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alla-prella-ci-sara-un-capannone-di-troppo
Una zona sensibile (Ti-Press)
Mendrisiotto
05.12.20 - 17:150

'Alla Prella ci sarà un capannone di troppo'

La consigliera Grazia Bianchi punta il dito contro il progetto appena presentato, che 'entra in conflitto con paesaggio e ambiente'. Insorgono in tre

Chi, solo qualche anno fa, ha osteggiato con convinzione l'insediamento alla Prella, a Genestrerio, del centro di distribuzione della Swatch, ha subito storto il naso sapendo che sul tavolo del Municipio di Mendrisio è approdato, di recente, il progetto di un nuovo capannone.  Quella zona era e resta "paesaggisticamente pregiata e a contatto con zone protette a livello federale". Il che non ha permesso alla consigliera comunale di Insieme a Sinistra Grazia Bianchi di rimanere in silenzio davanti a questa ennesima operazione immobiliare. L'intervento, firmato da una società con sede a Chiasso, la PiuArch Engineering, non è neppure un investimento da poco: si parla di 5 milioni di franchi per realizzare la costruzione. Il piano è chiaro: demolire l'edificio esistente e fare spazio a un contenitore per attività artigianali, quindi produttive, ma al contempo amministrative ed espositive. Una prospettiva che non è andata giù neppure ad alcuni confinanti con i terreni al centro delle attenzioni dei promotori. Tre le opposizioni recapitate, infatti, all'indirizzo dell'esecutivo da parte di un privato e due aziende.

Un nuovo sacrificio territoriale

Dossier alla mano, all'esponente della Sinistra non suonano come iniziative 'ad alto valore aggiunto' le intenzioni imprenditoriali descritte nell'incarto, tanto da interrogare l'esecutivo su quello che appare come uno "spreco" di territorio. Infatti, fa notare Grazia Bianchi nel suo atto parlamentare, "la destinazione d'uso è 'completamento e assemblamento del prodotto semilavorato (maniglie e ornamenti funebri)' e completamento e assembleamento del prodotto semilavorato (salotti)". Tutto sarà inserito in uno stabile che occuperà due fondi - di proprietà della Qualityriding di Genestrerio - per una superficie di quasi 4mila metri quadrati e un volume di poco meno di 20mila metri cubi. Dimensioni ridotte, certo, osserva ancora la consigliera, rispetto al progetto orologiero che aveva suscitato opposizioni ambientaliste - di Ata e 'Cittadini per il territorio' -, atti parlamentari e una raccolta firme popolare, ma pur sempre inserite in un contesto sensibile. Quello della Prella, richiama ancora Bianchi, è "uno dei pochi nuclei ancora rimasti a contatto con la natura nella pianura del Mendrisiotto".

'Ci voleva una zona di pianificazione'

La rappresentante di Insieme a Sinistra non sottace che il problema è all'origine. In effetti, motiva, "la scelta pianificatoria di assegnare questa parte della Prella alla zona artigianale e industriale, una scelta infelice dell’ex comune di Genestrerio, è concettualmente superata". A fare da sfondo, del resto, vi è un fondovalle, quello del Distretto, che di fatto è "un esempio di questo sviluppo avvenuto rapidamente e senza una pianificazione che favorisse la realizzazione, se non proprio armoniosa, se non altro meno disordinata di vie di comunicazione, zone residenziali e aree industriali e commerciali". A conforto della convinzione che occorre rallentare quanto a insediamenti, ricorda Grazia Bianchi, c'è la Legge federale sulla pianificazione, modificata nel 2014 proprio per "rafforzare la tutela del territorio considerato il veloce e poco razionale consumo avvenuto negli ultimi decenni a favore di una dilagante cementificazione. Fenomeno che sta andando a scapito di terreni agricoli e ambienti protetti spesso ricchi in biodiversità". Ecco che, annota ancora, a quel punto "sarebbe stato auspicabile imporre una zona di pianificazione a garanzia degli intenti votati nel 2013".

Un progetto di recupero per il riale

Sta di fatto che costruire nella zona significa fare i conti con l'habitat naturale e le iniziative in cantiere. È il caso del progetto di rinaturazione del riale Prella, oggi in parte intubato e che scorre a poche centinaia dal luogo dove è previsto il capannone, pianificato dal Consorzio manutenzione arginature del Medio Mendrisiotto. Consorzio che ha dato mandato a uno studio di ingegneria per concretizzare l'opera, già tradotta in ottobre in una domanda di costruzione. "Il progetto - precisa la consigliera comunale - si inserisce in una serie di interventi su piccoli corsi d’acqua affluenti del Laveggio, il cui scopo è quello di valorizzare il territorio dal punto di vista naturalistico e paesaggistico".

Una serie di interrogativi

E qui da parte di Grazia Bianchi si innesta una serie di domande al Municipio. Innanzitutto, "l’insediamento di un capannone industriale artigianale in zona Prella è in sintonia con i principi del Piano direttore comunale?". I promotori, dal canto loro, hanno affermato "candidamente"che l'edificio si inserirà  “cautamente nel contesto”: l'esecutivo la pensa allo stesso modo? E soprattutto, il capannone "rispetterà gli obiettivi di valorizzazione del territorio dal punto di vista naturalistico e paesaggistico?".

La consigliera rilancia anche altri argomenti, come quello della mobilità: l'autorità locale ritiene "che l’aumento del traffico previsto sia verosimile e non calcolato al ribasso?". Infine, "in attesa del compendio dello stato di urbanizzazione definitivo (che potrebbe indicare potenzialità edificatorie eccessive), non andrebbero sospese almeno quelle domande di costruzione che vanno a intaccare aree edificabili ma da anni dedicate all’agricoltura?".

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