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05.12.22 - 15:59
Aggiornamento: 17:13

Lugano-Montarina, Villa Ganser e Casa Walty salvate dalla Stan

Il Tribunale amministrativo cantonale accoglie il ricorso presentato contro la licenza concessa dal Municipio per un progetto edilizio

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Ti-Press/Archivio
Una veduta panoramica

Stop alla demolizione di Villa Ganser e Casa Walty, due beni culturali che sorgono nel quartiere di Montarina a Lugano e meritano tutela. Non è un ordine perentorio, ma una sentenza del Tribunale amministrativo cantonale (Tram) che ha accolto il ricorso presentato dalla Società ticinese per l’arte e la natura (Stan) contro la licenza edilizia rilasciata dal Municipio di Lugano. Il Tram, di fatto, ha bloccato la procedura edilizia, annullando anche la decisione del Consiglio di Stato, risalente al 21 ottobre 2020.

Città e Cantone ‘snobbano’ l’Isos

Dalla sentenza, emerge che sia il Municipio, sia "l’Ufficio della natura e del paesaggio del Dipartimento del territorio, quanto il Consiglio di Stato non hanno verificato il progetto alla luce dei principi della Legge sullo sviluppo territoriale (Lst) in materia di inserimento ordinato e armonioso nel paesaggio, né hanno considerato i contenuti dell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere (Isos) per determinare le qualità del comparto di Montarina", scrive la Stan. Non solo. Stroncata dal Tram anche la valutazione estetica fatta dall’esecutivo e dal Consiglio di Stato. In concreto, si legge nella nota stampa, "non è in particolare dato di vedere come l’enorme blocco monolitico a "L" (con un’area di 1’166,7 metri, 4’238 metri di superficie utile lorda e altezza maggiore di 16 metri) possa essere ritenuto armoniosamente inserito nel contesto, perché concentra in un unico mastodontico volume quasi tutte le quantità edificatorie derivanti dalla superficie non di una ma di due fondi".

Edifici ben inseriti nel quartiere

La Stan rileva che "i due edifici meriterebbero di essere iscritti nella lista dei beni culturali protetti: sul fondo 1026 sorge il Villino Farner, progettato dal capomastro Carlo Rezzonico di Porza per Verena Farner (poi Villa Ganser, dal nome del suo ultimo occupante) ed edificato nel 1914, un valido esempio dell’architettura d’anteguerra, con un apparato decorativo che esprime il gusto Liberty, nella versione geometrica che fa capo alla Secessione viennese". Casa Guido Walty (sul fondo 1025), risalente al 1959, venne edificata su progetto degli architetti Alberto Camenzind e Bruno Brocchi, "trova un corrispettivo nella vicina Casa Kühne, costruita dall’architetto Leo Bühring quasi venti anni prima", precisa la Stan, secondo la quale il quartiere di Montarina ha una sua chiara identità storico-architettonica, urbanistica ed è di grande valore culturale". Proprio per questi motivi, la Stan, nel 2017, chiese una tutela accresciuta, con l’estensione del Perimetro di valorizzazione, per includere i fondi oggetto della domanda di costruzione.

‘Evitare la sostituzione di edifici storici’

La società ha inoltre richiamato la decisione del Consiglio di Stato del 12 aprile 2017 sulla variante beni culturali di Lugano, Castagnola e Brè: "(...) Sarebbe opportuno procedere a una revisione della pianificazione in alcuni settori della città, in particolare proprio a Montarina, dove sorse dal 1910 la ‘città giardino’ promossa e in gran parte realizzata dall’architetto Americo Marazzi. Sarebbe più che opportuno evitare la sostituzione degli edifici storici ancora esistenti con complessi di appartamenti contemporanei di grande volumetria, che inevitabilmente comportano un profondo cambiamento dell’originale tessuto urbanistico del quartiere, modificando la tipologia edilizia dell’edificato provocando così l’erosione della sua identità".

Alla luce della decisione del Consiglio comunale del 26 settembre scorso ("se il ricorso relativo ai fondi 1025 e 1026 dovesse venire accolto, il Municipio è invitato a includere i due mappali in uno studio pianificatorio)", la Stan auspica che l’esecutivo cittadino proceda in tal senso.

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