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14.12.21 - 18:05
Aggiornamento: 18:56

Botto al bancomat a Novazzano, ‘un certo allarmismo c’è’

Ancora in fuga i malviventi che, nel cuore della notte, hanno fatto saltare il distributore esterno della Banca Raiffeisen

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Ti-Press/Davide Agosta
Rilievi in corso

Un forte boato poco dopo le 3 del mattino seguito, dopo pochi minuti, dall’accorrere della polizia. Uno scenario ormai noto alle nostre latitudini. Un altro bancomat esterno di una banca fatto esplodere. La scorsa notte è toccato all’agenzia di Novazzano della Banca Raiffeisen della Campagnadorna. I malviventi, raggiunto l’istituto di via Boschetto con una vettura risultata rubata in Italia, subito dopo la deflagrazione con cui hanno cercato di forzare il bancomat, sono scappati a mani vuote, non appena si sono resi conto che non sarebbero riusciti a rubare nulla. L’azione non ha causato feriti, i danni all’apparecchiatura sono per contro ingenti, mentre lo stabile, fatta eccezione per qualche vetro scheggiato, non ha subito danni e ieri pomeriggio ha potuto riprendere l’attività. Considerato l’utilizzo di materiale esplosivo, come da prassi l’inchiesta è affidata al Ministero pubblico della Confederazione.

Passati dal valico di Marcetto

L’allarme, come detto, è scattato poco dopo le 3 del mattino. Il botto, complice il silenzio notturno, è stato sentito a diverse centinaia di metri di distanza. Il dispositivo di ricerca dei malviventi, transitati dal vicino valico incustodito di Marcetto, è scattato subito. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale supportati dalla Polizia della Città di Mendrisio, dalla Polizia comunale di Chiasso e dell’Amministrazione federale delle dogane. Sono proprio le videocamere dell’Afd installate nei pressi del valico ad avere immortalato la vettura utilizzata dai potenziali ladri in fuga. La loro ricerca è ancora in corso, e la polizia invita eventuali testimoni che abbiano notato movimenti sospetti a segnalarli telefonando allo 0848 25 55 55. Sul posto, dove hanno lavorato per tutta la giornata, sono intervenuti anche gli specialisti della Polizia scientifica per effettuare tutti i rilievi del caso.

Due episodi in poco tempo

L’episodio della scorsa notte segue di poche settimane la rapina a mano armata al distributore di via Marcetto. «Seppur contenuto, un certo allarmismo comincia a esserci – commenta il sindaco di Novazzano Sergio Bernasconi –. La polizia è presente e anche le Guardie di confine girano, ma di fronte a queste bande organizzate diventa difficile». Per il sindaco il fatto più importante è che «per fortuna non ci sono stati feriti e i danni sono circoscritti al bancomat». L’apparecchiatura – «di ultima tecnologia e quindi più sofisticata» – rimarrà chiaramente fuori uso per diverse settimane. L’Agenzia di Novazzano è stata di recente oggetto di lavori di ristrutturazione: considerati i precedenti (Coldrerio e Stabio, vedi sotto), in occasione dei lavori l’Istituto ha scelto di dotarsi di un bancomat a cilindro, un sistema che aiuta a preservare gli stabili, rinunciando al precedente bancomat a muro. Anche la nuova tecnologia di telecamere installate ha impedito ai malviventi di oscurarle. Proprio lunedì sera il Consiglio comunale di Novazzano ha votato il nuovo Regolamento sulla videosorveglianza. La posa delle videocamere in rete con la centrale operativa di Chiasso è invece in corso. «Spero possa avvenire il prima possibile – conclude Bernasconi –. Una delle videocamere sarà alla rotonda delle scuole, e coprirà quindi anche la banca, che comunque ha i suoi dispositivi, e tutto aiuterà a ricostruire episodi di questo genere».

I PRECEDENTI

Il primo caso a Coldrerio

È stato Coldrerio il primo comune ticinese ad aprire la serie di ‘botti’ ai bancomat registrati in Ticino negli ultimi anni. Era la notte del 23 novembre 2018 quando una potente esplosione colpì il bancomat dell’allora sede della Banca Raiffeisen della Campagnadorna di Coldrerio, garantendo ai malviventi – almeno tre persone che poco prima avevano rubato un furgone da una ditta poco distante – di sottrarre almeno 200mila franchi. Pochi giorni dopo, era il 30 novembre, una scena analoga si è ripetuta alla Raiffeisen di Arzo. Restando sempre nel Mendrisiotto, un trattamento analogo è stato riservato, l’11 maggio 2019, alla Raiffeisen di Stabio. A questi si aggiungono i ‘colpi’ effettuati (o tentati) nel 2019 nel Luganese: il 6 febbraio a Taverne-Torricella, il 14 marzo a Novaggio, il 3 aprile a Molinazzo di Monteggio e il 22 ottobre a Comano. Le inchieste avviate da Ministero pubblico e polizia non sono riuscite a fare luce sui fatti: i procedimenti sono stati sospesi, in attesa di essere riaperti con nuovi elementi. Oltre Gottardo i ‘botti’ sono stati frequenti anche nelle ultime settimane. L’ultimo di cui si è avuto notizia risale al 29 novembre, quando ignoti hanno fatto saltare il bancomat di una filiale Raiffeisen di Vordemwald, nel Canton Argovia, scappando con un bottino dall’ammontare sconosciuto. La Procura federale ha tra le mani una trentina di furti a bancomat realizzati con le stesse modalità.

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