laRegione
10.02.22 - 17:27

Terza corsia A2, ‘continueremo a dar voce al dissenso’

Il Comitato contrario al progetto PoLuMe non indietreggia dopo le ultime mosse del governo federale. Ma c’è ‘delusione e sconforto’

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‘Scelta infausta’

Chi, nei mesi scorsi, ha levato una voce contraria e critica sul potenziamento del tratto autostradale fra Lugano sud e Mendrisio si è sentito bellamente ignorato dal governo federale. Nel Comitato promotore della petizione ‘No alla terza corsia’ i sentimenti che oggi prevalgono sono “grande delusione e sconforto”. La decisione calata di recente da Berna, pronta a dare la precedenza al progetto PoLuMe – iscritto nel Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali (Prostra) e anticipato di dieci anni, al 2030 – viene bollata come “infausta”. Di fatto, si ribadisce in una nota, fa “crescere ulteriormente il sentimento d’insofferenza nei cittadini di Mendrisiotto e Basso Ceresio, la cui salute viene sacrificata sull’altare dell’economia, e che si sentono abbandonati a loro stessi e non rappresentati nelle decisioni politiche a livello cantonale e federale”.

‘Serve una pianificazione lungimirante’

In ogni caso, nella regione non si resterà zitti sul nodo della terza corsia dell’A2. Se Cittadini per il territorio e Ata (Associazione traffico e ambiente) sono pronti a bloccare il progetto, il Comitato è determinato a continuare a “farsi portavoce del dissenso dei residenti”. E lo farà “chiedendo con forza che il Consiglio federale adotti, in stretta collaborazione con le autorità e gli abitanti della regione, una pianificazione lungimirante degli interventi viari e territoriali. Il Mendrisiotto e il Basso Ceresio si aspettano qualità e non quantità!”.

‘Prima l’emergenza ambientale e sanitaria’

Nessuno, d’altro canto, misconosce che la mobilità sia un problema. In questo momento, però, richiamano i contrari, “esiste un problema molto più urgente e prioritario, purtroppo spesso sottovalutato e ignorato: un’emergenza ambientale e sanitaria. Regolarmente vengono infatti superati i limiti di legge di varie sostanze inquinanti, all’origine di malattie che sovente colpiscono le fasce più deboli della popolazione, come i bambini e gli anziani. Inoltre, la qualità di vita di migliaia di persone è ridotta dal persistente inquinamento fonico”. Insomma, “questo progetto, che prevede l’ampliamento a sei corsie della tratta tra Mendrisio e Lugano (e dunque un aumento della capacità autostradale), non farà altro che aggravare questi problemi, poiché causerà una crescita del traffico motorizzato pendolare e di transito”.

‘Avrà un impatto gigantesco’

E qui il Comitato fa presto a tirare le sue conclusioni: davanti a qualche beneficio per pochi ma non per tutti e all’abbandono con Prostra della circonvallazione di Stabio – che ai suoi occhi appare come una “scelta incoerente” –, PoLuMe con i suoi interventi avrà, si rilancia, un “impatto ambientale gigantesco”. Il che porta a un interrogativo: “Tutto questo per velocizzare di qualche minuto il transito tra Mendrisio e Lugano, per poi trovarsi comunque incolonnati all’entrata della città al mattino e nelle strade dei paesi del Mendrisiotto alla sera?”.

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