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30.03.21 - 17:28
Aggiornamento: 19:30

Mendrisio presenta i suoi giovani consiglieri comunali

Il Consiglio delle bambine e dei bambini si è insediato oggi alla presenza del Municipio e ha già formulato le prime richieste concrete

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Il consiglio dei bambini e delle bambine con il Municipio di Mendrisio (Ti-Press/Davide Agosta)
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Mendrisio ha 14 nuovi consiglieri comunali. Non stiamo parlando di quelli che verranno scelti durante le imminenti elezioni, ma del Consiglio delle bambine e dei bambini che si è ufficialmente insediato oggi, alla presenza del Municipio in corpore e del segretario comunale Massimo Demenga. «Siete stati eletti dai vostri compagni e avete superato una prova di democrazia molto importante», sono state le parole rivolte ai ragazzi da Françoise Gehring, responsabile del dicastero Politiche sociali. Il consiglio delle bambine e dei bambini è composto da Joel Agustoni (3A), Flora Brandino (3B) e Serena Strobbe (4) per la scuola elementare di Arzo; Ismaila Wade (2/3A), Lorenzo Schweizer (2/3B) e Gioele Trevisan (4) per la sede di Ligornetto; Giorgia Decio (3A), Ginevra Bosetti (3B), Camilla Doneda (3C, sostituita dal vice Oliver Baumgartner), Camilo Carrasco (4A), Mirco Boffa (4B) e Damiano Andreani (4C, collegato in videoconferenza) per Mendrisio; Isabelle Maria Eliana Colucci (3) e Elisa Rosa Parini (4/5) per Rancate. «Signore e sognori consiglieri comunali – questo il saluto di Samuele Cavadini, sindaco di Mendrisio, che ha firmato e consegnato gli attestati –, in questa sala (del Consiglio comunale, ndr) spesso ci sono discussioni accese su molti argomenti legati anche a bambini, ragazzi e adolescenti. Grazie al vostro Consiglio abbiamo più possibilità di sentire la vostra voce, ascoltare le vostre richieste e poter prendere decisioni più sensate». Con il supporto dei dicastero Politiche sociali, ambiente e istruzione, l'Ufficio famiglie e giovani avrà ora il compito di coordinare le sedute del Consiglio e di organizzare laboratori ludico/creativi che affronteranno vari temi riguardanti la progettazione di spazi urbani, la mobilità in autonomia e l'elaborazione di proposte concrete da sottoporre al Municipio.

Le prime richieste

Terminata la cerimonia di insediamento, il Consiglio delle bambine e dei bambini è stato invitato a formulare richieste e cutorità. E gli spunti non sono mancati. Una consigliera si è infatti presentata con ‘Il Libro delle idee’ preparato con la sua classe, chiedendo che il piazzale in cemento delle scuole di Arzo venga sistemato «perché ogni volta che si rompe, viene messo uno strato di cemento nuovo» che lo porta a non essere regolare. «Il piazzale verrà rifatto», ha assicurato il municipale Daniele Caverzasio. Per le scuole Canavee è invece stato auspicato «avere l'erba sul piazzale al posto dei sassi, perché quando cadiamo ci facciamo male» e «un miglioramento del wi-fi». Un'altra consigliera ha auspicato di poter avere un maggiore «scambio libri». Mentre un consigliere di Ligornetto ha evidenziato che «troviamo bottiglie sul prato» e ha quindi chiesto di posare dei cestini per la raccolta differenziata. «Mi sembra una buona idea, li metteremo», ha risposto il sindaco prima di mettere fine alla cerimonia».

Un po' di storia

Mendrisio ha aderito al modello internazionale ‘La città delle bambine e dei bambini’ nel mese di giugno del 2020, entrando così a far parte di una rete di circa 200 città che si sviluppa in tutto il mondo. Avviato dall'Ufficio giovani e famiglie in stretta collaborazione con il dicastero Istruzione, il progetto fa di Mendrisio la prima città pilota a livello svizzero. Quello avviato è un progetto concreto che promuove attivamente la partecipazione dei bambini e delle bambine alla vita comunitaria. «I bambini e le bambine – continua Françoise Gehring – sono anche in grado di rappresentare l'altro, il diverso, stimolando l'adulto ad avere una percezione della realtà più completa e inclusiva. La città dei bambini e delle bambine si propone pure si restituire anche ai più piccoli lo spazio pubblico della citta». Per Samuel Maffi, capodicastero Istruzione, «questo progetto fornisce importanti strumenti di educazione a una cittadinanza attiva in una società democratica, perché la partecipazione è un elemento fondamentale di stabilità democratica. Da qui l'importanza di riflettere su alcune questioni come la funzione della partecipazione nello sviluppo sostenibile e il posto della scuola nell'educare alla partecipazione». 

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