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23.06.22 - 16:04
Aggiornamento: 17:14

Fabri Fibra a Lugano? Mattea David: ‘Non è arte’

Interpellanza interpartitica che chiede al Municipio di considerare l’annullamento del concerto del controverso rapper italiano

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Sul palco fra le polemiche

"Non è certamente arte banalizzare e legittimare la concezione delle donne come oggetto sessuale, così come non è arte incitare all’odio, alla violenza e ai femminicidi". Questa l’opinione di un’interpellanza interpartitica – prima firmataria: Mattea David (Ps) –, depositata al Municipio. Oggetto dell’atto parlamentare, il concerto in programma a inizio luglio in piazza Luini del controverso rapper italiano Fabri Fibra. "È con questo tipo di offerte ricreative che il Municipio previene la violenza domestica, la misoginia e l’omofobia a Lugano?", chiedono i consiglieri comunali all’esecutivo, in quanto l’evento è organizzato dalla Città nell’ambito del LongLake Festival.

‘Incita all’odio, alla misoginia e all’omofobia’

L’annuncio del concerto ha suscitato aspre critiche da parte di alcuni gruppi politici e non. Per quest’interpellanza, si tratta di "uno dei rapper italiani che più incitano all’odio, che più promuove la misoginia e l’omofobia, che più banalizza e ironizza la gravità della violenza di genere, dei femminicidi e delle violenze sessuali e sessiste, che più attacca la comunità Lgbtiq+". E questo, si evidenzia, in un contesto nel quale "la violenza di genere ha raggiunto livelli gravissimi": in Ticino ci sono circa 3 interventi al giorno della polizia per violenza domestica; sono 1’477 le denunce in Svizzera (dato 2021) per violenza carnale e coazione sessuale; il 22% delle donne sopra i 16 anni, in Svizzera, ha subito atti sessuali e il 12% ha subito rapporti sessuali imposti e non consensuali. A Lugano, i casi di violenza domestica nel 2020 invece sono stati 128.

Fabri Fibra condannato a Milano nel 2013

A livello politico, invece si ricorda che "il Municipio è consapevole dell’importanza sociale e individuale della violenza domestica e di quanto le restrizioni sanitarie imposte dalla pandemia abbiano potuto esacerbare situazioni originariamente conflittuali o disfunzionali all’interno delle famiglie. La Città si impegna dunque a mantenere il monitoraggio del fenomeno attraverso i servizi comunali e della socialità". "A fronte di questo impegno politico ora il Municipio vuol dare il palco in Piazza Luini a un rapper italiano che nega questi problemi?", si chiede all’esecutivo. Per sottolineare le proprie tesi, David e cofirmatari citano diverse canzoni di Fibra, come anche alcuni precedenti. Tra questi, una condanna con sentenza definitiva del 2013 per diffamazione omofoba nei confronti di Valerio Scanu. "La sentenza del Tribunale di Milano in particolare ha dimostrato come lo squallido insulto volto a discriminare, l’incitamento all’odio e la promozione dell’omofobia (come della misoginia) non siano né arte, né musica".

‘La Città sostiene la Casa per le donne?’

L’interpellanza, infine, richiama: la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna delle Nazioni Unite; l’adesione della Città all’Agenda 2030 dell’Onu che si prefigge di raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione delle donne; la Convenzione di Istanbul e il fatto che il popolo svizzero il 9 febbraio 2020 abbia accolto l’estensione della norma penale antirazzista emanata per proteggere persone o gruppi di persone appartenenti a una determinata etnia o religione da atti di discriminazione razziale, di calunnia, di discredito o di istigazione all’odio nei loro confronti. Una mezza dozzina le domande rivolte dunque al Municipio. Dal finanziamento dell’evento alla conformità dello stesso con gli impegni istituzionali presi dalla Città firmando le varie convenzioni; dall’opportunità di tenere il concerto poco dopo la conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina alla possibilità di annullarlo; per arrivare infine a chiedere lumi sul sostegno economico della Città alle Case per le donne in Ticino.

Leggi anche:

‘Sessista, misogino, omofobo: no al concerto di Fabri Fibra’

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