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26.09.22 - 23:31
Aggiornamento: 27.09.22 - 11:09

Lugano, Lalia non slega il legislativo

I prelievi dovuti per legge ottengono la maggioranza assoluta, malgrado il teatrino in salsa leghista, con Bignasca contro il suo sindaco

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Durante la seduta di Consiglio comunale nella sala di Palazzo Civico

Ha suscitato un ampio e vivace dibattito la richiesta di credito, tutto sommato, relativamente contenuta: 125’552 franchi per ricostruire i dati necessari all’emissione dei contributi provvisori e recuperare le spese già sostenute con la procedura legata al Piano generale di smaltimento delle Acque (Pgs), votato nel 2016 dal legislativo di Lugano. L’approvazione del credito da parte del Consiglio comunale di Lugano, stasera, con 33 voti favorevoli e 15 contrari, era tuttavia necessaria per passare alla cassa e prelevare i contributi di costruzione ai proprietari di case, pari a circa 117 milioni di franchi. Un prelievo obbligatorio, per il quale occorreva la maggioranza assoluta di almeno 31 consiglieri comunali, che si fonda sulla Legge di applicazione della legge federale contro l’inquinamento delle acque (Lalia). Eppure, nella seduta dell’8 febbraio del 2021, a due mesi dalle elezioni comunali, il legislativo non aveva accolto il messaggio municipale.

Stavolta, in Consiglio comunale è andato in scena il teatrino in sala leghista, con il capogruppo e vicecapogruppo, rispettivamente Boris Bignasca e Lukas Bernasconi, sostenuti dalla posizione dell’Udc, che si sono espressi in aperto contrasto, seppur con toni contenuti, con il ‘loro’ sindaco di Lugano Michele Foletti. Un teatrino che solitamente va in scena la domenica, quando sul ‘Mattino’ si leggono le posizioni di opposizione della cosiddetta ‘base’, contro il Municipio a maggioranza leghista.

Cittadini e proprietari hanno già pagato

Una parte del messaggio municipale è dunque tornata ad animare la seduta. Ad aprire la discussione è stato Carlo Zoppi, capogruppo Ps, che ha ribadito che l’approvazione di questo messaggio «è un obbligo di legge». Dal canto suo, invece, Alain Bühler, capogruppo Udc ha annunciato che il suo gruppo non sosterrà la richiesta: la Città ha ‘toppato’, perché non «ha inserito un limite temporale per i prelievi», mettendo in evidenza un agire iniquo dell’ente pubblico e richiamando la proposta di modifica della legge presentata in Gran Consiglio. Gli ha fatto eco Lukas Bernasconi, capogruppo della Lega dei ticinesi, che ha ribadito la contrarietà del suo gruppo, perché «il Comune a suo tempo è stato inadempiente». Lorenzo Beretta Piccoli (Il Centro), a nome del gruppo, ha ribadito (sperando che sia l’ultima volta) che bisogna considerare «l’equità di trattamento per opere finanziate con le imposte della collettività». Rupen Nacaroglu, capogruppo Plr, ha richiamato la sicurezza dl diritto: «Stiamo colmando una lacuna, non ci sono motivi per respingere questo messaggio, affinché questo consesso torni nella legalità». Luca Cattaneo (Plr) e Paolo Beltraminelli (Il Centro) hanno ribadito il concetto.

Via Monte Boglia, battibecco in aula

Il sindaco ha ricordato che si tratta del terzo dibattito in aula su questi contributi che «sono dovuti per legge, una legge che va applicata, come prevede la dichiarazione di fedeltà alle leggi che tocca a ogni consigliere comunale quando ‘scodinzolano’ in occasione dell’entrata in carica. Che la telenovela finisca: i soldi peraltro ci servono per assicurare gli investimenti nei prossimi anni». Il sindaco leghista si è messo di traverso rispetto alla Lega dei ticinesi. Boris Bignasca (Lega) ha criticato le parole di Foletti nei confronti di chi esercita il suo legittimo dissenso. Nel battibecco all’interno del movimento di via monte Boglia, Foletti si è scusato per quella metafora legata allo ‘scodinzolare’ «un po’ troppo grezza», ma ha ribadito il concetto che occorre far rispettare le leggi vigenti. Nella seduta dell’8 febbraio 2021, il messaggio è stato considerato non accolto integralmente perché non aveva raggiunto i 31 voti. Non erano mancate polemiche e pochi giorni dopo, lo ricordiamo, il 12 febbraio, il consigliere comunale Raoul Ghisletta aveva interposto ricorso al Consiglio di Stato che, nella decisione del febbraio di quest’anno lo ha accolto parzialmente riformando la decisione e obbligando il Municipio a ripresentare il messaggio sui punti per i quali occorreva la maggioranza qualificata.

