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È braccio di ferro sull’oro blu
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07.07.22 - 05:30
Aggiornamento: 16:27

Gestione acquedotto Collina d’Oro, è riuscito il referendum

Si andrà a votare sulla proposta del Municipio d’istituire il passaggio della gestione dell’impianto alle Ail. Il sindaco: ‘Non ritiriamo il messaggio’

Sarebbero state sufficienti 389 firme. Ne sono state raccolte quasi il doppio: 720, pari al 27,76% dei 2’593 aventi diritto di voto. Parliamo del Referendum lanciato da un comitato interpartitico formato da Ppd, Ps e del Plr contro il messaggio municipale, votato a maggioranza lo scorso 9 maggio dal Consiglio comunale che propone la totale cessione della gestione dell’Acquedotto comunale alle Ail (Aziende industriali di Lugano). Le firme saranno consegnate domani mattina, venerdì, alla cancellazione di Montagnola dal comitato referendario. Ergo: sul dibattuto tema a suon di volantini distribuiti nelle ultime settimane dalle contrapposte fazioni si andrà a votare. Difficile dire quando, non è esclusa la data del 30 ottobre, quando a livello cantonale si voterà sulle imposte di circolazione.

‘Ma le tariffe dell’acqua non saranno imposte dalle Ail’

«Non ritireremo assolutamente il messaggio municipale, che è stato approvato a maggioranza in Municipio e in Consiglio comunale» assicura il sindaco di Collina d’Oro, Andrea Bernardazzi (Plr). «Andremo in votazione, rispettando le opinioni dei referendisti che possono avere altre idee, diverse dalla nostra. Noi siamo decisamente convinti di quanto proponiamo: passare la gestione totale dell’acquedotto alle Ail. D’altra parte siamo già in gestione parziale con le Aziende industriali di Lugano. Al momento opportuno organizzeremo serate informative per la popolazione e daremo le risposte necessarie». Qual è dunque il cambiamento che proponete? «L’acquedotto rimane di proprietà comunale. La sua manutenzione oggi viene svolta in parte dal Comune con un operaio, però la gestione, la manutenzione e i picchetti assicurati dai fontanieri sono già sotto le Ail. Semplicemente la fatturazione non verrà più svolta dal Comune ma dalle Ail. Però la gestione dei costi e le tariffe le deciderà il Comune con le Ail e non sarà l’azienda a imporle. Anche l’acqua continuerà a provenire da Magliaso. Cambierà ben poco».

Il comitato interpartitico: la gestione dev’essere comunale per legge

Per i referendisti, invece, la gestione dell’acquedotto deve restare completamente al Comune. La volontà del comitato che ha raccolto le firme è quella che sull’impianto dell’acqua sia la popolazione a esprimersi. Un obiettivo centrato, dal momento che le adesioni venute dai contrari al messaggio municipale hanno raggiunto, e anzi superato, il necessario numero di firme e che quindi la popolazione di Collina d’Oro sarà chiamata alle urne. Per i referendisti la gestione dell’acquedotto dev’essere comunale per legge. In una recente presa di posizione il comitato interpartitico ha osservato: "L’apposita legge cantonale del 1996 (che si fonda sulla Costituzione federale art. 76 cpv. 4 - ‘I cantoni dispongono delle risorse idriche’) prevede che ai Comuni spetta la costruzione e la gestione delle infrastrutture, l’erogazione dell’acqua potabile nelle zone definite dal regolamento delle aziende di distribuzione, in particolare nelle zone edificabili, mentre al Cantone spetta la vigilanza sullo stato generale dell’approvvigionamento idrico e la pianificazione delle fonti di alimentazione e delle opere d’interesse generale". Ancora i referendisti: "Dando ad Ail la gestione dell’acquedotto, dovremo accettare senza batter ciglio le volontà del gestore, in particolare per quanto riguarda il costo dell’acqua al metro cubo. Del resto basta osservare quanto succede nei Comuni di Manno e Cadempino dove i costi sono aumentati, e di molto. Tutto si può fare, ma tornare indietro sarà molto difficile. In effetti, non avremo più le competenze e la conoscenza del nostro acquedotto che, per il momento, sono garantite da un collaboratore comunale di provata esperienza. Trascorsi i tre anni di "prova", certamente Ail non sarà più disposta a proseguire con la gestione parziale (come attualmente) che ha sempre dato prova di funzionalità". Insomma, sull’oro blu è braccio di ferro. Anche la votazione in Consiglio comunale, lo scorso 9 maggio, aveva posto in rilievo una spaccatura all’interno del Legislativo: il messaggio è stato accolto con 17 voti favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti. La sezione Collina d’Oro del Plr, recentemente in un comunicato stampa, aveva invitato a non firmare il referendum e, a sostegno della posizione del Municipio, aveva evidenziato: "Ricordiamo che il mandato di gestione con Ail è la naturale conseguenza di una efficace e consolidata collaborazione dal 2007 e non provoca nessuna ripercussione negativa per i nostri funzionari". Presto, dunque, la parola passerà agli abitanti chiamati al voto.

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Collina d’Oro, ‘l’acqua vogliamo gestirla noi’: è referendum

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