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09.03.22 - 12:08
Aggiornamento: 19:23

I Comuni di Castello e Balerna danno casa ai profughi ucraini

Messi a disposizione appartamenti e il centro climatico di Bosco Gurin. E sale l’onda della solidarietà popolare

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Ti-Press/P. Gianinazzi
Al confine con l’Ucraina

Di fronte alle immagini di guerra e distruzione che rimbalzano dall’Ucraina anche nel Mendrisiotto sta salendo una sorprendente onda di solidarietà, a cominciare dagli enti locali. Tra le iniziative di Municipi e autorità comunali si segnalano oggi, mercoledì, quelle messe in campo a Castel San Pietro e a Balerna.

Il Municipio di Castello offre una casa

A Castello l’esecutivo accanto a una donazione di 10mila franchi alla Catena della Solidarietà ha deciso di mettere a disposizione dei profughi in fuga dal loro Paese un appartamento di proprietà. Il Comune, come si rimarca in una nota, sta seguendo "da vicino l’evoluzione della situazione drammatica che sta avvenendo in Ucraina". La disponibilità a collaborare con le autorità superiori cantonali e federali è ampia. L’obiettivo è "coordinare al meglio e in modo strutturato gli aiuti concreti che si possono offrire alla popolazione ucraina".

La stessa popolazione, d’altra parte, ha aperto il suo cuore in questo momento così drammatico. "La solidarietà dimostrata da moltissime persone in tutta Europa, nel nostro Paese, nel nostro Cantone e nel nostro Comune – annota ancora il Municipio – è qualche cosa di straordinario. Molte, moltissime persone si stanno mettendo a disposizione per aiutare in svariati modi. Una testimonianza di solidarietà fortissima, travolgente, toccante, che ci fa onore". A questo punto occorre, però, "evitare che le innumerevoli offerte di aiuto perdano di efficacia in questa drammatica situazione in continua evoluzione". Di conseguenza, la Confederazione e le autorità competenti desiderano procedere "in modo più coordinato e strutturato sul nostro territorio, per garantire aiuti mirati, concreti ed efficaci così da evitare ridondanze".

Da Balerna il centro climatico e sei alloggi

Anche a Balerna le autorità non si sono tirate certo indietro. Una disponibilità che l’esecutivo ha condiviso in una lettera aperta alla cittadinanza firmata dal sindaco Luca Pagani. Il primo atto è stato quello di dare assistenza logistica aprendo le porte del centro climatico comunale di Bosco Gurin – che può ospitare una cinquantina di persone – e di sei appartamenti protetti al Centro degli anziani. E qui l’invito rivolto alla popolazione è a segnalare la disponibilità di altri alloggi ed elementi di arredo per le abitazioni a disposizione. Servono, infatti, letti, materassi, culle, lettini da campeggio, biancheria da letto (cuscini, lenzuola, coperte), tavoli, sedie, biancheria da bagno, stoviglie da cucina (piatti, posate, bicchieri e tazze, pentole). Chi potesse fornire queste suppellettili o una casa può annunciarsi alla Cancelleria comunale (091 695 11 60 - cancelleria@balerna.ch).

È poi importante in questo momento far capo alle organizzazioni benefiche e alle Ong attive sul terreno per coordinare meglio le donazioni. Inoltre, chi può dare una mano in qualità di interprete (ucraino-italiano) può contattare il Servizio per l’integrazione degli stranieri all’indirizzo di-sis@ti.ch o la Cancelleria comunale di Balerna.

Novazzano, un aiuto e la bandiera della Pace

A dimostrare la sua solidarietà in modo tangibile è pure il Municipio di Novazzano, il quale riunito in seduta giusto martedì ha deciso di donare, sempre a favore della Catena della solidarietà, un contributo di 5mila franchi "quale segno di sostegno alle vittime della guerra in Ucraina". Non solo, seguendo l’invito di Brusino Arsizio e come altri Comuni del Mendrisiotto, l’esecutivo esporrà la bandiera della Pace negli stabili comunali, "ribadendo la più ferma condanna a tutte le guerre".

Per maggiori informazioni è poi possibile consultare il sito del Cantone (www.ti.ch/ucraina) o chiamare la hotline della Segreteria di Stato per la migrazione allo 058 465 99 11.

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