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05.10.22 - 19:41

Lugano, all’ex asilo Ciani arriva il festival Satori

La manifestazione del benessere olistico ‘slegata dalla pura vendita’ e a chilometro zero propone una due giorni con terapisti e prodotti ticinesi

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www.ben-essereolistico.com
Una delle passate edizioni ad Arbedo-Castione

Una fiera, anzi un festival olistico, "nostrano" e a chilometro zero. L’appuntamento è per il 15 e 16 ottobre all’ex asilo Ciani di Lugano, dove troverà spazio il "Ben-Essere Olistico", manifestazione che giunge in città dopo le prime quattro edizioni tenutesi nella sala di Eventmore a Arbedo-Castione. All’organizzatore, il terapista Mauro Daldini, abbiamo chiesto lumi sull’aggettivo nostrano e sul significato di chilometro zero. Intanto, ci spiega, ci saranno da 25 a 28 stand e una trentina di terapisti, tutti operatori che lavorano in Ticino, con prodotti naturali del nostro territorio: «Questa è la mia filosofia. Propongo un festival che vuole restare nell’ambito familiare tra persone capaci che si impegnano affinché chi volesse partecipare capisca che non c’è soltanto la medicina ufficiale ma che esiste anche un benessere che muove dall’anima».

‘Ci proponiamo come riferimento’

Fresco di rinnovo, l’ex asilo Ciani dispone di una superficie di circa 600 metri quadrati, con spazi a disposizione per operatori del benessere, terapeuti oltre a centri e scuole, spazi per le vendite con tanti espositori, una zona ristorazione, una sala conferenze e una zona per attività motorie come Yoga, danza, musica e altro ancora. In caso di bel tempo, alcune attività motorie si terranno all’esterno, assicura Daldini: «Il festival l’ho chiamato Satori, nome che richiama la definizione del risveglio, perché le persone hanno bisogno di capire, soprattutto negli ultimi due anni tanti hanno perso l’equilibrio e noi vogliamo proporci come un punto di riferimento, dove si possono trovare spunti per ritrovare benessere e voglia di vivere in armonia, anche dopo i due giorni della manifestazione. Gli ultimi due anni sono stati un periodo molto duro per tutti. Stavo per rinunciare all’organizzazione, poi, però, mi son detto che era necessario organizzarla, perché tante persone si son fatte prendere dalla paura e hanno vissuto senza coscienza».

‘Non è un appuntamento commerciale’

Perché ne parla come un festival? «Perché lo spirito è quello di scoprire, divertirsi, provare e diventare parte attiva di qualcosa – risponde Daldini –. Un festival vuole dire lasciarsi stupire, mentre una fiera è solo un mettere in mostra prodotti da vendere. Vogliamo slegarci dalla pura vendita, che fa dell’uomo un oggetto che compra, per far sì che esso sia e si senta un soggetto, in qualità di questo Ben-Essere che non si può solo "acquistare" come un qualsiasi prodotto, ma che si deve sentire da dentro in concomitanza dell’aiuto esterno». L’organizzatore non vuole sentir parlare di business, la manifestazione è in contrapposizione con altri appuntamenti più commerciali: «Vogliamo aiutare le persone ad assumersi la responsabilità della propria salute, anche se oggi si tende a voler guarire subito senza prendersi il tempo di ascoltarsi’. In fondo, quella di stare bene è una scelta». Sì, perché, prosegue Daldini, «iniziare un nuovo cammino può spaventare, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto sarebbe stato pericoloso rimanere fermi. È importante che la gente riprenda le redini della propria vita. Mi piace avere a che fare con persone che hanno voglia di cambiare, non solo per provare. C’è un percorso da intraprendere e c’è da lavorare, non si fa in quattro e quattr’otto, altrimenti continuiamo a prendere le pilloline».

Tra le numerose attività (tutti gli altri dettagli che si trovano su www.ben-essereolistico.com) segnaliamo quella di sabato 15 ottobre alle 17 quando è previsto l’incontro ‘Vivere la spiritualità nella vita quotidiana’, con il monaco buddista Gen Kelsang Gyalchog, che proporrà un’introduzione al viaggio alla scoperta della ricchezza interiore, con esempi concreti. Sempre sabato 15, alle 18, invece, è programma la presentazione del libro ‘Stupefacenti e Proibite: la via delle piante maestre’ di Tania Re, laureata in Psicologia clinica e di comunità, specializzata in Psicoterapia della Gestalt e terapista complementare in Svizzera, che parlerà di cosa sono le piante e come vengono utilizzate nei contesti tradizionali.

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