laRegione
02.07.21 - 18:59

Si torna alla carica sulla piscina coperta regionale

Il Ppd interroga il Cantone, mentre i Comuni della regione studiano una contromossa. Conferito un mandato per valutare l'impatto economico

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Le strutture attuali non bastano più (Ti-Press)

Il Mendrisiotto non intende arrendersi. Non davanti alla possibilità, a portata di mano, di realizzare una piscina coperta regionale da 50 metri (in subordine anche 25). Il progetto, del resto, lo si insegue da tempo ormai. E istituzioni e politici locali sono convinti, dal canto loro, che l'opportunità offerta dal grande cantiere del futuro campus scolastico di Mendrisio non debba andare persa. Accanto alla palestra quintupla, in effetti, si potrebbe, come si è fatto capire più volte, inserire pure la vasca per il nuoto. A Palazzo delle Orsoline, però, già un anno fa avevano confermato che non vi è margine per una infrastruttura del genere. O meglio non vi è interesse; e in ogni caso i costi sarebbero a carico dei Comuni. Capitolo chiuso? Non del tutto: uno spiraglio a Bellinzona lo hanno lasciato (anche se, a quanto pare, non sul piano finanziario). Così ci si è messi alla ricerca di una alternativa. L'obiettivo condiviso a livello intercomunale? Perfezionare una proposta da sottoporre l'autunno prossimo ai responsabili cantonali. Secondo tre gran consiglieri del Ppd - Maurizio Agustoni, Giorgio Fonio e Luca Pagani - il Cantone non può comunque "sottrarsi dal contribuire alla realizzazione di spazi sportivi adeguati alle esigenze della regione". Tanto più, rendono attenti in un'interrogazione rivolta giusto oggi, venerdì, al Consiglio di Stato, che "il totale rinnovamento del comparto scolastico di Mendrisio è un’occasione che non capiterà più nei prossimi decenni e non può quindi essere sprecata".

'Il Cantone è disposto a collaborare?'

La domanda chiave dei tre deputati è una sola: l'autorità cantonale è disposta a dare una mano al Distretto? In altre parole, è aperta a "collaborare alla creazione di spazi sportivi nel nuovo comparto scolastico di Mendrisio?". E di conseguenza, vi è la disponibilità a cooperare a costruire in quell'area una piscina a valenza distrettuale, "di concerto con i Comuni della regione?". Ma soprattutto, l'ipotesi di una partecipazione finanziaria, si legge fra le righe, è archiviata in via definitiva? Certo, nel frattempo, a livello cantonale, si sono fatti passi avanti in direzione del rifacimento del campus scolastico, a cominciare dalla scelta del progetto del nuovo Liceo che sostituirà l'attuale entro il 2028. La notizia, commentano i tre parlamentari, è positiva. Infatti "riguarda un investimento fondamentale per la formazione delle nuove generazioni". E allora, sollecitano, perché non "tornare a riflettere sul tema degli spazi sportivi nel Mendrisiotto, con particolare attenzione agli spazi coperti e alla presenza di una piscina regionale". L'esigenza di nuove strutture da dedicare all'attività fisica e sportiva è una realtà da queste parti. Non a caso i Comuni del Mendrisiotto sono pronti a dare vita a un Ente regionale per lo sport.

In corso uno studio in parallelo

Ed è su questa spinta che, capofila Mendrisio, Chiasso e Coldrerio e grazie al sostegno dell'Ente regionale per lo sviluppo (Ers), si è pensato a una 'contromossa': realizzare uno studio parallelo di massima per soppesare l'impatto economico di una piscina coperta regionale sulle casse comunali. Mandato affidato a uno studio di ingegneria e i cui costi sono coperti al 90 per cento dall'Ers e al 10 dalla Città di Mendrisio. «Ci mancavano delle macro cifre di riferimento su cui ragionare per presentarci in autunno dal Cantone con una proposta», spiega a 'laRegione' Paolo Danielli, capo dicastero Sport e tempo libero a Mendrisio. Vi è ancora la possibilità di inserirsi? «Un margine c'è - ci risponde Danielli -. Partito il progetto del Liceo, i lavori procederanno per fasi con la Spai, le palestre e la zona dell'autosilo. In più con un cantiere già aperto e l'opportunità di allacciarsi al teleriscaldamento, le spese d'investimento diminuirebbero. Semmai sono da valutare i costi di gestione corrente. In ogni caso - aggiunge il capo dicastero -, il tempo per capire dove si va a parare e pianificare l'intervento, anche dal profilo finanziario, non manca. Se verrà realizzata, la piscina coinciderà con l'ultima fase del masterplan cantonale: si parla del 2030-2032». Di ragioni per perorare la causa di una piscina coperta, poi, il Distretto ne ha più d'una. «In effetti, i motivi di avere un impianto del genere sono vari. Innanzitutto, fra l'autunno e l'inizio della primavera le società, la popolazione stessa e la realtà studentesca, cresciuta in questi anni, hanno possibilità limitate di praticare attività acquatiche, per sport e salute. Poi le strutture attuali a Chiasso e Mendrisio oltre a essere sature sono ormai datate».

Visto dalla Nuoto

‘In gioco la sopravvivenza delle società’

Chi guarda con grande interesse all'evolversi della situazione è anche Matteo Rossetti, neo presidente della Società Nuoto Chiasso. «Il fatto che si sia deciso di tornare alla carica su questo tema mi rende sicuramente felice», è infatti da tempo che il movimento natatorio del Mendrisiotto manifesta la necessità di dotarsi di una struttura che funga da faro per tutta la regione. «Il due di picche ricevuto lo scorso anno dal Cantone è stato per noi una doccia fredda – spiega Rossetti –, il progetto di una nuova piscina è una sorta di ancora di salvezza. La risposta a una necessità concreta che le società della regione lamentano da tempo». La vasca alle scuole elementari di Mendrisio comincia infatti a mostrare i segni del tempo, mentre il ’pallone’ di Chiasso, presente ormai da una decina d'anni e la cui garanzia è scaduta, ha una vita limitata. «Senza queste due strutture, e la prospettiva di un nuovo impianto, è a rischio l'esistenza stessa del nuoto nel Mendrisiotto. La mia speranza è che la copertura delle vasche di Chiasso possa durare altri dieci anni prima di ‘andare in pensione’ ed essere sostituita da una nuova piscina regionale. Poco importa se da 50 o 25 metri». Nonostante i vari punti interrogativi ancora aperti la voglia di ripartire, e tornare alle normali attività, è tanta dopo lo stop obbligato del 2020 causa pandemia. «Il comitato è forte e ha voglia di lavorare. A settembre lanceremo il nostro nuovo sito dove sarà possibile prenotare e pagare online i corsi. Guardiamo in ogni caso con fiducia al futuro», ha concluso il presidente.

 

 

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