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26.10.21 - 21:14

Tutti i treni del mondo fermano alla Galleria Baumgartner

Il centro espositivo taglia il traguardo dei 20 anni. Apertura speciale dall’1 al 7 novembre. La storia del convoglio racchiusa nel collezionismo

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Al centro, il direttore Kurt Baumgartner, con a sinistra il figlio, Lorenzo e il nipote Riccardo

«Come va? Si va come un treno». È una battuta che funziona sempre nel luogo per eccellenza che ha elevato a universo convogli, vagoni, binari e con loro numerosi capitoli legati alla ferrovia e alla sua storia. Siamo alla Galleria Baumgartner di Mendrisio, al numero 24 di via Stefano Franscini. Mentre sull’altro lato della strada sfrecciano treni veri, in partenza o in arrivo alla stazione; nell’ampio edificio, pochi metri più in là, è racchiusa e declinata in tutte le sue sfaccettature la passione per il fermodellismo. Una passione che si rinnova da vent’anni. Gennaio 2001-novembre 2021: la Galleria Baumgartner quest’anno tocca il prestigioso traguardo. E così, per tutta la prima settimana novembre, dall’1 al 7, il centro espositivo che per la varietà dei suoi oltre 4 mila esemplari in scala si classifica al primo posto per importanza in Europa, offrirà l’ingresso gratuito ai bambini e prezzi ridotti per gli adulti, oltre a distribuire gadget e premi alla ruota della fortuna.

Tutto nacque da un trenino regalato a Natale, poi si sviluppò un ’impero’

Per sottolineare il ventesimo compleanno ieri è stata indetta una conferenza stampa. Il direttore della Galleria Baumgartner, Kurt, ha tracciato le tappe più significative dell’impresa di famiglia e annunciato le novità, evidenziando la genesi del luogo e della bella impresa. «Tutto iniziò nel 1938: quando per i suoi 8 anni, mio fratello Bruno, aveva ricevuto una locomotiva - 200 franchi era il prezzo, pari a uno stipendio di allora - e ogni anno gli veniva donato un vagone. Negli anni successivi, Bruno è divenuto un imprenditore e ha coltivato la passione per i trenini: oggi la sua collezione supera i 4 mila pezzi, oggetti rari, prodotti da piccole e grandi fabbriche». Tutti ammirabili nella Galleria disposta sui tre piani dell’edificio per una superficie di 2 mila 400 metri quadri, un immobile acquistato dal noto petroliere alla fine degli anni Novanta (prima c’era La Spiga, produttrice di spaghetti) trasformandolo in museo di modellismo.

«Oltre ai modellini (circa 3600 esposti; altrettanti si trovano nei nostri magazzini) - ha proseguito il direttore - abbiamo diversi plastici, comandati con fotocellule, per cui al passaggio del visitatore i treni si azionano e si mettono in viaggio. In questi ultimi 6 anni, da quando è deceduto Bruno, abbiamo modernizzato gli spazi, ma sempre nella sua volontà di ’collezionista maniaco’. Oggi la Galleria attrae un maggior numero di famigllie, scuole, istituti per disabili». La Galleria Baumgartner da un anno annovera inoltre al suo interno il Museo della Posta, un ulteriore valido motivo per renderle visita. Altro traguardo: l’esposizione dedicata alla navigazione: dalle navi vichinghe alle navi da guerra, a velieri costruiti a mano. Tornando ai treni, un nuovo plastico di 30 metri quadri sarà realizzato nell’arco del prossimo anno e dotato di un comando digitale per trenini e un sistema elettronico con il quale il visitatore potrà interagire. Una novità assoluta. Per i bambini sono state create due attrazioni: due personaggi mascotte: il primo, vestito da macchinista, Bruno, il coccodrillo (che è il nome di una nota locomotiva attiva sulla linea del Gottardo). E il secondo personaggio, Gloria, simboleggiato dall’Elefante (nome di una locomotiva a vapore, tra le più celebri in Svizzera). Il pubblico può ritrovate tra le teche il fascino di praticamente tutti i treni del mondo, dal primo convoglio sorto durante la prima rivoluzione industriale, ‘The Rocker’, all’Orient Express, alla Freccia Rossa, alle prime locomotive a carbone con le carrozze completamente aperte, agli esemplari più affascinanti d’Europa.

La Galleria Baumgartner ha inoltre siglato un ‘gemellaggio’ con il Max Museo di Chiasso che ospita fino all’aprile 2022 la mostra, ’Treni fra arte grafica e design’. Pertanto è possibile visitare entrambi gli spazi espositivi a prezzi ridotti. Ma non è tutto. Per festeggiare i 20 anni il GB - sigla non casuale che sta a significare Gotthard Bahn per cui la Galleria possiede i diritti del marchio - ha pure allestito una mostra d’arte al terzo piano dell’artista Orlando Rezzonico: 100 quadri formano l’esposizione intitolata, ‘Bella gente’, curata da Dalmazio Ambrosioni, visitabile fino al 31 dicembre. I quadri - pitture a olio - saranno messi in vendita e tutto il ricavato verrà devoluto alla Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. La mostra riunisce le principali opere che hanno segnato il percorso artistico di Rezzonico, il quale, accanto al suo lavoro di petroliere e collega del fondatore della GB, Bruno Baumgartner, ha sempre avuto la passione per il disegno e la pittura. Tema comune alla sua intera opera: la figura umana, l’umanità. Anche qui, come per i treni, la storia di una passione innata.

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