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04.04.22 - 21:30

‘Chiasso si doti di un centro di raccolta del verde’

Nelle idee del Ppd, che ha presentato una mozione, l’area dovrebbe accogliere sia l’umido che il verde da giardino

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archivio Ti-Press
L’ecocentro, uno dei risultati della politica ambientale di Chiasso

Chiasso deve avere un centro di raccolta del verde dove poter depositare sia l’umido che il verde da giardino. La proposta è stata formulata con una mozione dai consiglieri comunali Patrizia Wasser Polit, Arianna Cattaneo, Giorgio Fonio e Davide De Donatis (Ppd, Gg e Indipendenti). Nella cittadina di confine oggi "è totalmente assente un’importante parte di riciclo che consiste nella raccolta dell’umido casalingo". Grazie alla sua introduzione, "una persona a Chiasso, usufruendo dell’ecocentro e dei punti di raccolta, potrebbe riciclare quasi interamente i propri rifiuti casalinghi, riducendo al minimo l’utilizzo dei sacchi della spazzatura". L’idea subordinata proposta dai mozionanti è di creare una "collaborazione con i comuni limitrofi che già hanno un centro di raccolta". La proposta dovrà essere realizzata "al più presto e in previsione della stagione estiva e delle potature autunnali". Avere un centro di raccolta del verde "eviterebbe di trovare scarti verdi improvvisati depositati nei boschi limitrofo, pregiudicando il territorio e dando un senso di degrado".

‘Molto sensibile al tema ambiente’

Chiasso è una Città dell’energia e in questi anni, ricordano i consiglieri comunali del Ppd, "si è impegnata a seguire il programma e a raggiungere importanti obiettivi legati all’ambiente e all’energia". La cittadina si è dimostrata "molto sensibile al tema ambiente portando risultati a favore della natura e del cittadino". Uno di questi è l’ecocentro che, negli anni, "ha saputo ampliarsi e svilupparsi arrivando a coprire tutte le richieste di riciclo cittadino" con un "ottimo servizio di supporto offerto dagli addetti ai lavori". Lo scarto verde da giardino attualmente può essere riciclato tramite gli appositi bidoni verdi che vengono svuotati a domicilio due volte al mese. "Un buon servizio che ha però delle limitazioni". Tra queste, nella mozione vengono citati i "quantitativi limitati (si pensi per esempio a chi ha una siepe o piante da potare) e l’obbligo di avere bidoni verdi appositi che non tutti hanno la possibilità di tenere in casa".

Dall’umido biogas e compost

La raccolta differenziata del cosiddetto umido permette di ricavare biogas e compost, vale a dire carburante e terriccio fertile. "Anche in questo caso i vantaggi sono diversi: i rifiuti non vengono dispersi nell’ambiente ma riprendono vita". Dal compost si ricava anche il biogas. I mozionanti ricordano infatti che "gli impianti di trattamento della frazione umida consentono di recuperare energia rinnovabile attraverso il biogas che, mediante la combustione produce elettricità. Da una fonte del tutto naturale, la frazione umida, è quindi possibile avere energia elettrica. Questo è reso possibile dagli impianti di trattamento anaerobico che consentono, attraverso particolari processi, di recuperare il biogas". Il Comune di Chiasso e il Comune di Stabio stanno del resto lavorando per la realizzazione nella zona industriale di Stabio di un impianto a biogas che dovrebbe essere inaugurato entro fine 2023.

Cosa succede negli altri comuni

A curare il servizio nei comuni di Castel San Pietro, Coldrerio, Vacallo, Novazzano, Riva San Vitale, Arogno, Stabio e Brusino Arsizio – il servizio viene coperto in una quindicina di comuni ticinesi – è la Bag-e, l’unica azienda attiva nel campo della raccolta dell’umido in Ticino. La ditta "raccoglie settimanalmente l’umido tramite bidoni chiusi ermeticamente, dove si possono gettare tutti gli scart organici della propria cucina, presso un punto di raccolta nei quartieri o in centri appositi". L’umido viene in seguito igienizzato e triturato per produrre biogas. Il tutto necessita di tre mesi di fermentazione (1000 kg di umido - 130 m3 di biogas). Tutta l’energia che viene utilizzata per trattare l’umido e altri annessi di produzione è prodotta con gli impianti fotovoltaici. L’umido che viene recuperato e trasferito nell’impianto di biomassa viene utilizzato in un motore per produrre energia elettrica, la quale a sua volta viene immessa in rete al netto dell’autoconsumo. Il processo sprigiona inoltre calore che serve sia a riscaldare il fermento sia per scaldare serre e abitazioni vicine. La biomassa digerita è un ottimo concime inodore, ricco di nutrienti che viene utilizzato nei pressi dell’impianto per concimare campi agricoli".

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