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02.06.22 - 05:30
Aggiornamento: 16:51

Cambiato il vento a Isone: ‘Aggregazione? Non esclusa’

Quindici anni dopo il ‘no’ popolare al progetto Monteceneri, in paese si torna a parlare dell’eventualità. Il sindaco: ‘Informalmente c’è apertura’

È cambiato il vento a Isone. Fino a pochi anni fa bastione dell’indipendenza comunale, l’ultimo paese della Valle Vedeggio sembra aprirsi verso scenari aggregativi. «Sì, non lo escludiamo a priori» conferma il sindaco Davide Buloncelli. Ad anticipare l’inversione di rotta rispetto a pochi anni fa, il Dipartimento delle istituzioni: "Nella riunione con il Comune di Isone – è stato detto nei giorni scorsi – è stato detto nei giorni scorsi – è stato possibile guardare anche a un’ipotetica e futura aggregazione, che potrebbe rappresentare un passo significativo per soddisfare le crescenti necessità dei cittadini".

‘Siamo un comune piccolo, le esigenze cambiano’

Il comune di Monteceneri, ricordiamo, è stato istituito nel 2010, a seguito della votazione consultiva del 2007. La maggioranza degli abitanti di Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera e Sigirino hanno accolto il progetto, mentre quelli di Mezzovico-Vira (56,3% di ‘no’) e soprattutto di Isone (72,5%) si sono espressi contrariamente. Il Gran Consiglio ha successivamente avvallato la nuova entità a cinque e non a sette. Che cosa è cambiato da allora? «Intanto sono passati quindici anni – sottolinea Buloncelli –, ci sono stati chiaramente dei cambiamenti. Siamo un comune piccolo, di montagna, ma anche da noi le esigenze del paese e della cittadinanza cambiano e diventano maggiori e magari non sempre un comune piccolo è in grado di dare risposte adeguate alle richieste». «Certo, in passato c’è stato il ‘no’ popolare e bisogna tenerne conto, ma non è stato un voto di chiusura a prescindere su tutto. Anzi, da lì in poi sono nate diverse collaborazioni tutt’oggi in essere che ci soddisfano molto».

Collaborazioni fruttuose

Negli ultimi tre lustri i Comuni della Valle Carvina hanno sensibilmente aumentato le proprie collaborazioni a prescindere dalla fusione, su temi molto concreti come ad esempio la raccolta dei rifiuti e l’istruzione. «Con Monteceneri e Mezzovico-Vira condividiamo l’Istituto scolastico unico dell’Alto Vedeggio – precisa il sindaco –: un consorzio che ha mantenuto le sedi dislocate nei vari paesi. Sono collaborazioni che funzionano molto bene. Mantenere rapporti di buon vicinato è fondamentale e, qualora se ne sentisse effettivamente l’esigenza e ci fosse un’effettiva apertura da parte della popolazione, siamo aperti al dialogo. Anche sulla base del Piano cantonale delle aggregazioni (che prevede effettivamente un comune unico nella zona, ndr) un’aggregazione in futuro non è stata messa del tutto da parte. Chiaramente sarà una questione di cui discutere, a cominciare dalla popolazione, che andrà coinvolta dalla base. Al momento ci sono state solo delle discussioni informali e abbiamo riscontrato una certa apertura a parlarne, ma è tutto in fase embrionale. E poi bisognerà parlarne con i Comuni vicini per capire se c’è anche dalla controparte la volontà di portare avanti uno studio aggregativo. Una riflessione andrà comunque fatta».

Se ne parlerà nella prossima legislatura

Al momento, spiega il sindaco, le discussioni sono state solo informali e anche in Municipio «se n’è solo accennato». È tutto dunque ancora da costruire. Già in questa legislatura? «Personalmente ritengo che sia più opportuno rimandare discorsi più concreti e approfonditi a dopo aprile 2024. Anche perché siamo attualmente impegnati su fronti più importanti e impellenti per la popolazione: stiamo completando il rifacimento delle canalizzazioni e in generale delle sottostrutture, mentre ora dovremo affrontare il grosso tema dell’approvvigionamento idrico. Poi toccherà alla ristrutturazione e all’ampliamento dello stabile scolastico. Questi sono i dossier principali per questa legislatura. Una volta affrontati questi, potremo discutere anche di progetti aggregativi. Nulla è detto: magari si deciderà di restare indipendenti, oppure semplicemente di aumentare le collaborazioni. Vedremo».

Un Ufficio tecnico sgraverebbe i municipali

Non essendoci state ancora discussioni ufficiali né con la cittadinanza né a livello istituzionale, una valutazione di pro e contro non è stata ancora fatta. Ma un aspetto che Buloncelli individua come positivo in caso di un’aggregazione c’è: «Le realtà piccole come la nostra non possono permettersi un grosso apparato amministrativo. Ad esempio, avere un Ufficio tecnico comunale potrebbe aiutare, noi adesso ci appoggiamo parzialmente a un ufficio esterno ma non sempre conosce la realtà locale. Allo stato attuale siamo spesso noi municipali a essere in prima linea a fare da appoggio alle direzioni lavori. Avere un Ufficio tecnico comunale sgraverebbe i municipali da alcuni compiti, che dovrebbero essere più operativi che politici. Anche se è un modo di fare politica apprezzato».

Musica del futuro. A far notizia nel presente è già il cambiamento di sensibilità nella fiera Isone.

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