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19.07.22 - 19:35
Aggiornamento: 20.07.22 - 08:14

Lugano: droni luminosi al posto dei fuochi tradizionali?

L’idea è di Tiziano Galeazzi: ‘Meno rumore e inquinamento’. L’esperto: ‘Costi simili ai razzi pirotecnici classici’.

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Spettacolo affascinante, ma... superato?

Un Primo d’agosto con... i droni luminosi. Complici l’attualissimo rischio di incendi dovuto alla siccità e i sempreverdi inquinamenti acustico e ambientale, i tradizionali fuochi d’artificio sono infatti sempre più nel mirino. Migros Ticino li ha tolti dai propri scaffali in virtù del divieto di accendere fuochi all’aperto. A Lugano c’è chi – come il consigliere comunale Aurelio Sargenti (Ps) su Facebook – chiede di rinunciare allo spettacolo. Ma è dal municipale Tiziano Galeazzi (Udc), sempre su Facebook, che è arrivata in giornata l’idea più interessante sull’argomento: organizzare uno show con droni luminosi.

‘Non fanno rumore, non inquinano’

«Viste anche le recenti polemiche sull’inquinamento acustico che causa spavento negli animali, mi sono documentato per una soluzione alternativa – spiega il municipale, da noi sentito –. E mi sono imbattuto in questi spettacoli di luce alternativi, realizzati grazie a mini droni luminosi. Singapore, Dubai, Zurigo: in altre città sono già realtà. Per il Ticino sarebbero una prima. Li avevo peraltro già visti una volta in televisione (ad esempio al Super Bowl negli Stati Uniti, ndr): sono bellissimi. Non fanno rumore. Non inquinano. E hanno un potenziale turistico».

Se ne parlerà in Municipio

Le polemiche alle quali fa riferimento Galeazzi, in realtà non nuove, hanno trovato effettivamente nuova linfa un paio di settimane fa, quando durante gli Swiss Harley Days di Lugano sono stati sparati dei fuochi d’artificio non annunciati al pubblico per circa quindici minuti attorno alle 23. Un episodio, frutto di un malinteso, che ha causato anche una raccolta firme sul tema dei razzi pirotecnici. «Per quest’anno mancano pochi giorni – premette Galeazzi –. Questa è un’idea innovativa che si potrebbe mettere in cantiere per l’anno prossimo. Dipenderà principalmente da due fattori: dai costi e dall’interesse che susciterà nel resto del Municipio. Ne parleremo nei prossimi giorni».

Non si perde la tradizione? ‘No, si evolve’

E se i costi dovessero essere elevati? «Se dovessero essere molto più costosi degli spettacoli pirotecnici tradizionali, si potrebbero cercare anche dei partner privati per cofinanziarli» ipotizza il municipale. I fuochi, soprattutto quelli del Primo d’agosto, sono però parte stessa della tradizione della Festa nazionale. Non teme che si perda, lei che rappresenta il partito della tradizione? «Non si tratta di distruggere la tradizione, di abolire i fuochi. È piuttosto un’evoluzione, una modernizzazione. Solo gli stolti non cambiano mai idea. Si potrebbe fare una prova per un anno e vedere come va, per iniziare».

L’esperto: ‘Il costo? Simile ai fuochi tradizionali’

Ma cosa ne pensano di quest’idea estiva gli esperti nel settore? Lo abbiamo chiesto a Christian Righinetti, pilota e istruttore della DroneAir di Lodrino, attiva nella formazione e nello sviluppo dei progetti inerenti ai droni. «È un’idea alla quale stavamo già lavorando, dietro le quinte, da mesi. Da svizzero, capisco che i fuochi d’artificio siano belli. A me piacciono molto. Oggi però ci sono numerosi aspetti dei quali tener conto, fra questi i diritti degli animali. E poi, i fuochi tradizionali creano anche diversi problemi ai laghi, quantomeno quelli sparati dalle chiatte. Spesso si ritrovano le cartucce di alluminio sulle rive e poi ci sono le polveri, con componenti chimici, che cadono nell’acqua. Quella dei droni invece è una soluzione più ecologica. Sono anche riutilizzabili o aggiornabili. Pertanto, ci eravamo già attivati da un po’ di tempo nella ricerca di fornitori di droni per spettacoli luminosi». E a livello finanziario? «Credo che il prezzo possa essere più o meno lo stesso di uno spettacolo pirotecnico tradizionale».

Due-tre mesi per preparare uno show

L’esperto conferma che in tutti i casi per il Primo d’agosto del 2022 è troppo tardi: «Per pianificare uno spettacolo ci vogliono due-tre mesi di preparazione. Dapprima si deve preparare il software e poi si va sul campo a fare una prova. Sono droni piccoli. Invece delle telecamere hanno montato un rilevatore Gps per il posizionamento a precisione millimetrica e una cupola luminosa multicolore. Spostandosi creano l’effetto fuoco d’artificio, ma anche un effetto logo o immagine in movimento. Ci sono molte possibilità, anche a livello creativo sarebbe un’evoluzione interessante».

Iter regolare

E come iter, ci sarebbero ostacoli procedurali? «Bisognerebbe fare una richiesta all’Ufficio federale dell’aviazione civile per l’utilizzo dello spazio aereo. Vanno avvisati anche il Comune naturalmente e le polizie Cantonale e Comunale, la Rega e tutte le agenzie di trasporto aereo, diramando un avviso temporaneo di volo e indicando la traiettoria e le coordinate dei droni. Ma sono avvisi che vengono divulgati anche nel caso di spettacoli pirotecnici. Noi siamo pronti a collaborare con tutti. Con la Città di Lugano, ma anche con altri enti pubblici, manifestazioni, eventi privati».

Aspettiamo dunque il 2023, per scoprire se siamo all’inizio di una piccola rivoluzione... pirotecnica.

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