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07.02.22 - 05:30
Aggiornamento: 16:54

A Meride fossili e territorio catturano visitatori a migliaia

Il Museo ha visto raddoppiare gli ingressi (anche in tempi di Covid). A conquistare la realtà aumentata e le attività all’aperto

di Malva Cometta
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Ti-Press
La metà dei visitatori ha meno di 16 anni

Sul territorio del Mendrisiotto si innalza il Monte San Giorgio, Patrimonio mondiale Unesco, che è uno dei più importanti giacimenti fossiliferi risalenti al Triassico Medio. Il Museo dei fossili di Meride permette di conoscere quel mondo così lontano, risalente a più di 240 milioni di anni fa, attraverso tecnologie all’avanguardia e attività didattiche. La struttura, che mediamente attira diecimila visitatori ogni anno, nel 2021, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, ha visto raddoppiare i propri numeri: gli ingressi sono stati ben 21’200 a fronte di un pubblico al 91 per cento composto da confederati.

«Quest’anno l’obiettivo è quello di mantenere alto l’interesse e mettere ulteriormente in risalto il valore del territorio che contiene questo tesoro fossilifero, attraverso l’aggiunta di postazioni didattiche esterne, percorsi e attività», spiega a ‘laRegione’ il direttore Luca Zulliger. Per la primavera è previsto l’aggiornamento della Realtà virtuale nella sala immersiva ‘Triassic Park’, che permetterà non solo di osservare l’ambiente marino ma anche di interagire con le specie presenti al suo interno, avvicinandole al visitatore.

I visitatori più numerosi sono i giovani

Il Museo dei fossili, situato nell’antico nucleo di Meride, oltre al raddoppio degli ingressi lo scorso anno ha raggiunto anche i 100’000 visitatori dall’apertura, avvenuta nel 2012. «Un altro importante traguardo è stato quello dell’affluenza giovanile – commenta il direttore –. Se nei primi anni i giovani che frequentavano la struttura erano una minoranza, negli ultimi tre anni un buon 50 per cento è composto da ragazzi sotto i 16 anni, proprio il target che ci eravamo prefissati per ringiovanire un po’ il nostro pubblico».

Il contesto pandemico non è stato semplice, eppure il Museo nel 2021 ha raggiunto cifre importanti, ed è infatti stato il miglior anno dall’apertura, dopo il 2020. «Per fortuna – ci racconta il direttore –, abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Per noi, un museo così periferico, è stato un bel segnale quando, sempre l’anno scorso, la coda per entrare raggiungeva la strada. I nostri visitatori rimangono stupiti di come un museo così piccolo presenti al suo interno spazi museali multimediali e moderni».

Attività per piccoli paleontologi

Per coinvolgere di più i ragazzi, il Museo ha proposto numerose attività per le scuole e per le famiglie, anche attraverso social media come Instagram o Facebook; e ha creato nuove proposte didattiche per facilitare l’apprendimento dei più piccoli. Un esempio è la sala immersiva ‘Triassic Park’ munita di visori Oculus di ultima generazione e l’Acquario Triassico in Realtà aumentata. «Questa è una delle attività preferite dai ragazzi, in cui vedono, e quasi possono toccare, gli animali di 240 milioni di anni fa, e dopo, quando osservano i fossili li riconoscono e li guardano con altri occhi», fa capire Zulliger.

Non sono mancati gli eventi in collaborazione con altri partner, come il Museo etnografico della Valle di Muggio, il Parco delle Gole della Breggia e la Fondazione Ca.Stella Farm-Camino Spinirolo; escursioni a tema; laboratori per piccoli paleontologi. «Una comunicazione efficace, l’aggiunta di esperienze più multimediali e le attività per le scuole ci hanno aiutato a far conoscere il museo tra i ragazzi». Lo spazio museale dispone inoltre di un’audioguida semplificata, un nuovo libro che riporta i contenuti della guida con le illustrazioni di Sara Guerra e degli articoli divulgativi che raccontano temi tecnici in maniera semplice. «L’ultimo che abbiamo proposto, in collaborazione con il dottor Rudolf Stockar – conservatore del Museo cantonale di storia naturale di Lugano, ndr – riguardava i denti dei pesci e dei rettili del Monte San Giorgio, per capire in base alla forma di cosa si alimentassero», ci illustra il direttore.

Si punta anche su progetti all’aperto

Del resto, per il Museo di Meride è importante proporre attività nuove legate al territorio. Oltre all’esposizione museale, ci sono anche postazioni esterne come la terrazza panoramica con contenuti didattici in Val Mara; lo scavo paleontologico ad Acqua del Ghiffo e l’aula didattica a cielo aperto di Carpanée; le Cave e il sentiero del marmo ad Arzo e il sentiero Geo-paleontologico attorno al Monte San Giorgio, che costituiscono tutti una sorta di estensione del museo all’aperto. In cantiere c’è anche il progetto di un percorso esperienziale tra Arzo e Serpiano, da sviluppare in collaborazione con la Supsi, in grado di restituire contenuti multimediali per trasmettere gli aspetti del luogo legati alla paleontologia, alla storia e alla cultura.

Imparare divertendosi

Guardando al futuro, l’obiettivo di Zulliger è «proporre nuove esperienze ai visitatori e riuscire a coinvolgere più persone e fasce d’età possibili. La gente ha voglia e ha bisogno di imparare divertendosi e fare un’esperienza che li emozioni, tornando a casa soddisfatto di aver appreso qualcosa di nuovo o di averlo semplicemente approfondito». Magia del Triassico Medio che fu.

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