Votata l’urgenza per il Casinò

Poco meno di un centinaio le naturalizzazioni concesse stasera dal Consiglio comunale, spesso con l’astensione dei membri della Lega dei ticinesi e dell’Udc. Lukas Bernasconi ha avuto da ridire sulla nomina in seno al Consiglio direttivo dell’ente autonomo Lac di Simona Garelli Zampa ma alla fine la sua nomina ha ottenuto un’ampia maggioranza da parte del legislativo. In apertura di seduta, il Consiglio comunale ha votato la clausola d’urgenza per il rinnovo, da parte della Città, del diritto di superficie alla Casinò Lugano Sa, per l’uso del piazzale antistante la casa da gioco luganese. Un rinnovo necessario dopo la proroga, negli scorsi mesi, del Consiglio federale della pubblicazione delle gare per le concessioni federali ai casinò svizzeri. Il sindaco ha spiegato che si tratta di un atto dovuto: nel 2001 era già stato concesso il diritto di superficie per l’uso del piazzale antistante la casa da gioco luganese a favore della Casinò e stavolta, la responsabilità del ritardo è da attribuire a Berna. Ferruccio Unternärer (Plr) ha tuttavia aspramente criticato l’esecutivo per il ritardo nella presentazione del messaggio. Foletti ha ribattuto di comprendere le perplessità ribadendo che la questione è soltanto tecnica, compreso il leggero incremento del canone alla Casinò Lugano Sa, per l’uso del piazzale.

Il Consiglio comunale ha inoltre accettato le dimissioni della consigliera comunale Laura Kämpf (Lega dei ticinesi). Approvata all’unanimità, inoltre, la convenzione di sostegno alla Fondazione LuganoMusica, che prevede il versamento di un contributo finanziario annuo di 1’550’000 franchi per gli anni 2022, 2023 e 2024, rispettivamente le stagioni artistiche 2022-2023 e 2023-2024. Il legislativo ha pure concesso 300’000 franchi, quale sussidio comunale, in base a norma della Legge sui beni culturali per la seconda tappa del restauro del Santuario della Madonna d’Ongero a Carona, e di un credito aggiuntivo di 45’000 per il ripristino dell’eremo, degli impianti elettrici e della pavimentazione esterna.

Montarina, si farà di tutto per la tutela

La mozione interpartitica (primo firmatario l’ex capogruppo dei Verdi Nicola Schönenberger) intitolata ‘Salviamo il quartiere di Montarina’ è stata parzialmente accolta dal Consiglio comunale, con 29 voti favorevoli e 16 contrari. La maggioranza ha ritenuto, come il Municipio, che l’avvio di una variante di piano regolatore in materia di beni culturali che includa i fondi 1025 (Casa Walty) e 1026 (Villino Ganser) comporterebbe tempi troppi lunghi. Céline Antonini (Plr), relatrice del rapporto della Commissione della pianificazione del territorio, ha spiegato che il comparto è stato ritenuto importante e meritevole di salvaguardia. Pertanto, se il ricorso relativo ai fondi 1025 e 1026 dovesse venire accolto, il Municipio è invitato a includere i due mappali in uno studio pianificatorio. E, in attesa del consolidamento del piano regolatore, l’esecutivo è incaricato di adottare le opportune misure di salvaguardia come l’adozione della zona di pianificazione e il rigetto, ai sensi dell’art. 61 della Legge sui beni culturali, in eventuali future domande di costruzione che minacciano il quartiere di Montarina. Dal canto suo, il muncipale Filippo Lombardi ha fatto che notare che non si può tornare indietro e che il senso della mozione è da recepire ma non è il caso di fare il passo più lungo della gamba. In altre parole, per i due villini c’è poco da fare, visto che una zona di pianificazione è considerata non appropriata. I mappali 1025 e 1026, rappresentano un caso particolare, poiché una licenza edilizia è già stata rilasciata nel novembre 2018 per la costruzione di una palazzina e una villa, previa demolizione dei due edifici esistenti. Tuttavia, senza introdurre una zona di protezione, un altra misura di tutela, che consiste nello studio pianificatorio in atto, permette già di sospendere eventuali domande di costruzione in contrasto con esso. La seduta sta continuando con il voto di altre mozioni all’ordine del giorno.

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