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28.09.22 - 16:50
Aggiornamento: 18:12

PatriziAmo, manifestazione al via (in presenza) a Lugano

Quindici Patriziati di Lugano da venerdì nel patio del Municipio per farsi conoscere e per offrire i propri prodotti locali

di Guido Grilli
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Ti-Press
I Patriziati di Lugano illuminano sterminati spazi, fino alle cime della Val Colla

Quinta edizione al via per PatriziAmo. La manifestazione torna in presenza dopo due anni di stop per la pandemia e si svolgerà da venerdì 30 settembre alle 18.30 a domenica 2 ottobre alle 18 nel patio del Municipio di Lugano. Scopo dell’evento? Promuovere l’immagine dei Patriziati. Quindici i Patriziati appartenenti alla città di Lugano, che da anni antichi ricoprono un ruolo fondamentale per la gestione del territorio, in assenza dei quali molti appezzamenti di terra sarebbero destinati all’abbandono.

La storia, i prodotti a chilometro zero e tanta visibilità

PatiziAmo s’inserirà nel contesto leggero della Festa d’Autunno sull’arco di tre giorni. I rappresentanti dei 15 enti animeranno il patio del Municipio per raccontare le proprie attività al pubblico e per vendere i propri prodotti a chilometro zero. C’è un sito web che riunisce tutti i Patriziati, corredati da video, ma ognuno ha pure la propria vetrina online. Ventimila le pagine visualizzate dal 2019 sul sito internet (le visite online superano i due minuti di permanenza). Cifre che dicono di tanto interesse dei Patriziati, presenti anche su Facebook, con 53mila persone raggiunte e con 270mila visualizzazioni sul canale social – è stato evidenziato stamane nel corso di una conferenza stampa.

Alberto Rossini, rappresentante dei Patriziati di Lugano, ha proposto un’ampia panoramica sul non da tutti conosciuto mondo di questi preziosi enti. «Gli scopi dei Patriziati e delle corporazioni simili è quello di curare l’insieme del territorio e il buon governo dei beni amministrativi (quelli destinati a tutta la comunità) e patrimoniali (per la gestione dell’ente proprio). Inoltre i Patriziati si occupano degli impianti ad uso pubblico; di riscattare eventuali diritti di pascolo e di assicurare e regolare il diritto della raccolta di legnami. Compito, questo, che investe in particolare i Patriziati a nord-est, verso la Val Colla». Insomma, i Patriziati sono enti pubblici, alla stessa stregua dei Comuni. «Oggi i 15 Patriziati di Lugano – ha proseguito Rossini – contribuiscono a mantenere, sviluppare e curare tutte quelle particolarità secolari presenti sul nostro vasto e magnifico territorio, dalle moltissime tradizioni alle attività rurali, e ancora: la salvaguardia dei beni e valori culturali e, non da ultimo, il mantenimento dei vari dialetti, fra cui l’antico linguaggio "il Rügin" presente anche nella vicina Val Cavargna». Ma non solo. Un grande compito degli enti riguarda la storia: innumerevoli documenti sono conservati gelosamente dai Patriziati e disponibili in diversi archivi, una moltitudine di fatiche compiute dagli antenati.

Un po’ di cifre. I 15 Patriziati presenti sul territorio giurisdizionale di Lugano vantano un territorio di 4’100 ettari, pari al 54% del territorio comunale che conta 7’500 ettari. Esso si estende da 273 ai 2’116 metri di dislivello. Dal San Salvatore a Calprino, lungo tutto il crinale delle montagne da Gandria, Monte Brè, Monte Boglia, Denti della Vecchia, Cima di Fojorina, Passo di San Lucio fino alla cima del Gazzirola, per poi scendere lungo i confini comunali sotto il Monte Bar, al territorio del Patriziato di Insone-Corticiasca. Ancora Rossini: «La collaborazione tra i Patriziati e la Città si è rafforzata dopo l’inaugurazione del vessillo del Patriziato di Insone-Corticiasca avvenuto dopo l’aggregazione comunale del 2013».

Il sindaco di Lugano, Michele Foletti, ha dal canto suo evidenziato: «Torniamo con la manifestazione PatriziAmo dopo due anni di pandemia. La collaborazione con i Patriziati è molto buona. La loro attività non si limita alla sola gestione del territorio ma si estende anche a progetti economici: alpi, capanne alpine (San Lucio) e gestione del bosco come risorsa, vedasi all’Arbostora il progetto di nucleo riscaldato dal cippato. Si riescono in questo modo a portare avanti progetti e prospettive nuovi». PatriziAmo 2022 si apre venerdì alle 18.10 con l’esibizione dei corni delle Alpi in Piazza della Riforma, quindi alle 18.30 con il primo sparo del Corpo dei Volontari Luganesi. Seguiranno alle 19 gli interventi delle autorità: il sindaco Michele Foletti, il vicesindaco, Roberto Badaracco, i consiglieri di Stato, Claudio Zali e Norman Gobbi. Fra gli interventi, moderati da Roberto Mozzantini, anche quello di Tiziano Zanetti, presidente Alleanza Patriziale Ticinese (Alpa). Sabato 1º ottobre la manifestazione riapre dalle 10 alle 18 nel patio del municipio: i patrizi luganesi si racconteranno. In vendita i prodotti locali. Ma come si diventa patrizi? Come indica la Legge organica patriziale basta essere cittadini svizzeri e avere il domicilio per 10 anni; quindi presentare domanda al Patriziato. Ma anche gli attinenti di Lugano domiciliati in un altro comune da un decennio possono ottenere il prestigioso statuto di patrizio.

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