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Mendrisiotto
29.08.18 - 20:160

Marco Romano vuole un terzo mandato a Berna

Il presidente della Deputazione ticinese alle Camere lo ha annunciato oggi nel corso dell'incontro con il Municipio di Mendrisio

Marco Romano vuole continuare la sua attività politica a Berna. Per questo motivo solleciterà un terzo mandato. L’annuncio del consigliere nazionale del Ppd è arrivato oggi durante l’incontro tra la Deputazione ticinese alle Camere (di cui Romano è presidente da dicembre) e il Municipio di Mendrisio che, tramite il sindaco Samuele Cavadini, si è detto «onorato che un suo fiero cittadino e membro dell’esecutivo abbia assunto questa importante carica». L’incontro si è tenuto nel Teatro dell’architettura e ha avuto quale focus la presenza dell’Università della Svizzera italiana a Mendrisio. «L’Usi, e dal 2019 anche la Supsi, a Mendrisio rappresentano la centralità di questo nostro territorio e delle sue proposte – ha spiegato Romano –. Il concetto è traslabile al Ticino intero. Siamo periferia della Svizzera, ma una lettura diversa del territorio e il coraggio di fare, di realizzare progetti, ci permettono (e ci permetterebbero) di assumere una centralità ricca di opportunità e progetti». Per Marco Romano «è una questione di attitudine e di volontà: costruire piuttosto che marginalizzarsi, partecipare piuttosto che solo criticare». A Berna, ha aggiunto il presidente della Deputazione, «ho spesso l’occasione di ripetere che il Ticino, e di conseguenza la Svizzera, non finisce a Lugano con il ponte diga di Melide: essere al margine o vivere e fare della nostra realtà periferica un centro è una nostra scelta». La Deputazione ha incassato il sostegno del Governo, presente in corpore. Il presidente Claudio Zali l’ha definita «parte attiva a Berna affinché ci sia un occhio di riguardo verso il Ticino», cantone che non è più solo una ‘Sonnenstube’ ma che ha assunto un’eccellenza strategica, industriale e anche architettonica. Il rettore dell’Usi Boas Erez ha chiesto un sostegno alla Deputazione perché «ci troviamo regolarmente confrontati con resistenze a livello federale». L’ultima è la lettura data a una statistica relatica al numero di studenti confederati nelle università. «Una campagna di questo tipo fa molto male all’insegnamento superiore in Ticino». Il direttore dell’Accademia Riccardo Blumer e l’architetto Mario Botta hanno invece presentato il Teatro. «Un luogo di incontro e confronto tra discipline e contesti diversi», sono state le parole di Botta.

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