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Preludono ad altre 17 case unifamiliari
Mendrisiotto
17.08.21 - 18:490
Aggiornamento : 19:54

Novazzano, in cantiere altre 17 case. Insorge una via intera

Le famiglie di via Lischée contestano il progetto presentato al Municipio. Si temono l'impatto ambientale e il rischio che si ripeta il 'caso Adria'

Una vera e propria selva di modine: se la sono trovata davanti alcune settimane orsono le famiglie che, a Novazzano, abitano in via Lischée, lì in zona Torraccia. Per loro è stato solo l'assaggio di un progetto risultato subito indigesto. I promotori immobiliari che hanno messo gli occhi sul grande prato ancora edificabile in fondo alla strada di servizio - terreno di proprietà di una società con sede a Chiasso - hanno intenzione di costruirvi 17 case unifamiliari con autorimessa. È bastato questo per far sobbalzare i vicini sulla sedia, che non sono certo rimasti insensibili ai piani allegati al dossier in pubblicazione (con proroga) sino alla fine del mese e destinato al vaglio del Dipartimento del territorio. In effetti, i termini non sono ancora scaduti ma sul tavolo del Municipio locale nei giorni scorsi sono già arrivate due opposizioni firmate dagli abitanti della via, poco meno di una decina. Per loro, dicono a chiare lettere in una nota indirizzata al giornale, c'è odore di "una chiara speculazione edilizia".

'Tutta via Lischée è preoccupata'

Le famiglie di via Lischée non hanno faticato, del resto, a trovare degli argomenti per fermare queste nuove velleità edilizie. Consapevoli, ci fanno capire, che, prima o poi, in quell'appezzamento sarebbero arrivate le gru, a lasciarle sconcertate sono le dimensioni di una operazione immobiliare che non solo interviene a ridosso del Parco di Valle della Motta, ma prospetta un impatto ambientale importante. I residenti, ci confermano, sono «tutti preoccupati» per le possibili conseguenze del cantiere.

Si teme si ripeta il 'caso Adria'

D'altro canto, a Novazzano è ancora aperta, poco distante (all'inizio della Torraccia), la ferita territoriale dell'Adria Village, un progetto partito nel 2014, mai portato a termine e finito nel mezzo di un crac edilizio. In quel caso le villette di cui si vantano i pregi (almeno sulla carta) erano 25. Nelle intenzioni dovevano sorgere sui fondi che oggi, in parte, sono stati messi all'asta per decisione dei giudici. Ecco che il timore di ritrovarsi di fronte a un caso 'Adria due' non viene sottaciuto, anche negli ambienti comunali. Quell'opera incompiuta, in effetti, oltre al cagionare il danno si è rivelata una beffa tanto per gli aspiranti proprietari che avevano già versato la caparra, che per il Comune di Novazzano, confrontato con i disagi di un'opera abbandonata.

Proprio il degrado ambientale originato a confine del nuovo progetto da quel cantiere dismesso, nato, come ricordano ancora le famiglie di via Lischée, "da una speculazione immobiliare simile", dà da pensare. "Come mai - si chiedono - non si può intervenire, risanando il territorio? Una situazione assurda che ci si auspica non venga ripetuta, a tutela del paesaggio".

'Parametri non rispettati'

E allora, sembrano suggerire, meglio prevenire che curare. Ad attirare l'attenzione, poi, non è solo il valore naturalistico del parco vicino o l'assenza di contenuti attenti agli aspetti ambientali ed energetici, ma altresì alcune pecche dell'incarto presentato al Municipio con l'obiettivo di staccare la licenza edilizia. Il progetto, motivano i firmatari delle opposizioni, "non rispetta alcuni parametri di edificabilità del territorio", di conseguenza, "andrebbe a compromettere il perimetro confinante con il paesaggio del Parco Valle della Motta, oltre a creare un impatto importante a livello urbanistico".

Due sono gli aspetti che vengono sollevati in particolare. Il primo richiama l'assenza di una via d'accesso alle future abitazioni. Infatti, spiegano i residenti, la via Lischée è a fondo cieco, quindi stando alle normative comunali va prevista una piazza di giro, che non c'è. Senza trascurare che la strada mostra già "evidenti cedimenti strutturali": come potrà, ci si chiede, reggere al via vai del cantiere? Un altro nodo da sciogliere secondo gli autori delle opposizioni è anche l'altezza delle facciate, superiore, si è calcolato, di un metro e mezzo rispetto al massimo indicato (di sette metri e mezzo).

'Lanciamo un sasso'

Allargando lo sguardo alla regione, le famiglie di Novazzano fanno aleggiare un altro dubbio: l'operazione della Student Living Mendrisio - società nata circa un anno fa - non farebbe che accrescere l'offerta di abitazioni sfitte in un mercato che appare saturo. Certo, non lo si nasconde, avere una vista su altri tetti non entusiasma. Per finire, però, la richiesta che si leva da via Lischée in buona sostanza richiama una valutazione attenta dell'intervento pianificato da parte delle autorità. «Diciamo - ci dicono - che abbiamo lanciato un sasso». Con quali effetti, lo si vedrà.

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