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10.08.22 - 18:23
Aggiornamento: 19:13

Lugano: figli maltrattati, condannati i genitori

Tredici mesi, interamente sospesi per lei e parzialmente da espiare per lui e divieto di contattare i bimbi per due anni. Madre espulsa dalla Svizzera.

di Chiara Balestra
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Ti-Press
Sentenza pronunciata oggi alle Assise correzionali

Stessa pena, ma integralmente sospesa per lei e parzialmente da espiare per lui. Sono stati condannati oggi alle Assise correzionali di Lugano i due genitori di origine egiziana accusati di aver maltrattato in vario modo i due figli, oggi di 4 e 6 anni, e di furti. Il presidente della Corte Marco Villa ha inflitto tredici mesi sospesi condizionalmente per due anni alla 39enne, altrettanti al 65enne ma sei dei quali sono da espiare e i restanti sospesi per tre anni. La donna è stata anche espulsa dalla Svizzera per cinque anni.

Un impatto sullo sviluppo dei bambini

L’atto d’accusa stilato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni è stato solo parzialmente accolto: per le questioni relative all’omissione di preparare i pasti e alle ripetute litigate i due imputati sono stati prosciolti. Così come anche per l’accusa dei morsi alle dita nei confronti dei figli e delle ustioni provocate da un cucchiaino incandescente sulla bambina. Al contrario, invece, condannati entrambi per le bruciature inferte con le stesse modalità al bimbo, poiché il referto del medico legale non lascia spazio a dubbi, ha spiegato il giudice. La Corte è giunta inoltre alla conclusione che i comportamenti incriminati hanno avuto un impatto sullo sviluppo passato, presente e futuro – fisico e psichico – dei due bambini.

Espulsa per i furti

Bambini che, per i maltrattamenti subiti, riceveranno un risarcimento morale: 5’000 franchi per il bimbo e 7’000 per la sorellina. Somme, queste, richieste dalla rappresentante dell’accusa privata Sandra Xavier, e riconosciute dalla Corte. Inoltre, entrambi gli imputati non potranno né vedere né contattare in modo diretto o indiretto i loro figli per due anni, salvo altra decisione da parte dall’Autorità regionale di protezione. Come detto, la madre verrà espulsa e per un lustro non potrà vedere i figli. Tuttavia, la Corte ha deciso di non ordinare l’inserimento della misura nel sistema di Schengen, quindi la donna si potrà muovere liberamente sul territorio degli altri Paesi europei e volendo potrà stabilirsi vicino al confine elvetico. Inoltre, è stato precisato che l’espulsione è stata decisa non a causa dei maltrattamenti inflitti ai figli, ma a causa dei furti aggravati, dato che è stato appurato che nei suoi confronti non c’è stata alcuna costrizione nel commetterli. E sempre i furti, in particolare il fatto che sia recidivo nel delinquere, sono alla base della decisione di infliggere al 65enne sei mesi integralmente da espiare. Per contro, essendo cittadino svizzero, lui non verrà espulso. I due, difesi da Sabrina Aldi (lui) e Marco Masoni (lei), a breve divorzieranno.

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