddisfacente! Rimarrebbero i problemi che da più di 10 anni stanno assillando il comune. Sicuramente invece se l’ecocentro dovesse essere accettato questi problemi andrebbero ad attenuarsi fino a sparire e renderebbero la gestione rifiuti utile a livello ecologico, migliore nella raccolta dei rifiuti, sensibilizzerebbe ulteriormente la gente alla corretta differenziazione dei rifiuti, senza spostamenti in altri comuni e più sostenibile. Per questi motivi chiediamo alla cittadinanza di votare ‘sì’ al progetto.

Ticozzi: Non siamo chiaroveggenti per dire con certezza cosa cambierà con la realizzazione dell’ecocentro. Possiamo solo ipotizzare maggiori pericoli per gli scolari e per chi transiterà in zona; più rumore e inquinamento in conflitto con gli spazi di prossima realizzazione (rinaturazione riale Müfeta) e le altre infrastrutture (centro sportivo, orti comunali, palestre, area per i cani, percorso pedonale della Val di Spinée), tutte a uso e beneficio della popolazione; aumento delle tasse a copertura di un investimento milionario per una durata di almeno 30 anni. Inoltre risulta difficile pensare che la situazione delle piazze, anche se notevolmente migliorata rispetto ad alcuni anni fa, sarà magicamente risolta dall’ecocentro.

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