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quel-super-fiuto-capace-di-salvare-vite-umane
Tiziano Barray con Zara di Redog Ticino
Mendrisiotto
07.05.21 - 08:520
Aggiornamento : 12:40

Quel 'super fiuto' capace di salvare vite umane

Redog Ticino, con sede a Genestrerio, può contare su un nuovo team conducente-cane (tre in totale) e su due nuovi aiuti (portando il numero a cinque)

Non c'è angolo della Terra dove non possono non venir chiamati. Un esercito 'laico' pronto, 24 ore su 24, in Svizzera e all'estero, per le più immani catastrofi della natura come per il ritrovamento di una persona dispersa. Uomini e donne, con i loro cani, in grado di intervenire su ogni terreno (sentieri, boschi, creste, fossati, corsi d'acqua), in qualsiasi condizione atmosferica e anche di notte, tanto da portare un contributo prezioso nella ricerca e nel salvataggio di vite umane. Presente su tutto il territorio rossocrociato, dove è suddivisa in dodici gruppi regionali, la Redog in Ticino ha casa a Genestrerio e proprio recentemente ha visto aumentare in numero i propri volontari operativi abilitati. Tiziano Barray, con la sua fedele amica a quattro zampe Zara, ha infatti superato a San Gallo l’impegnativo test nazionale d’impiego per la ricerca di persone disperse. Oltre a questo team (dove team sta nel gergo conducente e cane) hanno ottenuto il brevetto, quali aiuti nella ricerca e nel salvataggio, Fulgencio Mora e Alessio Demontis superando gli esami che si sono tenuti nel Canton Zurigo.

Il Ticino dispone quindi ora di tre team e di cinque aiuti-Sar: «Questi – ci spiega il responsabile Roberto Arrondo – potranno essere chiamati a operare su tutto il territorio nazionale, collaborando con gli altri partner d’intervento, come Polizia, Soccorso alpino svizzero, Rega e Protezione civile. Un risultato importante per il gruppo regionale Ticino che continua con dedizione e impegno nella formazione di collaboratori pronti a intervenire nelle ricerche e soccorso nei nostri boschi, nella zona prealpina o in altri luoghi difficilmente perlustrabili per cui 'Fido' con il suo fiuto sopraffino e l’apposito addestramento, diventa un compagno indispensabile del soccorritore. E quando in gioco ci sono delle vite, può davvero fare la differenza! I candidati agli esami di brevetto sono testati sulle conoscenze tecniche, sulle loro condizioni fisiche e psichiche. Si verifica inoltre la competenza dei candidati nell’ambito di tecniche alpine, lettura della carta topografica e orientamento nel terreno, ma anche i primi soccorsi (comprese le tecniche di rianimazione). Il conducente, viene anche valutato sulle sue capacità di condurre il proprio beniamino durante tutte le fasi della ricerca». Un impegno non da poco, considerato che comporta una formazione di tre anni, mentale e fisica, ed è svolto prevalentemente in forma volontaria.

Al lavoro su una superficie grande come una trentina di campi di calcio

Proprio quest'anno, peraltro, la Società svizzera per cani da ricerca e da salvataggio segna i cinquant'anni di fondazione; 750 i soci, con 580 cani, che prestano gratuitamente in tutte le discipline più di 100mila ore di lavoro all'anno. All'interno della Confederazione sono 46 in totale i team, mentre una cinquantina gli aiuti, dodici i capi intervento (due in Ticino). Ogni unità di intervento ad allarme lanciato (20-25 richieste di intervento con una decina di impieghi nella Confederazione ogni anno) ha la capacità operativa di presentarsi entro le 2-4 ore per un'autonomia di impiego che per un team si attesta fra le 4 ore e mezza, cinque. Considerevole la copertura che può raggiungere una superficie fra i 200 e i 250mila metri quadrati, una dimensione pari a 25-30 campi di calcio ufficiali! Un servizio che, peraltro, a favore di privati cittadini, è gratuito: «Per principio Redog – ci conferma Arrondo, affiancato dal collega Daniele Zanetti – per gli interventi a favore di privati, effettuati tramite la Centrale d'allarme (il numero è 0844 441 144), non fatturiamo le spese ma nella maggior parte dei casi riceviamo donazioni».

Diversificati gli interventi a cui sono confrontati team e aiuti: dalle ricerche di superficie (cani molecolari, localizzazione con droni e telecamere termiche a raggi infrarossi) alle ricerche di dispersi nelle macerie (vivi o cadaveri). L'utilizzo del cane, animale estremamente performante in questi casi, è dato dal fatto che i suoi recettori olfattivi sono 220 milioni (contro i 5-10 milioni dell'uomo). Cane che può fare affidamento su una mucosa olfattiva di più di 150 centimetri quadrati (4-8 nell'uomo), «senza contare il fatto che nel cervello ha un numero di cellule nervose olfattive 40 volte superiore all'uomo. Un cane, peraltro, ricorda talmente bene un odore che è in grado di discriminarlo in mezzo ad odori simili anche dopo tre anni» ci fa sapere il formatore Redog.

 

 

 

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