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13.06.22 - 21:14
Aggiornamento: 14.06.22 - 10:01

‘Tutto ciò che succede a Lugano è sotto la scure delle finanze’

All’assemblea del Ps, i copresidenti Tessa Prati e Fiippo Zanetti parlano della necessità di dare spazio alle realtà culturali non istituzionali

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Durante l’assemblea sezionale socialista a Davesco

Occorre sostenere la cultura proveniente ‘dal basso’, ampliare il discorso legato all’autogestione e coinvolgere le molteplici realtà esistenti. L’abbattimento di un edificio dell’ex Macello di Lugano è stato uno dei temi forti evocati stasera all’inizio dell’assemblea della sezione socialista, riunita dietro il brokencitybrewing di Davesco, dai due copresidenti Tessa Prati e Filippo Zanetti, che hanno ripercorso le attività svolte. Una sezione che vuole sviluppare il terreno fertile affinché possano trovare spazio coloro che promuovono cultura non istituzionale. Sì, perché «la decisione di demolire uno degli stabili dell’ex Macello è altamente criticabile», ha sottolineato Prati auspicando un allargamento del discorso alla luce delle numerose richieste e per fare in modo che anche l’autorità percepisca come opportunità le espressioni culturali alternative.

Zanetti: ‘Occorrono più investimenti’

Filippo Zanetti ha invece parlato di Polo sportivo e degli eventi, un progetto di cui occorrerà ancora occuparsi: «Tutta la grande capacità di creare coesione, dalle urne non si è percepita, visto che in votazione si è tradotta con solo il 57% dei consensi». Zanetti ha giustificato la decisione del partito di lasciare libertà di voto, considerata la diversità di vedute interne. Il copresidente ha poi criticato il Municipio: «Tutto ciò che succede a Lugano passa sotto la scure del Dicastero finanze, perciò risulta difficoltoso sostenere e sviluppare non soltanto i grandi progetti. Però, occorrono più investimenti, fissando delle priorità, altrimenti Lugano resta paralizzata. Oggi, constatiamo che Lugano ospiterà la conferenza internazionale sull’Ucraina ma il centro congressuale al Campo Marzio non è ancora pronto». Secondo Zanetti, sono pure carenti i rapporti fra esecutivo e legislativo: «Sono anni che la Commissione interpartitica non si riunisce».

Zanini Barzaghi: ‘Basterebbero due punti in più’

Gli ha fatto eco la municipale Cristina Zanini Barzaghi: «Il cambio di legislatura è stato difficile, anche a causa della pandemia. Ci sono stati tre nuovi ingressi in Municipio e alcuni dossier stentano a decollare». Non solo. «La pianificazione finanziaria (il Piano finanziario, ndr.) è troppo rigida e si fatica a concretizzare i progetti. Basterebbero due punti in più di moltiplicatore d’imposta per rispondere al meglio alle esigenze della popolazione. Non esistono soltanto i grandi progetti ma anche tante iniziative ‘minori’ che devono essere portate a compimento». Poi, la stoccata, nei confronti del Municipio, nel quale «aleggia ancora il fantasma legato alla chiusura dell’inchiesta penale sull’abbattimento di un edificio dell’ex Macello. Riguardo alle attività giovanili e alternativa, bisogna trovare un nuovo modo per interagire», ha sottolineato la municipale socialista che ha rassicurato: «Anche nelle grandi Città a maggioranza socialista, i grossi progetti sono finanziati attraverso partenariati pubblico-privato».

L’assemblea ha poi discusso di un tema che la sezione ha trattato nel primo numero del periodico ’2’116 m s.l.m.’, quello dell’aggregazione sociale. Ne hanno parlato l’ex presidente della sezione Ps di Lugano Marilena Ranzi-Antonioli, il capogruppo in Consiglio comunale Carlo Zoppi, il presidente della commissione di quartiere di Pregassona e presidente dell’associazione Amélie Marco Imperadore.

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