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08.12.22 - 21:48
Aggiornamento: 09.12.22 - 14:58

Massagno, si è spento Paolo Grandi

Aveva 82 anni. Promotore e presidente dell’associazione Carlo Cattaneo, fondò la delegazione ticinese dell’Accademia italiana della cucina

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Ti-Press/Archivio
Paolo Grandi nella sua abitazione in un’immagine di qualche anno fa

Si è spento Paolo Grandi, a causa di un male incurabile, un personaggio molto conosciuto in città, soprattutto per aver promosso e presieduto per numerosi anni l’Associazione Carlo Cattaneo, un sodalizio italo-svizzero di diritto elvetico con sede a Lugano, costituito nel 1992 e riconosciuto dal Ministero italiano degli Affari Esteri. Uomo di cultura, con ampie competenze nell’ambito enogastronomico, Paolo Grandi aveva 82 anni, lascia la moglie e due figlie.

‘Generoso, discreto e fine’

Lo ricordano con tristezza parecchie persone. A cominciare dall’ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici, che lo rimpiange «perché era un amico personale, una persona generosa, discreta, che non faceva mai pesare le proprie conoscenze e competenze in vari ambiti. Aveva un’innata finezza e un garbo tale da entrare sempre in punta di piedi nelle discussioni. Ha avuto un ruolo di spicco nell’Associazione Carlo Cattaneo contribuendo alla crescita culturale della cittadinanza». L’ex sindaco tiene a rivolgere le sue condoglianze ai familiari. A promuovere l’associazione Carlo Cattaneo, fu un gruppo di persone di cultura, cittadini italiani ed elvetici. Il sodalizio venne costituito ufficialmente il 7 febbraio 1992, ha sempre avuto importanti contatti con il Consolato d’Italia a Lugano e si è ispirato a Carlo Cattaneo, filosofo e pensatore, figlio dell’illuminismo, esiliato in Svizzera, una sorta di modello per la sua prospettiva federalista. Un sodalizio avviato con l’obiettivo di far conoscere meglio le reciproche potenzialità e le realtà culturali, politiche ed economiche di Italia e Svizzera. Sono innumerevoli le serate, i dibattiti e la conferenze organizzate da Grandi a nome dell’associazione.

‘Persona unica di grande cultura’

Dal canto suo, il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco ricorda Paolo Grandi come una persona di cuore e carismatica che, grazie alle sue conoscenze, negli anni ha organizzato visite culturali ed enogastronomiche in Italia: «Aveva un carattere socievole ed empatico, ha sempre collaborato bene con la Città di Lugano». Il giornalista Giuseppe Zois aveva tratteggiato un recente ritratto di Paolo Grandi per la Rivista di Lugano, definendolo un pioniere delle pubbliche relazioni sulla piazza di Lugano, che riuscì a portare in Ticino una collezione esclusiva, tra le più titolate e prestigiose di gastronomia, di proprietà del compianto Orazio Bagnasco. Anche Piero Tenca, presidente dell’Associazione svizzera dei sommelier, era un amico personale di Paolo Grandi, che era «una persona splendida, di grande cultura. Ebbe il piacere di conoscerlo, quando lavorava ancora alla Bsi. Assieme a lui ho vissuto momenti indimenticabili». Tenca lo ricorda come «un curioso, grande organizzatore di eventi e di esposizioni che lui promuoveva per la felicità di acculturare le persone. Nel 1981, in occasione dell’apertura del ristorante Motto del Gallo a Torricella-Taverne, dove lui fondò la delegazione della Svizzera italiana dell’Accademia italiana della cucina. Dopodiché, abbiamo organizzato molti eventi». Tra questi, Tenca rievoca «la fondazione, nell’aprile del 1985, all’Hotel Splendide, dell’Associazione svizzera dei sommelier, alla presenza di personaggi di spicco e moltissimi chef di cucina e maître sommelier. Un’unione, quella tra giacche bianche (cuochi) e giacche nere (i maître), che ha creato premesse culturali importanti e ha rafforzato la collaborazione in cucina». Paolo Grandi venne pure nominato sommelier onorario dell’associazione e figura nell’albo d’oro.

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