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04.08.22 - 05:30
Aggiornamento: 15:29

Lupi in Val Colla, ‘segnalazioni troppo vaghe dal Cantone’

Sul servizio sms di avvistamenti e tracce del predatore il capo Ufficio caccia e pesca ne ribadisce l’importanza e lo scopo: aumentare le protezioni

di Guido Grilli
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Servono protezioni

"Avvistamento di lupo in Val Colla, aumentare sorveglianza (29 aprile 2022)"; "Probabile predazione all’Alpe Corte, Certara (12 giugno 2022)". Sono queste alcune delle informazioni inviate via sms dall’Ufficio consulenza agricola del Cantone agli abbonati al servizio. Tra gli utenti c’è Yula Stucki, con una fattoria a poche centinaia di metri dal villaggio di Curtina, in Val Colla, che il lupo lo vive ogni giorno nei suoi incubi, dopo quel tragico 12 gennaio 2021, quando un esemplare ‘femmina 67’ – come hanno accertato le analisi – ha sbranato quattro delle sue 39 capre. «Quel che non capisco – spiega la nostra interlocutrice – è per quale motivo il Cantone dirama messaggi così equivoci, parla di predazioni ma poi non vengono precisate dove e come e soprattutto, dopo non se ne sa più nulla e non si sa se è lo stesso lupo o più lupi a essere entrati in azione. Si vive nell’angoscia, senza avere informazioni più precise. Talora si dice "avvistamento in Val Colla", ma è troppo vago, perché può essere da qui fino alla cima del San Lucio...».

‘Non esistono più zone franche’

Abbiamo girato la critica al capo dell’Ufficio caccia e pesca, Tiziano Putelli: «Il sistema sms è stato voluto soprattutto per gli allevatori. È vero che i messaggi sono un po’ succinti, ma sono l’esito delle informazioni che si hanno in un preciso momento e che vengono dunque inviate in modo tempestivo, in tempo reale. Quando raccogliamo indicazioni di una certa attendibilità sulla presenza di un lupo o di possibili predazioni su animali selvatici, così come su animali da reddito, noi – nel dubbio o nella certezza – mandiamo l’sms». Prosegue Putelli: «È importante e utile chiarire. Se guardiamo alla strategia "Lupo in Svizzera", già la cartina indica come tutto il Ticino sia potenzialmente sottoposto al rischio denominato "Grandi predatori". Il servizio sms vuole dunque avvertire gli allevatori, in caso di avvistamenti, e segnalare loro di aumentare le protezioni. Che oggi devono essere applicate. Non ci si può più permettere di sperare di essere in una "zona franca". Quand’anche non abbiamo nessun riscontro genetico sulla presenza di un lupo, ma solo delle foto o delle tracce, non possiamo fare altro che fornire queste informazioni parziali. Alle conferenze pubbliche organizzate dal nostro Ufficio qualcuno ha obiettato, sostenendo che si attendeva successivamente all’informazione una revoca del messaggio, ma va evidenziato che noi non siamo in grado di dire se il pericolo cessi improvvisamente. È impossibile avere una mappatura di dove si trovino con esattezza i lupi». La situazione è preoccupante? «I dati sono in linea con gli altri anni: le predazioni registrate in Ticino sono state circa 20 nel 2020; 10 nel 2021 e quest’anno 25. La situazione non è fuori controllo. La Confederazione ha stanziato 5,7 milioni per aiutare gli allevatori a sostenere i costi di protezione del bestiame dai grandi predatori e il Consiglio di Stato mezzo milione».

Intanto, Yula Stucki offre un’istantanea della sua quotidianità a Curtina, dove oltre alle capre – che oggi e fino al prossimo settembre si trovano protette in un’alpe del Canton Uri – possiede con il marito 13 pecore e un cavallo. «Dallo scorso 29 aprile ricevo quasi un sms alla settimana su avvistamenti di lupi, tra casi sospetti e accertati». Ma come vi proteggete da queste insidie? «Cani da protezione non ne abbiamo perché la loro gestione ci procurerebbe persino un problema superiore a quello del lupo. Abbiamo invece eretto vicino alla stalla un recinto in ferro con reti di armatura alte quattro metri». E da allora non è più successo nulla? «Fortunatamente no. Quella che ha predato le nostre pecore era una femmina, è stata registrata con il numero 67. La nostra preoccupazione è giornaliera. Sebbene io abbia il gps sulle capre, così vedo dove vanno e quando le vedo muoversi a destra e a manca significa che qualcosa non va e potrebbe esserci qualche pericolo. Adesso tutti parlano dei risarcimenti disposti dallo Stato, ma l’ansia non ce la ripagano i soldi. Continuiamo a ripetercelo: "è successo una volta e probabilmente accadrà ancora", nonostante tutte le misure di precauzione che prendiamo. Mia figlia in questi giorni è a Spruga in Valle Onsernone e l’altra sera mi ha raccontato che c’erano due lupi davanti alla cascina. Stanno diventando troppi... e non temono nulla». Yula Stucki con il marito gestiva in passato, tra il 2014 e il 2015, l’Alpe Rompiago in Capriasca che proprio lo scorso luglio ha ricevuto la sgradita visita di un lupo, che ha ucciso alcune capre. «Noi siamo a tutt’oggi "hobbysti", mentre mia figlia Eithlyn sta terminando la scuola di agricoltore nel Grigioni. Vorrà avere un giorno, assieme alle capre e alle pecore, anche mucche. Guarda avanti con fiducia».

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