laRegione
03.04.21 - 14:35

Covid, alle scuole di Chiasso non ci saranno nuove misure

Dopo il test di massa e la chiusura anticipata dell'istituto, il Municipio segue le indicazioni del Cantone. Intervista al capodicastero Davide Dosi

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Il parco giochi delle scuole elementari (archivio Ti-Press)

Le scuole comunali di Chiasso sono state, loro malgrado, protagoniste della cronaca. Le quarantene decise nelle ultime settimane hanno portato a un test di massa all'interno dell'istituto e alla sua chiusura anticipata, a titolo precauzionale, per le vacanze pasquali. Una situazione che, una volta di più, testimonia che nell'ultimo anno fare scuola non è stato facile. Lo sa bene Davide Dosi, capodicastero educazione di Chiasso. Sollecitato da ‘laRegione’ in merito alla situazione, il municipale di Us-I Verdi spiega che «eravamo pronti perché purtroppo, anche se nella prima ondata siamo stati risparmiati, non potevamo illuderci che il virus ci girasse intorno». Fino a poche settimane fa «ha funzionato tutto bene, poi sono stati registrati i primi casi, arrivati dall'esterno della scuola, che hanno portato alla situazione che conosciamo». Le quarantene già in vigore prima della chiusura anticipata termineranno nel corso delle vacanze scolastiche. Le lezioni dovrebbero riprendere regolarmente lunedì 12 aprile. «Le misure adottate dal Decs definiscono bene le procedure da seguire, e quanto deciso dall'Ufficio del medico cantonale ci ha permesso di fare rapidamente chiarezza sull'evoluzione dei contagi – aggiunge Dosi –. Il Municipio ha deciso di rimanere fedele alla via tracciata dal Cantone e non procederà autonomamente all'introduzione di nuove misure». Stretta attualità a parte, com'è stato essere capodicastero educazione in questo periodo di emergenza sanitaria? «Avvincente e stimolante – risponde il municipale –. Una sfida continua che mi ha permesso di entrare appieno nel mondo della scuola». Durante l'ultimo anno «abbiamo cercato di far vivere i ragazzi nel migliore dei modi, riuscendo a organizzare le settimane bianche e alcune uscite». Lo sguardo corre inevitabilmente verso la fine dell'anno scolastico. «La pandemia impedisce di essere progettuali, ma ci piacerebbe inaugurare ufficialmente il nostro parco giochi e organizzare una cerimonia di fine quinta elementare per rendere merito agli allievi e ai docenti che li hanno accompagnati». 

‘Il Municipio ha fatto un buon lavoro’

Il coronavirus ha condizionato anche l'attività del Municipio. «Se prima ci si occupava molto dei propri dicasteri – analizza Dosi –, nell'ultimo anno ci si è confrontati maggiormente anche con gli altri, partecipando per esempio alle riunioni con i gruppi di lavoro che hanno portato al messaggio per il credito quadro di 2,1 milioni per il rilancio dell'economia». Una soluzione che non ha convinto tutti. A livello comunale si poteva fare meglio? «Politicamente sarebbe molto redditizio dire di sì – ammette Davide Dosi –. Col senno di poi avremmo potuto gestire meglio alcune situazioni e adottare alcune misure». Tra queste, a titolo di esempio, Dosi cita «un sostegno agli affitti di commercianti ed esercenti. Il Comune è andato incontro ai propri affittuari, ho proposto di farlo anche con gli altri perché l'affitto è una delle voci di spesa più importanti». Va però ricordato che, allora, «la stessa misura era in discussione a livello federale ed è stata prima accettata e poi rifiutata e poi demandata al Cantone. Quasi uno scaricabarile della politica che non fa omaggio al settore». Per il municipale, «al netto di tutto abbiamo fatto un buon lavoro. Purtroppo nessuno ha la bacchetta magica per stabilire come ripartire: quello che il Municipio ha messo in campo con il citato messaggio Covid potrà aiutare alcuni settori. Dovremo provare a lavorare nuovamente con commercianti ed esercenti per rilanciare questo settore, per esempio attraverso alcune iniziative in collaborazione con associazioni attive sul territorio». Altro tema da affrontare sarà «il sostegno alle famiglie che avranno bisogno, cercando di andare a captare le esigenze e rispondere ai bisogni».

Vendere la Perfetta? 

Uno dei temi che, a intervalli regolari, torna d'attualità è la possibilità di vendere La Perfetta di Arzo. Cosa ne pensa il capodicastero? «È un tema complicato – ammette Davide Dosi –. Per Chiasso la Perfetta è un valore aggiunto che però richiede risorse e investimenti importanti per essere trasformata in un vero luogo che possa ospitare più persone, perché ci sono ancora delle camerate». Prima della pandemia, grazie anche un lavoro si promozione in Svizzera interna effettuato con le scuole di Chiasso, «il tasso di occupazione era molto buono, ma sfruttare di più quello che abbiamo non è così semplice». In passato il gruppo Us-I Verdi «si è res disponibile alla vendita». Vendita che «non deve essere fine a se stessa: il ricavato non deve finire nella gestione corrente semplicemente per tappare un buco ma che potrà essere valutata se dall'altra parte ci sarà un progetto chiaro e definito che darà valore aggiunto a Chiasso». 

Per la cultura ‘serve il sostegno di tutti’

Nell'ultimo anno anche la cultura, dicastero di competenza di Davide Dosi, si è confrontata con il coronavirus. «Possiamo essere soddisfatti per quanto organizzato, come gli spettacoli all'esterno del Cinema Teatro o ‘Le stanze dell'arte’ – ammette il municipale –. Abbiamo saputo rispondere in tempi brevi ai cambiamenti e trovare soluzioni sulle quali altri stanno ancora discutendo». Quello tra Chiasso e la cultura è un binomio che negli ultimi anni prosegue a braccetto. Il centro culturale è il fiore all'occhiello, riconosciuto ben oltre i confine nazionali, di Chiasso. Eppure il settore è spesso stato oggetto di critiche per gli elevati costi. «Nei prossimi anni vorrei evitare di sentire che la cultura costa troppo e spero ci sia il sostegno di tutti perché la cultura è un investimento». Ricordando le critiche, Dosi spiega che «quando un comune è chiamato a fare delle economie è giusto che ogni settore partecipi. Il dicastero Cultura è stato il primo, ma anche uno dei pochi, che lo ha fatto. In altri settori questa operazione è stata effettuata in modo meno incisivo». Chiasso, continua Dosi, «deve scegliere in modo chiaro da che parte andare. Tutti dicono che la cultura sarà l'elemento su cui fondare il rilancio del nostro Comune: questo deve però essere tradotti in soldi, perché diventa difficile investire e fare cultura con le risorse che abbiamo, non tanto in termini di budget ma di personale ridotto all'osso e carico di lavoro. Cultura, inoltre, non sono solo gli istituti comunali, ma anche le associazioni sulle quali ci si può basare per il rilancio dell'immagine della cittadina». 

Nei prossimi tre anni 

C'è un tema che, nel prossimo triennio, dovrà per forza arrivare a Chiasso? «L'aggregazione: dobbiamo veramente capire cosa si vuole fare a livello di Basso Mendrisiotto: il proliferare di enti e consorzi non è una soluzione che mi piace e ci sono molti elementi che mi fanno pensare che stare tutti assieme sarebbe più bello, e più utile, per i nostri comuni». Il problema «non è di Chiasso – conclude Davide Dosi –. I cittadini dei comuni limitrofi parlano la nostra lingua, quindi non credo sia un problema di campanile ma più che altro vissuto da chi è nelle istituzioni».

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