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29.04.21 - 05:30
Aggiornamento: 14:21

Ricorso bis sulla casa anziani a Vacallo. 'Adesso parliamone'

Dal fronte dei referendisti si torna alla carica contro la variante di Pr. Ma il sindaco Marco Rizza rilancia e riapre al dialogo

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Si cerca il confronto... costruttivo (Ti-Press)

Tra i primi temi sul tavolo del neoeletto Municipio di Vacallo ci sarà di sicuro il dossier del 'Villaggio intergenerazionale dell'anziano'. Del resto, sul progetto, in sospeso da tempo, si vuole mettere un punto fermo. Era così prima del 18 aprile ed è così a maggior ragione oggi, che l'esecutivo si è visto riconfermato nella sua linea politica. Quindi si va avanti. Anche se dal fronte dei referendisti, come annunciato, una settimana fa è stato spedito un nuovo ricorso, destinatario il Tribunale cantonale amministrativo (Tram). L'obiettivo? Lo stesso di sempre: bloccare la variante di Piano regolatore (Pr) che Vacallo ha in comune con Morbio Inferiore e che, come prima cosa, apre la strada alla costruzione di una casa per anziani. Gli argomenti? Gli stessi che hanno portato a rivolgersi al Consiglio di Stato; a cominciare dal nodo pianificatorio e dall'ubicazione scelta per la struttura, lì al campo sportivo. Un'opera che rappresenta la terza tessera, con Morbio e Coldrerio, del mosaico di centri di servizi (il Parco San Rocco) per la popolazione anziana immaginato dalle autorità locali d'intesa con la Fondazione Casa San Rocco (che se ne assume la gestione).

Rizza: 'Pronti al dialogo con i ricorrenti'

È evidente che il Comune di Vacallo ha più di una ragione per proseguire sulla strada tracciata, peraltro ancora lunga. Quindi il Municipio è pronto ad aprire, di nuovo, la porta al dialogo. «Sì, continueremo a cercare un colloquio - conferma a 'laRegione' il sindaco Marco Rizza -. Sin qui il gruppo dei referendisti è stato l'unico a non accettare di incontrarci: un po' un peccato. Da parte mia, però, rinnovo l'invito. Così potremo discutere dei punti controversi e capire cosa non va dal loro punto di vista e trovare una soluzione comune in nome del bene collettivo. Certo la casa anziani ha la priorità: noi abbiamo un mandato popolare da rispettare». Lo stesso, fa memoria il sindaco, che ha promosso il progetto e bocciato il referendum (anche se per pochi punti percentuali, replicano a distanza i promotori). D'altro canto, ribadisce Rizza, «solo andando avanti avremo la possibilità di soppesare l'operazione in tutti i suoi dettagli». Con la dichiarata volontà di prospettare un intervento a tappe.

Due visioni divergenti

Agli occhi di Rizza, poi, a tante problematiche evocate dai referendisti il Cantone ha già dato una risposta - dalle zone di pericolo alla compensazione agricola, passando per posteggi e posti letto, 60 in totale -, su altre è stato lo stesso Municipio a voler fare chiarezza (una su tutte la questione finanziaria). Spiegazioni rimaste, però, insufficienti e che non hanno soddisfatto chi ha firmato il ricorso al Tram, come si vede scorrendo la ventina di pagine del documento. E le conclusioni sono presto tirate: per iniziare, "è stato dimostrato - si legge - come la casa anziani poteva trovare miglior inserimento altrove"; di seguito ci si ritrova con un Rapporto di pianificazione (la base della variante di Pr) reso "ancor meno credibile" sul fronte di accessi, collegamenti ai mezzi pubblici e costi. E per finire, con il complesso di Coldrerio ormai in dirittura d'arrivo, risulta essere "inutile la costruzione provvisoria di 40 posti letto nella casa anziani di Vacallo".

Ubicazione, 'criteri da rivedere'

Ecco, dunque, che il ricorso mette in discussione la variante (e di conseguenza il progetto) fin dalle sue fondamenta. Il punto? La "conflittualità" con il Piano direttore cantonale, peraltro ancora da consolidare in alcune sue schede: di fatto manca, si richiama, una valutazione dell'impatto sul paesaggio dell'operazione. E poi c'è il concetto di 'villaggio intergenerazionale', che per i contrari non viene soddisfatto appieno, non lì dove è stato previsto. Anzi, ci si spinge persino oltre. Da un lato si esprimono perplessità sulla definizione a Pr della zona, dall'altro, si annota, "non sembra un fatto pretestuoso sostenere che l'ubicazione scelta metta in discussione la sostenibilità ambientale". A tal punto da chiedere al Tram di "riprendere la valutazione dei criteri per la scelta dell'ubicazione del presunto villaggio intergenerazionale, perché si ritiene che un esame più attento evidenzierà tutte le contraddizioni contenute nel Rapporto di pianificazione e ne sancirà lo scollamento con la realtà".

Alcuni temi ritornano

Alcuni argomenti, come detto, ritornano. È il caso del nodo relativo ai pericoli naturali e a quelle zone 'rosse' (per così dire) da cui, come ha ricordato il Comune, l'area è stata tolta, sondaggi alla mano. Vista dall'altra parte, però, la situazione non è consolidata, concludendo che con questa variante di Pr "non si intende risanare le zone soggette a pericolo geologico, ma semmai costruirvi sopra senza che il grado di pericolo sia stato definitivamente stabilito". In ogni caso, a pesare, come emerge dal ricorso, sono anche aspetti che solo, in apparenza, sembrano collaterali come la viabilità in zona Concabella o gli itinerari ciclopedonali, o ancora i posteggi.

Quel campo sportivo

Per i ricorrenti è "l'unica conseguenza certa" della scelta fatta: si perderanno delle infrastrutture sportive "preziose" che non potranno, si sottolinea, essere compensate da percorsi ciclopedonali la cui fattibilità "è stata messa in dubbio dallo stesso Consiglio di Stato". Cantone che, si ricorda, sollecita il Comune a trovare una superficie alternativa per il campo da calcio. Come se ne esce? «Gli spazi sportivi - ci spiega il sindaco Rizza - andranno comunque ripensati. Il campo così come è può essere utilizzato solo per gli allenamenti. Basta dire che già nel 2003 uno studio proponeva di realizzare un palazzetto per lo sport». A Vacallo, insomma, ci si dovrà muovere su due fronti. E se la priorità è chiara, dei modi e dei tempi che scandiranno una soluzione... sportiva se ne dovrà ancora discutere.

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