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10.08.22 - 15:05
Aggiornamento: 18:12

L’eredità del padre sparita: ‘Lui col fucile voleva spaventarlo’

Tentato assassinio di Agno: il 22enne giovedì avrebbe sottratto la somma alla nonna ed è scomparso. La disperata ricerca da parte del padre e gli spari

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Via Aeroporto, ad Agno, in cui è avvenuto il fatto di sangue

Disperazione. Se c’è una parola, è questa quella che più di tutte può riassumere il caso di tentato assassinio avvenuto domenica mattina ad Agno. Disperazione di un padre. Disperazione di un figlio. L’intera vicenda però ha inizio tre giorni prima, giovedì, quando il 22enne di Rovio – tuttora ricoverato in cure intensive all’ospedale Civico di Lugano, ma fortunatamente fuori pericolo – approfittando dell’assenza da casa di sua nonna si sarebbe intrufolato nell’abitazione, forzando la tapparella di una finestra lasciata aperta, impossessandosi di una cassetta di ferro, che conteneva i risparmi di una vita dell’anziana – poco meno di 70mila franchi, che, se ancora si trovassero, dopo l’immediata denuncia sporta alla polizia dalla donna, spetterebbero quale eredità al 49enne e a suo fratello e una piccola parte alla mamma del ragazzo, destinata al sostentamento di quest’ultimo. Questa, apprendiamo, era da sempre la volontà della nonna del giovane e che mai poteva immaginarsi un epilogo tanto tragico.

Il 49enne di Rovio cercava il figlio da tre giorni dopo la denuncia in polizia

Da nostre fonti vicine alla famiglia, la sparizione di quella cospicua somma rappresenterebbe non solo il movente del fatto di sangue, ma pure la miccia che ha fatto esplodere rapporti parentali contraddistinti da una tensione altissima, costante, interminabile. Il giovane, da quattro anni, dopo aver conseguito il diploma di selvicoltore (talora lavorava anche con suo padre giardiniere) non dava pace ai genitori. È caduto in una grave tossicodipendenza – cocaina, che mischiava con farmaci, metadone, ecstasy e alcol, un vano tentativo di collocamento in una comunità – e, senza una occupazione, era alla continua ricerca di soldi che in parte i familiari gli avrebbero dato, fino a quell’ultima goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso: il furto di quel "tesoro" che sua nonna custodiva in casa. Il sospetto che l’autore dell’indebita appropriazione sia il 22enne appare nella stessa denuncia (tutto da verificare) tanto che la notizia è giunta rapidamente alle orecchie del padre. Di qui la mobilitazione del 49enne, che si è messo alla disperata ricerca del figlio, in tutti i luoghi in cui era solito andare – dormiva da diversi amici, da Airolo a Chiasso – per chiedergli conto di quei soldi, che potrebbero già essere stati spesi e dunque perduti per sempre.

Oggi gli inquirenti ascolteranno la versione del 22enne, tuttora in cure intensive

Il seguito lo si conosce. Il 49enne, partito domenica da casa in Scooter con un fucile Flobert calibro 22 (nella sua abitazione ne avrebbe avuti altri, nel frattempo sequestrati dalla polizia) si è recato ad Agno, in via Aeroporto, al domicilio di un’amica del ragazzo, dove avrebbe trascorso l’ennesima notte fuori casa. Immagine di un padre disperato – dicono le nostre fonti – che mai avrebbe voluto colpire con un proiettile calibro 22 suo figlio, ma piuttosto spaventarlo, "dargli una lezione". Eppure è accaduto. E ora gli inquirenti – l’inchiesta penale promossa dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo contro il 49enne è per tentato assassinio, subordinatamente tentato omicidio e infrazione alla legge federale sulle armi – dovranno approfondire la vicenda che vede il 49enne da domenica pomeriggio rinchiuso nel carcere giudiziario La Farera, dopo aver atteso al suo domicilio di Rovio l’arrivo degli agenti e l’arresto. Intanto, dopo che il magistrato ha presentato ieri l’istanza di carcerazione al giudice dei provvedimenti coercitivi (Gpc) oggi lo stesso dovrebbe disporre – l’atto appare scontato – la conferma dell’arresto. La durata sarà con tutta probabilità di tre mesi (il massimo previsto), periodo che poi potrà essere ulteriormente prorogato per esigenze di inchiesta dalla procuratrice pubblica, titolare delle indagini, che procedono a tambur battente. Un’inchiesta che a breve vedrà pure l’interrogatorio della madre dell’autore del fatto di sangue, nonché nonna del 22enne, che già la scorsa settimana si è presentata in Procura per la denuncia del furto di 70mila franchi nella sua abitazione.

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Rovio, il movente sarebbe il furto del figlio alla nonna paterna

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