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Cadranno le barriere ma anche la tettoia (Ti-Press)
18.02.21 - 10:41

Balerna rivuole la pensilina della stazione ferroviaria

Sinistra e Verdi lanciano una petizione, rivendicando una copertura e contestando la chiusura prolungata dello scalo per lavori

Per i cittadini di Balerna è stata una sorpresa scoprire, qualche mese fa, che la loro stazione ferroviaria è stata iscritta nella categoria ‘C’. Utilizzato da pendolari e studenti, lo scalo ai loro occhi non ha però minore dignità di altri. Non davanti alla necessità di poter contare su un riparo dove attendere il treno nei giorni di pioggia e sole cocente. Così la notizia diffusa il giugno scorso che l’infrastruttura avrebbe visto cadere le barriere architettoniche, rendendola più accessibile alle persone con difficoltà motorie ha rallegrato per poco la comunità locale. È vero, le Ffs apporteranno delle migliorie con rampe e percorsi dedicati, ma al contempo abbatteranno e non ricostruiranno la pensilina esistente. L’unica copertura che verrà ampliata è quella riservata al ‘bike & rail’, ma a chi vive nel paese non basta.

Prima l'opposizione, poi la petizione

Il progetto che, si annuncia, sarà concretizzato entro la fine del 2023 ha spiazzato, come detto, tanto le istituzioni comunali che le forze politiche e la popolazione. Il Municipio non è rimasto a guardare, certo, e ha presentato opposizione. Le Ffs non hanno, però, cambiato idea e hanno risposto picche. E questo proprio perché la stazione è finita in questa sorta di ‘serie C’, il che sottrae le Ferrovie dall’obbligo di garantire una tettoia. A questo punto l’ultima parola spetta all’Ufficio federale dei trasporti. Ed è lì che intendono bussare la Sinistra e i Verdi di Balerna, rivendicando il diritto del Comune e dei suoi abitanti ad avere non solo lo scalo ferroviario ma pure una pensilina sopra la testa.

Detto fatto il gruppo ha deciso, da un lato, di organizzare un volantinaggio tra le famiglie del paese e, dall’altro, di lanciare una petizione con la quale si prefigge di coinvolgere tutte le altre forze politiche comunali, nonché le associazioni interessate e i cittadini dei Comuni limitrofi per farne un’azione trasversale. La richiesta che sale a una voce? Optare per “scelte più rispettose della popolazione e soprattutto degli utenti delle Ffs”.

La stazione chiusa per 12 mesi

A Sinistra, Verdi e alle 170 (e oltre) persone che al momento hanno aderito alla raccolta firme c’è anche un altro aspetto indigesto: per effettuare i lavori la stazione resterà chiusa per circa un anno. Ebbene, argomenta la petizione, “per il cambiamento verso una società sostenibile, non sussistono motivi tecnici ed economici che impongano la chiusura prolungata della stazione e impediscano il ripristino della pensilina”.

I promotori vanno dritti al punto: “è inconcepibile - scrivono - l’idea di chiudere per tempi così lunghi una stazione così importante nel Mendrisiotto, luogo più inquinato della Svizzera”. Senza dimenticare, rincarano, che Balerna “ha ceduto gran parte del suo territorio alle infrastrutture necessarie alle vie di comunicazione; e questo ha favorito lo sviluppo economico della regione, ma ha anche gravemente sfregiato il paesaggio, contribuito all’inquinamento e impedito sviluppi alternativi”.

'Incomprensibile e sconfortante'

L'esortazione rivolta, quindi, alle Ffs è quella di essere la “locomotiva del cambiamento verso una società sostenibile”, dopo essere state in passato il motore del passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale. Lo dimostra, si fa capire, il numero di viaggiatori che frequenta la stazione e che, dunque, ha optato per i trasporti pubblici e la mobilità alternativa. Di conseguenza, fa notare la petizione, “attendere il treno sotto la pioggia o in piena canicola senza una copertura è incomprensibile e sconfortante”. Inutile aggiungere altro sulle aspettative che Balerna ha nei confronti delle Ferrovie e di Berna.

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