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08.10.22 - 05:15
Aggiornamento: 10.10.22 - 10:43

Sorengo, tassa base fino a cinque volte più alta

Per adattarsi alle normative superiori, il Municipio propone il ritocco delle tariffe per economie domestiche e persone giuridiche

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archivio Ti-Press
I conti non tornano: occorre aumentare la tassa base

Una tassa base raddoppiata per le economie domestiche e quintuplicata per le persone giuridiche. Sono aumenti importanti quelli che attendono i cittadini di Sorengo. Il Municipio ha infatti sottoposto al Consiglio comunale la modifica dell’articolo 20 del suo Regolamento per la gestione dei rifiuti, quello relativo alla tassa base. Per le economie domestiche la ‘forchetta’ della tassa base sarà tra i 120 e i 250 franchi (attualmente 90-120 franchi); per le persone giuridiche da 250 a 5’000 franchi (oggi tra 250 e 1’000 franchi). Una proposta, come spiega l’esecutivo nel messaggio, dalla quale "emerge indubbiamente un rilevante divario proporzionale". Un divario comunque "comprensibile se si tiene contro in particolare del fatto che specialmente le poche, ma molto importanti, grandi strutture collettive presenti sul territorio (Otaf, Clinica, Franklin University e Pagnolo) impongono al Comune una sovrastrutturazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani con un’indubitabile incidenza sui costi fissi". Come era già successo per le canalizzazioni, l’esecutivo "si trova costretto ad agire, apertamente controvoglia, unicamente per ossequiare il quadro normativo superiore". Fin da subito l’impegno è quello di "adoperarsi nella misura del possibile affinché gli aumenti di questa tassa siano limitati, sia nei tempi che nelle misure, a quanto strettamente indispensabile e obbligatorio".

La situazione attuale

Come stabilito dalla Legge cantonale di applicazione alla Legge federale sulla protezione dell’ambiente e dalle norme del MAC2, l’ammontare delle tasse incassate deve di principio corrispondere a quello delle spese sostenute. Detto altrimenti, deve essere garantita la copertura integrale dei costi. Essendo le tariffe massime sui quantitativi definite dal Cantone (dove è sempre pendente l’iniziativa parlamentare generica di Maddalena Ermotti-Lepori, il Centro prima firmataria, che chiede siano i Comuni a stabilire l’importo della tassa sul sacco), l’unica sulla quale i Comuni possono fare leva è la tassa base. Com’è la situazione attuale a Sorengo? "Dai dati indicativi estrapolati dal Preventivo 2022 (il primo allestito sulla base dei criteri MAC2), la copertura totale dei costi è lontana dall’essere raggiunta, con un divario prossimo al 20 per cento". Una situazione definita dallo stesso Municipio "poco incoraggiante" e che viene "ulteriormente e pesantemente deteriorata" dall’attuazione della nuova organizzazione della gestione dei rifiuti approvata dal legislativo nel marzo 2021. "La seppur complessa operazione – il credito quadro concesso è stato di 1’225’000 franchi – si è svolta, tanto fortunatamente quanto inaspettatamente, senza intoppi, consentendo di portare a termine l’intero investimento entro la fine del corrente anno". Accanto alla buona notizia c’è però "l’obbligo di procedere con l’ammortamento dell’investimento già a partire dal 2023". Gli ammortamenti annui aumenteranno di almeno 50mila franchi portando, con le tariffe attuali, "a un deficit annuo prevedibile di circa 120mila franchi e un grado complessivo di copertura dei costi del settore inferiore al 70 per cento". Oltre alla copertura dei costi, le tariffe devono essere commisurate al mantenimento dei fondi di capitale proprio in attivo e, rispettivamente, al recupero di passivi accumulati in precedenza. Nel caso specifico, "questa circostanza va ad aggravare ulteriormente la situazione dal momento che, in linea teorica, le tasse relative all’esercizio 2023 e seguenti dovrebbero anche includere un avanzo di almeno 15mila franchi per consentire di riportare entro quattro anni il fondo del capitale proprio nelle cifre nere".

‘Autonomia comunale prossima allo zero’

"A scapito dei proclami sull’autonomia comunale, in questo specifico contesto l’autonomia risulta di fatto prossima o pari a zero", è il commento finale del Municipio. Già a partire da quest’anno, l’esecutivo ha deciso di procedere "con delle imputazioni interne, anche all’assoggettamento alle tasse causali delle strutture e delle attività di pertinenza del Comune affinché i costi generati in questo ambito dalle attività proprie del Comune stesso non abbiano a riversarsi sulle tasse causali a carico del resto dell’utenza ma siano più correttamente finanziati attraverso le imposte principali, alla stregua delle generali attività dell’ente pubblico". Le modifiche ipotizzate dal Municipio sono state sottoposte anche al Sorvegliante dei prezzi.

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Siano i Comuni a stabilire l’importo della tassa sul sacco

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