laRegione
20.07.22 - 18:41
Aggiornamento: 19:13

Inquinamento, chiesto il catasto degli allacciamenti privati

Gli inquirenti sollecitano documentazione alla Città di Lugano mentre proseguono senza sosta le operazioni di bonifica del Cassarate

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Dipartimento del territorio
Un’immagine degli sbarramenti posati lungo il fiume

La sostanza che ha inquinato il Cassarate nella serata di martedì scorso è stata versata quasi sicuramente in un tombino che raccoglie le acque meteoriche in zona ponte di valle, oppure a monte, nel territorio del quartiere cittadino di Davesco-Soragno. Il quantitativo di idrocarburo inodore è in seguito arrivato nel fiume. Ieri, uno dei nostri interlocutori ha parlato di una cisterna per rendere l’idea del quantitativo ingente di liquido inquinante che ha contaminato il corso d’acqua. Tanto che le operazioni di bonifica sono state intensificate oggi e quasi sicuramente dureranno almeno fino a domani. Poi gli addetti ai lavori valuteranno se e come procedere. Nel frattempo, per fare chiarezza, ai servizi della Città di Lugano è stato chiesto il catasto degli allacciamenti privati. Sul caso, come annunciato, è stata avviata un’inchiesta penale.

Analisi dell’acqua anche dopo la pulizia

Interpellato da ‘laRegione’, Nicola Solcà, Capo dell’Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo del Dipartimento del territorio, informa che, per i risultati delle analisi di laboratorio della sostanza inquinante, occorrerà aspettare ancora qualche giorno. Risultati che tuttavia, passano un po’ in secondo piano, come rilevanza, siccome, dopo i sopralluoghi effettuati ieri lungo il fiume, «abbiamo constatato la presenza di materiale inquinante sul fondale, lungo le rive e sui sassi, per cui abbiamo deciso di aumentare l’intervento di pulizia. I risultati delle analisi, che effettueremo di nuovo anche al termine della bonifica, ci serviranno piuttosto per verificare la qualità dell’acqua», ci spiega il responsabile dell’ufficio. Per assorbire l’inquinante, lungo gli oltre quattro chilometri di fiume, sono stati posati altrettanti appositi sbarramenti. Gli specialisti del Nucleo operativo incidenti (Noi) della Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo (Spaas) e dell’Ufficio della caccia e della pesca (Ucp), unitamente alla Polizia cantonale e comunale, sono intervenuti per approfondire origine e cause del fenomeno.

Balneazione tuttora vietata

Resta comunque ancora vietata la balneazione nel Cassarate, così come altri usi dell’acqua del fiume (ad esempio l’abbeveramento degli animali), dal ponte del Maglio fino alla passerella pedonale del parco Ciani, dopo l’inquinamento da idrocarburi verificatosi nella serata di martedì 18 luglio. Oltre la passerella fino alla foce con il Ceresio, la balneazione è invece libera, come pure in tutto lo specchio lacustre. Lo ha reso noto il Dipartimento del territorio (Dt) che ha fornito inoltre ulteriori dettagli sul caso. Il lavoro per i pompieri è tutt’altro che finito. Il vicecomandante della Caserma di Lugano, Mirko Domeniconi, ci fa sapere che oggi sono una decina i militi attivi nel raccogliere il materiale intaccato dalla sostanza inquinante, per rimuoverlo ed evitare che venga propagato dallo scorrere dell’acqua. «È un lavoro ‘meccanico’, per cui occorre tanta pazienza». Come viene recuperata e rimossa la sostanza inquinante? «Viene utilizzato un tipo di assorbente molto leggero che galleggia e non assimila l’acqua – risponde il vicecomandante –. Recupera soltanto le particelle di idrocarburo e non ha funzioni di neutralizzare l’effetto dell’inquinamento». Quanto prevede che possa durare l’intervento di pulizia? «È probabile che bisognerà lavorare al fiume ancora qualche giorno. A fine giornata (ieri sera, ndr), faremo un bilancio dell’intervento e poi faremo una stima indicativa per pianificare anche i prossimi giorni», informa Domeniconi.

Fiume, colpito il letto non gravemente

Il tratto di fiume più compromesso stamattina corrispondeva a circa 400-600 metri dopo il ponte di valle. In questa parte di Cassarate, una buona parte dell’inquinante si è purtroppo depositata sul fondo del fiume, senza però intaccare in maniera troppo invasiva tutto il letto del corso d’acqua. Nella nota stampa diffusa oggi, il Dt ha confermato che quella di martedì sera è stata un’immissione puntuale di idrocarburi constatata nei pressi del ponte del Maglio, all’inizio del piano della Stampa. Nonostante l’inquinante sia stato e venga tuttora recuperato grazie a opportuni materiali assorbenti, nella giornata di ieri è stato possibile accertare un parziale imbrattamento del materiale fine che compone il letto del fiume. Di conseguenza, sono pianificate durante la giornata odierna delle operazioni di bonifica che si sono concentrate nell’area più compromessa. Il Dt ha evocato la possibilità che le operazioni di pulizia possano comportare un momentaneo intorbidimento delle acque.

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